Rajasthan, la “terra dei Ràjah”

Andrea Piotto | Andrea pi8                

RAJASTHAN All’interno della Confederazione Indiana, il Rajasthan (in Hindi: राजस्थान), è lo stato più grande: con una superficie paragonabile a quella della Germania, ne copre un 10% e ospita una sessantina di milioni di persone.

Una regione ricca e arida, a lungo contesa tra città-stato in guerra tra di loro, una terra di pastorizia, di commercio carovaniero, fortezze militari e tradizioni millenarie.


Deserto, vento, luce accecante, polvere ed escursione termica hanno plasmato il carattere degli abitanti, ospitali come tutti i popoli dediti al commercio e consapevoli dell’importanza rigenerante di una buona accoglienza.


Le Havelis, ricche enclaves commerciali private, sono il manifesto di questa ospitalità, oasi di piacere per il viaggiatore stanco, case predisposte all’accoglienza in un mondo solo apparentemente molto duro, ma addolcito da una gastronomia dotata di personalità e fantasia e dall’eccellenza in vari campi dell’arte.


Inglesi, Arabi e Indiani qui hanno lottato e negoziato; guerra e commercio portano alla circolazione delle idee, e si respira il fascino di una cultura variegata, il fascino della Via della Seta.


Dopo un centinaio di giorni a Mumbai, ne sono fuggito, un migliaio di chilometri mi separavano dalla mia idea di India, e ho provato a raggiungerla.

33 giorni, 4.000 km in autobus e auto-rickshaw, molti altri a piedi, 9 città, gli Indiani e il deserto del Thar, innumerevoli templi, forti e rovine militari, cibi, odori, colori, rumori indimenticabili.

Solo soletto, se così si può dire in India, e vivendo il più possibile secondo i loro usi e costumi… sono quindi diventato vegetariano, ho sempre assaggiato quello che mi è stato offerto (perdendo così, in 4 mesi, 25 dei miei 73 kg di peso!), accettando passaggi in moto o inviti a cena, fidandomi sempre, perché in Rajasthan bisogna stare attenti al portafoglio, sono commercianti nati, ma per il resto si può stare relativamente tranquilli, e comunque più che in Europa, ecco…

Ho deciso le tappe del viaggio nei mesi precedenti, affidandomi alle recensioni on-line per prenotare dove dormire di giorno in giorno, e lasciandomi guidare dall’istinto e dagli eventi nelle piccole cose.


Ho incontrato molti turisti, è una zona frequentata anche perché tra le prime colonizzate dagli Inglesi, e quindi le “facilitazioni per il turista” non sono una chimera… anzi, si può vivere da Mahārāja per qualche giorno, ci sono alberghi da sogno ricavati nei vecchi palazzi signorili o nei forti, ed è anche questa un’altra faccia dell’India… A voi la scelta del “come” ma merita comunque una visita.

Andrea pi8