Sofar Sounds: concerti intimi e segreti nei salotti di casa di tutto il mondo

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Elena Mazzoni Wagner

SEETIES La mia prima volta è stata in un salotto di Barcelona. Era un giovedì sera di Maggio, anno 2013. Non avevo idea di chi fosse quella casa, l’email che avevo ricevuto il giorno prima conteneva solo un indirizzo, vicino Plaça Urquinaona. Quando arrivai lì, fu facile individuare il portone da varcare: davanti a quel palazzo residenziale, al principio di un viale alberato, un gomitolo di persone che dicevano il proprio nome saliva le scale fino all’appartamento che avrebbe ospitato il terzo Sofar Sounds della città catalana. Anche il mio nome era nella lista e così entrai.


Il salotto si riempì velocemente: l’email si raccomandava di essere puntuali e anche di rimanere lì sino alla fine, in rispetto degli artisti che avrebbero suonato e cantato per noi. Il padrone di casa doveva essere uno di quei ragazzi dietro alla tavola che divideva la cucina dal resto della stanza e su cui adesso si trovavano alcuni flyers e una rivista locale, media partner dell’evento. Prima del nostro arrivo, molto probabilmente, avevano sgomberato un po’ la sala, spostato qualche mobile e divano, per permetterci di sedere in terra. Le bandierine colorate appese al soffitto, le lucine e qualche palloncino, decoravano l’atmosfera intima e accogliente. Gli ospiti si preparavano all’ascolto, in attesa di scoprire quali fossero gli artisti. Dopo la venue, stavano per svelarci anche il resto del segreto.

Mi accomodai in fondo (per appoggiare la schiena alla parete) e il mio vicino si presentò subito: una delle band di cui è manager – e che da lì in poi avrei adorato: Berlinist – aveva partecipato alla primissima edizione made in BCN. Serate così sono anche ottime occasioni per conoscere e ingaggiare nuovi talenti. L’house secret concert – o meglio l’home secret gig – iniziò poco dopo. Silenzio. Si esibirono la cantautrice Joana Serrat, il duo Calido Home y Quart Primera, la band El Último Vecino. Applausi.

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Di solito, Sofar Sounds presenta “in segreto” almeno tre artisti alla volta. Gli artisti proposti dall’organizzatore locale sono sempre approvati da almeno tre membri del team. Durante il concerto, non mancano mai fotografo e videomaker perché – oltre all’esperienza unica del live – altrettanto importante è superare i confini delle quattro mura (ma anche della città, del paese, del continente) attraverso il web: qualche giorno dopo, la pagina Facebook (ogni città o paese del network Sofar ne ha una) pubblica l’album fotografico mentre sul canale YouTube (globale) esce almeno un video con una canzone per ogni artista che si è esibito. Considerata la continua espansione del movimento Sofar, è un’occasione speciale per ogni emergente.

Questa “global community” si sta diffondendo ormai in tutto il mondo… e dove poteva nascere se non nella capitale europea della “live music”? Nell’Aprile 2009, Rafe Offer, Dave Alexander e Rocky Start – stanchi della solita esperienza musicale, nelle solite venues – decidono di invitare tre giovani artisti a suonare per un audience selezionato di veri amanti della musica. Quelle persone hanno raccontato di quel piccolo e intimo show, in un minuscolo appartamento a nord di Londra, ai loro amici… e adesso Sofar Sounds organizza “secret gigs in unique spaces all around the world”. Se volete partecipare – ed io non posso che raccomandarvelo con il cuore! – basta iscriversi qui: SIGN UP! Ogni mese, riceverete una newsletter con la lista di tutti gli eventi nelle diverse città del mondo in cui qualcuno ha deciso di mettere a disposizione il proprio salotto di casa. E da lì potrete registrarvi all’evento più vicino.

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“Prima avevi due opzioni per ascoltare musica dal vivo. – spiega il co-founder Rafe Offer, nato a Chicago e residente a Londra – In un gigantesco anfiteatro, dove quel puntino che vedi lontano è il cantante dei Muse. Oppure in un piccolo locale e in questo caso, specialmente se si tratta di musica nuova, di artisti emergenti, sei nel mezzo a persone che chiacchierano, messaggiano, bevono… disturbando chi è lì per ascoltare.” 

E così i tre amici hanno iniziato a trasformare i salotti delle case londinesi – poi di tutto il mondo – in venues per intimi concerti, chiedendo al pubblico di non parlare ma ascoltare sino alla fine delle performances (principalmente acustiche ma non solo). SOFAR significa “SOngs From A Room” e il segreto è tutto qui: un pubblico attento e curioso (senza smartphones alla mano!) raccolto in un luogo intimo come il salotto di casa offerto spontaneamente da chiunque per una sera desideri ospitare un gruppo di persone che amano e rispettano la musica, artisti e appassionati che vogliono condividere un’esperienza unica e indimenticabile. In pratica, Sofar Sounds ha unito due format già in voga [House Concert + Secret Concert] con un’importante differenza: qui non conta il singolo artista ma la Musica.

“Dopo il successo a Londra, ho iniziato a chiamare amici in altre città. – racconta sempre Rafe. – Abbiamo provato a New York e Parigi. Poi le persone hanno cominciato a scriverci offrendosi di importare e gestire la formula con il brand Sofar. È stato fondamentale tener fede alla visione originale, senza voler mai crescere troppo in fretta: ci assicuriamo sempre della qualità, vogliamo creare ovunque la stessa magia che ha reso Sofar così speciale a Londra.”

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Ogni mese, quando apro la mail, spero di trovare il nome di qualche città vicina. Finora mi è capitato di partecipare solo all’estero ma da Novembre 2013 Sofar Sounds esiste anche in Italia (grazie a Splitgigs in media-partnership con Astarteagency) e pian piano si sta diffondendo da Milano a Palermo. Prima o poi – ma non lo dite in giro, che dovrà essere un segreto! – ne organizzeremo uno anche nel salotto di Casa CCT…

P.S. Se l’idea vi piace – ed è impossibile il contrario – iscrivetevi a Sofar Sounds e invitate i vostri amici a farlo (ognuno può registrare all’evento al massimo un’altra persona). E se vi sentite più attori che spettatori, fatevi avanti come “host” (qui) per offrire il vostro salotto di casa oppure come “volunteer” (qui) per organizzare e promuovere questa bellissima magia nella vostra città!

NOTA: Dal momento che i Sofar Concerts avvengono in appartamenti messi a disposizione spontaneamente da privati, i posti disponibili sono di solito limitati a un numero che può variare dalle 30 alle 50 persone. Questo significa che, se risultano troppi iscritti a un concerto, gli organizzatori daranno priorità a chi non è mai stato a un evento Sofar. E, in secondo luogo, a chi in qualche modo può aiutare a diffonderne la filosofia: persone del settore musicale, bloggers, fans… Insomma, a chi racconterà ad altre cento persone: “tu non hai idea di dove sono stato l’altra sera!”.

ATTENZIONE: A differenza dei secret concerts, il focus non è sull’artista o band che si esibisce in un luogo segreto ai più, a cui accorre la fanbase. Al contrario, qui il nome del musicista passa in secondo piano: chi decide di partecipare agli eventi Sofar, ha passione e rispetto per la musica, indipendentemente dalle logiche del mercato musicale e della promozione discografica; chi partecipa a Sofar Sounds, ha tutta l’intenzione e volontà di prestare attenzione alla performance. La bravura dell’artista (svelato solo al momento del live) è garantita dalla selezione del team. L’intimità tra l’artista e il pubblico è garantita invece dall’atmosfera, sempre unica e speciale.


So… see you soon in someone’s living room.

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Se siete particolarmente curiosi, vi consiglio la lettura di questa intervista a Rafe Offer (in inglese): venturevillage.eu/sofar-sounds-rafe-offer.

Elena Mazzoni Wagner