“Liter of Light” riempie di energia solare bottiglie riciclate e illumina gli angoli bui del mondo

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Liter of Light

VIDEO in fondo al post : Guido Baroncelli

SEETIES É una notte d’autunno e, come qualsiasi altra notte, per me è normale stare qui: ci pensa la lampada sulla scrivania ad illuminare quest’angolo di casa mentre le luci fuori indicano le strade della città e alcune finestre ancora sveglie. Spettacolari fotografie scattate dal cielo, dai satelliti della NASA, mostrano come l’illuminazione sulla Terra disegni i confini dei Paesi, evidenziando le maggiori aree urbane: New York non dorme mai e Parigi è la Ville Lumière (si sa già) ma pare che sia Londra la metropoli più illuminata. E così nelle città si discute di inquinamento luminoso – che, oltre allo spreco energetico, impedisce di veder le stelle! – ma in molte periferie e villaggi rurali, invece, si vive al buio: circa 1.5 miliardi di persone nel mondo, infatti, non hanno ancora accesso all’energia elettrica.

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Earth at Night, 2000
Credit: C. Mayhew & R. Simmon (NASA/GSFC), NOAA/ NGDC, DMSP Digital Archive

This is what the Earth looks like at night. Human-made lights highlight particularly developed or populated areas of the Earth’s surface, including the seaboards of Europe, the eastern United States, and Japan. Many large cities are located near rivers or oceans so that they can exchange goods cheaply by boat. Particularly dark areas include the central parts of South America, Africa, Asia, and Australia. The above image is actually a composite of hundreds of pictures made by the orbiting DMSP satellites.

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LITER OF LIGHT

Ed è proprio qui – negli angoli più bui della Terra – che interviene Liter of Light: nell’Aprile 2011, la ONG filippina My Shelter Foundation, guidata dall’architetto Illac Diaz, decide di utilizzare la tecnologia ideata dal brasiliano Alfredo Moser per fornire illuminazione pubblica alle slums delle Filippine, denominando il progetto Isang Litrong Liwanag (Liter of Light). In seguito, grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell’Università di Santo Tomas, il prototipo bottle bulb viene potenziato: alle bottiglie riciclate, viene installato un pannello solare da 1W collegato ad un Led con la potenza di 1W ed un voltaggio di 3,2 V. Nasce così il progetto Liter of Light at Night. Il dispositivo viene poi ulteriormente sviluppato, dando vita alla “Lampada” da 2W (utilizzata per le abitazioni) e al “Lampione” (Street Lamp) da 3W.

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Ad oggi, il progetto Liter of Light si è esteso a 18 Paesi nel Mondo. Italia, inclusa. Sì, dal 2014, la Onlus Liter of Light Italia è il concessionario italiano del marchio ed unico amministratore della nuova tecnologia ecosostenibile che consente anche il riciclo di bottiglie di plastica e la creazione di micro-imprese nei luoghi d’installazione delle luci, così da riprodurre e gestire questo sistema d’illuminazione, innovativo e gratuito, in modo indipendente a livello locale. E poi al resto ci pensa il Sole… infatti, il motto è: SOLAR POWER TO PEOPLE (energia solare alle persone)!

* Vuoi provare tu stesso? Segui questo video tutorial: Lampada Solare in 30 minuti!

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Liter of Light nasce per operare principalmente nei Paesi in via di sviluppo ma lo fa coinvolgendo scuole-università-imprese di diverse nazioni. E Liter of Light Italia ha dimostrato come il disagio possa essere in realtà anche “vicino”: ha infatti installato la prima lampada in Italia, per una famiglia italiana. Perché – “Liter of Light is not only for developing countries, but those who live in some of the wealthiest countries in the world, and have safety nets that cannot keep up with the most expensive cost of living.” – dichiara la Fondazione.

Ecco quindi la missione: sviluppare una progettazione attenta alla crescita delle comunità locali, promuovendo un’innovazione scientifica e tecnologica che porta “litri di luce” negli angoli bui del mondo – sia lontani che vicini alle nostre città luminose – a servizio di uno sviluppo autonomo e sostenibile del “villaggio globale”.

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LITER OF LIGHT ITALIA
Intervista a Lorenzo Giorgi, Project Manager

– Come è arrivato Liter of Light in Italia? Liter Of Light si é diffuso in maniera quasi informale in 18 Paesi nel Mondo, soprattutto nel Sud, in quei paesi off-grid dove principalmente viene installato: il progetto è forse così realmente ecosostenibile, proprio perché la tecnologia che promuove nasce in un Paese in via di sviluppo. Da pochi mesi siamo usciti ufficialmente anche qui: Liter of Light Italia é uno studio di progettazione e sviluppo – il primo, e al momento anche l’unico, in Europa – che ha come obiettivo particolare quello di implementare le installazioni di questa tecnologia in Africa. Per quanto riguarda il territorio italiano, invece, cerchiamo di sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza del rispetto dell’ambiente e sul risparmio energetico. E, in termini di social responsability, lavoriamo soprattuto con le aziende (sponsors) per creare insieme progetti di luce nel mondo, coinvolgere personalità nazionali e comunicare questa grande sfida.

– Il 20 Dicembre 2013, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2015 Anno internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla Luce (IYL 2015). Che progetti ha Liter Of Light per il prossimo anno, in vista anche di questa celebrazione? Liter of Light é stato invitato da UNHCR come speaker all’evento di inaugurazione dell’Anno della Luce a Parigi, il 19 e 20 Gennaio 2015. Liter of Light Italia curerà le installazioni dimostrative in giro per la città. In Italia, invece, stiamo organizzando un tour che attraverserà le piazze delle maggiori città italiane e programmando una campagna nazionale con i nostri testimonial. Mentre, a livello globale, un’altra cosa importante: sinora abbiamo installato circa 400.000 luci, in diversi villaggi e paesi del mondo, e l’obiettivo per il 2015 è di raggiungere 1 milione!

– Ancora oggi 1.5 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso all’energia elettrica. Liter of Light lavora per loro insieme alle aziende che decidono di sponsorizzare la vostra tecnologia innovativa ma anche la vostra metodologia: la missione è portare sì luce ma anche “saper fare” e quindi formare micro-imprese locali per rendere le comunità indipendenti nella gestione, produzione e progettazione. In che modo interviene esattamente Liter of Light? Sono molto contento che sia stato sottolineato questo aspetto. Liter of Light non é un’invenzione bensì una grossa innovazione per i Paesi in via di sviluppo, intesa come introduzione nel sistema economico e sociale di un nuovo prodotto; é stata di fondamentale importanza l’interpretazione delle nuove tecnologie nel contesto di pratiche esistenti e consolidate. Vi é una vera innovazione quando mutano le pratiche sociali, muta cioè il modo in cui, nel quotidiano, le “cose vengono fatte”. Per far sì che questa tecnologia fosse sostenibile dalle comunità locali dovevamo trovare il modo di riprodurla all’interno del loro sistema. Tutti i circuiti delle lampade sono prodotti artigianalmente, in questo modo riusciamo a creare e far sviluppare nuove micro-imprese in ogni angolo del mondo.

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– Come può un’azienda italiana (o europea) collaborare insieme a Liter of Light Italia? Le aziende italiane possono cominciare a prendere esempio dalle strategie comunicative aziendali delle società estere, soprattutto americane. Uno studio dell’Università della California a Los Angeles (UCLA) ha rilevato che le imprese che adottano e sposano la Green Economy hanno un incremento della produttività del 16% rispetto alla media. Gli elementi vincenti sono il miglioramento della performance finanziaria dell’azienda e una reputazione positiva – per il Marketing, “brand identity” – che aiuta a conquistare nuovi clienti. Non importa quanto grande o piccolo sia il business; ci sono modi per bilanciare le iniziative di sostenibilità e social responsability senza frenare né dissestare i piani aziendali. Possiamo strutturare e pianificare un progetto ad hoc per ogni tipo di azienda, grande o piccola, sviluppando la sua immagine sociale e facendo sì che riesca a dare un contributo reale all’ambiente e alla nascita di nuove piccole imprese nei paesi del sud del mondo.

– E ognuno di noi invece in che modo può contribuire? Prima di tutto, riflettendo un attimo: quello che facciamo non é rivolto soltanto ai Paesi “lontani” ma a tutti noi. Il cielo, la terra e i mari sono spazi comuni, anche nostri, e dovremmo averne cura. Riciclando bottiglie di plastica per realizzare lampade e lampioni – necessari ad illuminare periferie e villaggi altrimenti al buio – Liter Of Light combatte l’inquinamento. Dal 2015, inizieremo una campagna di tesseramento per avvicinare le singole persone al nostro progetto e poi, ad ogni lavoro in corso, chiameremo volontari. Tutti noi possiamo contribuire all’educazione responsabile delle nuove generazioni nel mondo.

– Liter of Light è nata per intervenire nei Paesi in via di sviluppo… ma credi che un giorno, in futuro, magari lavorando di più sul design, questa tecnologia ecosostenibile possa essere utilizzata anche nelle nostre case e città? Non vado a sbandierarlo in giro ad alta voce, ma ammetto che sarebbe un gran risultato. Adesso ci sono altre priorità ma abbiamo sempre la mente accesa. Liter of Light Italia é uno studio di progettazione e non a caso collaboriamo già con L.UN.A – Libera Università delle Arti, insieme al professore e architetto Dario Apollonio: attraverso un laboratorio di design industriale sociale, invitiamo le idee e la creatività degli studenti a trovare un’applicazione concreta ed utile, che sia in Africa o in Occidente. Inoltre, con alcuni ingegneri, vogliamo sviluppare l’eolico come tecnologia di supporto a quella solare, e stiamo cercando di collaborare anche con un’Università di Ingegneria Elettronica in modo da coniugare la ricerca degli studenti ad esperienze internazionali.

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ANALISI DEL CONTESTO

L’accesso all’energia elettrica è una prerogativa indispensabile per garantire i diritti fondamentali legati alla dignità umana ed è una risorsa centrale per lo sviluppo e realizzazione di progetti eco-sostenibili. Spesso, nei Paesi in via di sviluppo, molte delle abitazioni private situate nelle zone rurali sono prive di un collegamento alla rete elettrica. Mentre, nelle periferie delle metropoli, è sempre più frequente la pratica della creazione di reti illegali che sottraggono l’energia elettrica alle reti pubbliche locali; una pratica molto pericolosa e rischiosa poiché richiede la manomissione di cavi elettrici e trasformatori che trasportano energia ad alta tensione. Ancora oggi, 1.5 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso all’energia elettrica. Il programma SE4ALL (Sustainable Energy for All), avviato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, a metà del 2012 continua a tenere alta l’attenzione mondiale sul tema e costituisce un cappello sotto il quale si declinano tre temi centrali della sfida energetica globale: accesso all’energia, efficienza energetica, energie rinnovabili. La situazione dal 2012 ad oggi è rimasta pressoché invariata. Miglioramenti sensibili si sono riscontrati solo in America Latina e nell’area dei Paesi asiatici, trainati da Cina e India. La situazione più critica e drammatica rimane quella africana e in particolare quella delle regioni Subsahariane, dove solo l’8% della popolazione rurale ha accesso all’elettricità e il tasso di crescita della popolazione nei prossimi anni supererà quello di espansione delle reti, lasciando 645 milioni di persone senza energia. Questo pone importanti interrogativi riguardo non solo l’impatto di questa crescita sullo sviluppo economico, ma anche l’etica e l’uguaglianza sociale. Sarebbe opportuno che, in queste aree, l’energia necessaria fosse garantita dalle istituzioni pubbliche locali o, in assenza di un loro intervento efficace, da aiuti umanitari internazionali.

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LiterOfLight-Italia

Site: literoflightitalia.it (aliteroflight.org) | Brochure: Liter Of Light – Italia 
Facebook: Liter Of Light Italia | Twitter: @LiterOfLightIta | YouTube: LiterOfLight Italia

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COSA è LITER of LIGHT? Guarda il nostro video!

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Elena Mazzoni Wagner