Alta Acqua: una libreria “fatta” di libri

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Dario Nardini

VENEZIA Scorre lenta, Venezia. Respira profonda, al calmo andare delle sue viscere. Canali, vicoli, ponti, vicoli che passano di fianco ai canali, canali che passano sotto i ponti, stradine claustrofobiche che sfociano in piazze enormi, spiazzi e corti che si chiudono in uscite microscopiche.

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La struttura della città ricorda quella di un organismo vivente: flussi sanguigni, condotti, organi centrali e periferici, nervi, sinapsi, venuzze che irrorano qualsiasi cosa, strutture e apparati distinti ma armonicamente interrelati in sistema. E la vitalità di questo organismo è percettibile, quando ci siamo dentro. Soprattutto di notte, quando il viavai di turisti con zaino e infradito anche a dicembre non ti distrae dai rumori, dagli odori e dalle atmosfere più intime delle vie che calpesti. Allora, le sensazioni si rarefanno, e ti colpisce forte l’impressione di stare su un’isola dove la logica della vita quotidiana sfugge alle leggi del mondo circostante.

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Qui le porte si aprono sull’acqua, e questo non avrebbe senso da nessun’altra parte; qui sì. Le strade sono fatte per camminarci, non per scorrerci. Neanche in bici ci si può girare. I mezzi di soccorso non hanno ruote, ma elica e timone. Il giardino di una villa è un’oasi in un deserto di mattoni. E le architetture suggeriscono storie di mare e d’oriente.

Venezia ti trasporta, e tu ti lasci condurre. Diventi gondola, a Venezia. E tutto prende un altro sapore, anche la calca di certe zone, passata la notte e col sole ormai già alto, non ti risveglia dal tuo sogno.

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Entro in una libreria curiosa, chiamata “Alta Acqua”, che espone vecchie stampe e libri usati fuori dalla porta. Dentro, un vecchio nascosto da uno scaffale che sembra fatto di libri e da un grasso sporco gatto che ci sta sopra, ha tutta l’aria del proprietario, soddisfatto della sua opera d’arte, la libreria, più che del suo contenuto, i libri. Vecchi libri, fumetti, riviste, accatastati ovunque su scaffali, banchi, tavoli. Libri dentro una gondola piazzata al centro della stanza, libri sul pavimento, libri su, fino al soffitto. Libri disordinati, sparsi: qui non troverai mai quello che cerchi, troverai sempre qualcos’altro. (Una metafora stupenda della vita, direi).

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In una sorta di corte esterna, c’è una scala fatta di libri che porta ad una passerella, sempre fatta di libri. Da qui, ti puoi affacciare su un canale (fatto d’acqua, però). Un vecchio aggancia i visitatori e li invita a salire, come se lassù si godesse della vista più straordinaria della città, mentre racconta aneddoti che nessuno vuol stare a sentire. Niente, nemmeno la sua invadenza riesce a rovinare il quadretto. In questa atmosfera sospesa, apprezzi pure lui.


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Libreria ALTA ACQUA
Sestiere Castello, 5176/B – Venezia
Lun-Dom: 9.00-20.00

Dario Nardini