MIAMI viene spesso raccontata come un eccesso: troppo luminosa, troppo veloce, troppo performativa. Eppure questa narrazione dice più del modo in cui la città viene consumata che di come viene realmente vissuta. Sotto le sue immagini accuratamente costruite, Miami funziona come un organismo urbano complesso, plasmato dalle migrazioni, dal clima e da una continua reinvenzione. Avvicinarsi a Miami in modo critico significa resistere alla tentazione di ridurla a spettacolo. Significa leggerla non come uno sfondo per il tempo libero ma come uno spazio abitato, in cui le pratiche quotidiane definiscono silenziosamente il carattere della città.

E come tantissime altre persone, tutte quelle che credono che la felicità sia un diritto universale, il fine naturale e ultimo della specie umana. “Non so se vivrò abbastanza per poter verificare che l’umanità è riuscita ad arrivare alla pratica quotidiana, normale di questo diritto alla felicità, ma so e sono convinto che lo sforzo di tanti, anche il mio piccolo sforzo per spiegare, per definire, per individuare tutto quel che si frappone tra noi e il diritto supremo alla felicità, sia oggi il lavoro politico più importante che si può fare.” – Luis Sepúlveda

NEW YORK La Statua della Libertà. Times Square. L’Empire State Building. Il Ponte di Brooklyn. I taxi gialli. Oggi tutti fotografano i “classici” e condividono con tutto il mondo le loro foto sui social media. Quindi, cosa accade quando tutti i giorni, per tutto il giorno e da più angolazioni, questi luoghi simbolo vengono fotografati da tutti? Se mettessimo insieme quelle immagini, foto e video, potremmo vedere l’intera storia di un luogo. “Typologies of New York City” è un video di 57 secondi realizzato proprio in questo modo, utilizzando 1.272 foto della città trovate su Instagram, selezionate e combinate in un’animazione coerente dal creativo Sam Morrison (@SamTheCobra sui social media).

RIO DE JANEIRO, Armação dos Búzios: più comunemente noto come Búzios, questo villaggio di pescatori – grazie alle sue oltre 23 bellissime spiagge – è diventato un luogo molto amato dai vacanzieri. Si trova sulla costa a nord di Rio de Janeiro, a 177 km di distanza dalla metropoli. Qui ve lo raccontiamo attraverso una coloratissima street photo gallery di Patric Alfred Haroldo, buon viaggio! 🙂

NEW YORK Uno sguardo alla potente connessione tra un paio di tavoli da ping pong all’aperto, nel cuore di New York City, e l’improbabile gruppo di persone che questi hanno riunito, da senzatetto a banchieri d’investimenti a membri di qualche gang. Pioggia o sole, loro saranno lì. A “i tavoli” (The Tables). Un bellissimo documentario di 15 minuti firmato da Jon Bunning, filmmaker e art director di base a Brooklyn, NY. Guarda qui il cortometraggio!

BRASILE, ti voglio così tanto ma ho paura. Ti amo, ti desidero, ma ti odio nel profondo. Non riesco a vedere il meraviglioso futuro che vedo con te. Con detriti e traumi hai creato questo maledetto paradiso. Non so più se il mio cuore può sopportarti ancora. Mio Brasile Impossibile. – Un intenso breve video diretto da Fabrício Brambatti // Urso Morto e prodotto da Iconoclast Brazil