PUGLIA, ITALIA | A Tu Per Tour è il racconto web e social della Puglia più autentica, come già sapete… la notizia è che è andato in stampa per diventare il libro guida del vostro prossimo viaggio in terre pugliesi! “A TU PER TOUR. Piccoli viaggi e brevi racconti, elementi social e sentimenti” sono 122 pagine a cura di Eleonora Tricarico, con un’analisi psicologica o meglio emozionale di Francesca Borgia, pubblicate di recente da Edizioni Esperidi. Per esplorare il vero tacco d’Italia adesso esiste questo esperto compagno d’avventure, non fate l’errore di partire senza e ancora meglio se lo leggerete prima della vostra partenza, per arrivare ancora più incuriositi!

PUGLIA, ITALIA | A Tu Per Tour è il racconto della Puglia che noi di CCT – come vi abbiamo più volte dimostrato, ad esempio nel nostro reportage sul “Salento Lento” – più amiamo scoprire e vivere; è la storia dei suoi piccoli preziosi centri e delle realtà fuori dai percorsi di massa, di quei luoghi meno turistici e più autentici. Ecco perché abbiamo immediatamente accettato l’invito a collaborare come media partner del progetto! Ed ecco qui che finalmente ve lo presentiamo… intervistando le due menti creative che hanno dato vita all’idea: Eleonora Tricarico (che già conosciamo in quanto CCTraveller!) e Francesca Borgia, due giovani donne e professioniste che hanno a cuore il presente e futuro della loro terra.

ITALY says to the World “everything will be all right” and on this page of our web guidezine we’ll keep collecting for you some positive postcards, moments of music and magic, life and beauty, shared from many balconies and windows of the Italian cities during the Coronavirus pandemic, while the whole country is in lockdown. #SeeCity & Love, CCTeam • #OneWorld #AndràTuttoBene

NEW YORK The Statue of Liberty. Times Square. The Empire State Building. The Brooklyn Bridge. The yellow cabs. Today everyone photographs the “classics” and shares with the whole world the photos on social media. So, what happens when every day, all day and from multiple angles, these symbolic places are photographed by everyone? If we put together those images, photos and videos, we could see the whole (hi)story of a place. “Typologies of New York City” is a 57-second video made exactly in this way, using 1.272 photos of the city found on Instagram, selected and combined in a coherent animation by creative Sam Morrison (@SamTheCobra on social media).

SEETIES Now we let ourselves be inspired by the birthday gift received from Barcelona, the city where CCT – 10 years ago – began its journey. A map of the world (in cork) on which to mark one’s steps, those already made but especially those still to accomplish. It says “LET’S TRAVEL THE WORLD” and today that’s our birthday seems like the perfect day to start dreaming of and planning new explorations, in search of many other stories to share… The perfect day to restart from here. #SeeCity #OneWorld – Love, CCTeam

SEETIES In 2010, Erich Fisher used open data to create these maps. Tourist destinations, cities and places, change every year and it would be interesting to compare this visual research with an updated version. It would also be interesting to use these data and their visualisation to help mass tourism to spread in the territories with the mission on the one hand to make too touristy cities more liveable for citizens and on the other hand to promote places like suburbs, forgotten neighbourhoods or villages suffering from depopulation. “Tourists VS Locals” is becoming an increasingly important issue worldwide and we should learn to use creativity also to try to create possible solutions to this contemporary urban tension that someone call overtourism or tourismphobia. In this article you can browse through the gallery and discover more about “The Geotaggers’ World Atlas Maps – Locals & Tourists” project by data artist Eric Fisher.

SEETIES Nella classica lista dei luoghi da vedere, quando visitiamo per la prima volta una città, c’è sempre o quasi almeno un Museo. E di Musei nel mondo ce ne sono sempre di più: non basta prendersi cura del passato e innovare ciò che abbiamo, ogni grande città vuole il suo Museo d’Arte Contemporanea per incorniciare il proprio status intellettuale al passo coi tempi; ogni piccolo villaggio vuole categorizzare e conservare la propria eredità culturale in qualche teca; c’è poi chi è diverso, un Ecomuseo oppure un Museo all’aperto; e infine chi decide di essere un Museo più assurdo che strano come il Museo delle Relazioni Finite o il Museo della Merda (sì, esiste anche questo, davvero, in Italia). L’importante è usare quella parola che suona così sacra e seria che puoi metterla accanto a qualsiasi altro vocabolo per ottenere comunque una certa autorità. Viene allora da chiedersi cosa significhi, oggi, quella parola… ICOM – l’organizzazione che dal 1946 rappresenta i Musei del Mondo – ha appena proposto una nuova definizione di Museo. Leggi questo articolo e facci sapere cosa ne pensi!