Da Prato a La fine del Mondo

Ape Calessino The GIRA per i #CCTravellers2016 a Prato
Stefania Clemente

Stories by the “Creative Curious Travellers 2016” about the city of Prato. Thanks to: Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci | Camera di Commercio di Prato | USE-IT Prato | LeCù | Fonderia Cultart | Biscottificio Antonio Mattei | Cibino Take Away | Gelateria Fior di Sole | Apothéke Cocktail Bar | Dolci Amari | Caffè Vergnano | Camaloon | The GIRA.


PRATO Questo viaggio è come un cerchio. Si apre e si chiude e racchiude infiniti punti. Parte da noi e finisce con noi. Comincia con quello che siamo e finisce riportandoci nella dimensione di quello che eravamo con l’aggiunta di qualcosa. È un viaggio a doppio binario. Io che cerco parole e narrazioni e DAB che cerca immagini e colori (che trovate qui: “Amazing Art Tales“).

Amazing Art Tales

Il nostro viaggio a Prato arriva grazie a CCT-SeeCity, community online di “creative locals & travellers”, e l’occasione è la riapertura del Centro Pecci. Ma a noi – da bravi #CCTravellers2016 – non bastava e abbiamo aggiunto alcune tappe.

ARTIGIANATO & WEB

Siamo partiti visitando la bottega artigiana di Ilaria “Creazione Cappelli” e abbiamo scoperto una rete di artigiani pratesi che nel progetto MADE da Franco costituiscono un hub 2.0.

Ci siamo allora chiesti chi fosse Franco e aspettandoci un artigiano baffuto abbiamo invece conosciuto tre donne meravigliose che spiegano: “Franco è l’artigiano con la A maiuscola, è la creatività che caratterizza il made in Italy, è la passione che anima il nostro lavoro!”.

ARTE & RIGENERAZIONE URBANA

Ex Chiesa di San Giovanni - Prato

Poi siamo finiti all’Ex Chiesa di San Giovanni, un luogo un po’ nascosto e magico alle spalle del Castello dell’Imperatore, per goderci un concerto in intimità… e abbiamo scoperto che Prato è una bellissima rivoluzione fatta di spazi in trasformazione. Questo luogo, rinato grazie a Fonderia Cultart, ne è solo un esempio.

Se è vero che le crisi nascondono opportunità, Prato ne è la dimostrazione. Qui la crisi dell’industria tessile, appunto, ha provocato la chiusura di tante e importanti realtà economiche locali ma ora sta generando la nascita di spazi innovativi e condivisi, dedicati all’arte in ogni sua forma, progetti culturali che si riappropriano di luoghi urbani, in centro come in periferia, e li rendono nuovamente vivi.

A questo proposito vi segnaliamo in particolare .CON Contemporaneo Condiviso: una rete di spazi e progetti indipendenti per la produzione e diffusione del contemporaneo a Prato. Noi abbiamo visitato la galleria LATO di Luca Gambacorti: uno studio d’architettura nato dalla ristrutturazione di una fabbrica abbandonata in Piazza San Marco e che da danni si apre alla città attraverso varie mostre ed eventi.

E tra gli spazi rigenerati in centro storico, il Museo del Tessuto è un vero monumento di archeologia industriale: situato nell’antica “Cimatoria Campolmi Leopoldo e C.”, condivide con la Biblioteca Lazzerini il grande complesso di questa fabbrica ottocentesca all’interno delle mura medievali, e racconta una meravigliosa storia sulla città, ospitando anche bellissime mostre temporanee, come quella Tra Arte e Moda” (21 Maggio 2016 – 19 Febbraio 2018).

E invece, fuori dal centro storico, ci attende il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci o semplicemente Centro Pecci: il cuore della nostra visita a Prato, con la sua mostra d’inaugurazione La fine del mondo (16 Ottobre 2016 – 19 Marzo 2017) che ha raccolto opere di oltre 50 artisti internazionali per indagare sul passato-presente-futuro dell’umanità e contribuire ad una riflessione comune sul tempo e sullo spazio. Mostra seguita dall’esposizione Dalla caverna alla luna” (8 Aprile 2017 – 28 Gennaio 2018).

La fine del Mondo - Centro Pecci - Prato

Nel cerchio di questo viaggio abbiamo toccato esperienze e racconti lontani, di altri luoghi che si sono intersecati con le opere presenti stimolando una collezione di immagini e suoni che sommati e mescolati sono diventati chiari solo all’uscita del museo. La mostra ha meritato alcune ore di visita e altrettante di metabolizzazione.


A PIEDI (e in Ape Calessino)

Ape Calessino The GIRA per i #CCTravellers2016 a PratoMa abbiamo poco tempo e non possiamo lasciarci sfuggire ancora un paio d’occasioni. Allora torniamo subito in centro correndo con The GIRA per un boccone al volo ed essere puntuali in Piazza Duomo all’appuntamento con ArteMia per visitare Prato “con il naso all’insù”. Una passeggiata piacevole e curiosa in cui scoprire tutto quello che da soli difficilmente avremmo visto, notato e conosciuto. Loro sono una potenza, organizzano con passione corsi, laboratori e visite per i cittadini e viaggiatori più curiosi, dedicate all’arte e alla storia della città.

A TAVOLA

Il nostro viaggio a Prato sta per finire ma ci ricordiamo che non si può partire senza passare dal Biscottificio Antonio Mattei. C’è la fila ma l’attesa ne vale la pena. Per i pratesi è un punto di riferimento per fare regali o acquistare qualche meraviglia per le proprie cene, merende o colazioni. Il nostro accento non tradisce e la signora decide di farci assaggiare qualsiasi delizia. Ne usciamo in preda all’euforia da dolci e con i famosi cantucci nel classico pacchetto blu da portare a casa.

Se avete tempo, proprio per godervi il mix di culture presenti in città (avrete probabilmente sentito dire che a Prato c’è una grande comunità cinese ma sappiate che non è l’unica!), godetevi allora una cena al ristorante etiope Kaldi’s Kaffè. Gentilezza e squisitezza dei piatti sono da ricordare!

A PRESTO!

Siamo sicuri di aver perso qualcosa ma un viaggio non è mai esaustivo e questo ci permette di aver voglia di tornare per scoprire altro e fare nuovi incontri. A presto Prato!


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Stefania Clemente