#elcegallery, la street art del quartiere Elce a Perugia

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Aria Fritta

PERUGIA Anche il capoluogo umbro ha i suoi artisti di strada. Tag, graffiti e poster tappezzano i muri della città, ma la street art di cui voglio parlarvi qui, in particolare, è quella di Solo Odio e Aria Fritta.

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Ad attirare la mia attenzione per primo fu il gatto di SoloOdioeh già, sono troppo gattara dentro per inventarmi storie di quanto-sia-figa-perchè-sto-sul-pezzo-con-la-street-art-di-Perugia – che potete ancora trovare in via Annibale Vecchi, quartiere Elce, a un minuto a piedi dal centro storico.

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Quel gatto mi ha fatto scoprire il collettivo SAD [Sempre Allegri Dentro] che ha sede proprio a Perugia, di cui fanno parte vari artisti tra cui Solo Odio, Aria Fritta e DM. Viaggiano, organizzano eventi e si scambiano idee. Hanno fatto del concetto di limite (inteso come stimolo alla creatività) uno dei punti fermi della loro arte collettiva, assieme all’assenza di giudizio (l’eccessiva critica di sé blocca ogni nostra iniziativa), principi che insegnano anche a chi partecipa ai loro corsi sul disegno e sul fumetto. Nel 2016 sono stati selezionati per Artefatto” a Trieste, hanno creato un’installazione a Gubbio in occasione di “TAG – tracce di arte giovanile” e allestito una mostra di gif (Graphics Interchange Format – un formato per immagini digitali molto utilizzato nel web) che aveva come argomento Chernobyl durante Gubbstock, mentre portano avanti in solitaria progetti vari girando l’Europa (Solo Odio), vivendo a Bologna (DM) oppure lasciando fogli con disegni e poesie dentro a treni da e per Ancona (Aria Fritta), affidando alla sorte il loro destino.

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Ma torniamo al gatto. Il poster fa parte di un progetto chiamato #elcegallery, che tra la primavera e l’estate del 2015 ha trasformato il quartiere universitario di Perugia in una galleria a cielo aperto. Le pareti dei palazzi, i muri lungo i parcheggi o i mattoncini sbiaditi al sole, sono stati coperti da poster di varie grandezze e vario genere.

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Solo Odio parte sempre da fogli del quotidiano “Sole24Ore” incollati al muro, su cui con tratti decisi disegna animaletti o umani a cui mette in bocca molto spesso pezzi di canzoni pop italiane, come “Pensiero Stupendo” di Patty Pravo. Quello che mi piace è la potente carica esplosiva di creatività e irriverenza della sua arte urbana.

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Poi c’è Aria Fritta, uno street artist che è arteterapeuta, mancino e daltonico. Dei suoi lavori dice: “Quando creo lascio spazio alle mie emozioni e le trasformo in visioni oniriche, evanescenti come il mio nome”. I suoi disegni molto spesso sono accompagnati da poesie; qui ad Elce hanno come tema la parola nessuno, dando vita ad un immaginario dialogo tra Ulisse e Penelope. Per cause esterne (immaginate lo sguardo inquisitorio dei benpensanti del quartiere, che hanno subito allertato le forze dell’ordine) non ha potuto completare il suo ciclo di poster e al momento possiamo vedere e leggere solo il punto di vista di Ulisse.

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L’Odissea a Elce nel secondo millennio prevede che sia Ulisse, questa volta, ad attendere Penelope. Sono sicura che Omero approverebbe.

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