Chefchaouen, la medina blu

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CHEFCHAOUEN Arrivammo durante la notte. Sbalzati fuori dal tepore del bus, iniziammo a camminare incerti nell’oscurità e sotto la pioggia; l’unica certezza era quella di essere appena arrivati a Chefchaouen (o Chaouen, in Marocco). Ogni cosa pareva ostile e paurosa, le strade deserte non sembravano affatto luoghi sicuri, mentre gang di cani randagi e vaganti alimentavano le nostre fantasie. Eravamo alla ricerca di un posto coperto dove attendere la mattina, ma nessun locale era aperto. A volte, essere fedeli alla vita da backpackers può significare dover “risparmiare” qualche notte in ostello; quindi decidemmo di affidarci ad un umile porticato. Dopo qualche ora, le prime luci dell’alba iniziarono a farsi largo tra le nubi, accompagnate dall’improvviso canto del muezzin che riempì l’aria e decretò l’inizio della giornata in quel paesino di montagna.

Sommersi da questa atmosfera, ci incamminammo verso la medina. E nel momento in cui varcammo la porta della città, una meraviglia si presentò davanti ai nostri occhi… Ogni cosa era blu.