Rue Sainte Marthe

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Chiara Panerai

PARIS Lontano dai fasti dei ben noti Champs-Élysées, nel cuore di Belleville, tra il Canal Saint-Martin, Buttes-Chaumont e l’Hôpital Saint-Louis, troviamo il cosiddetto quartiere Sainte Marthe. 

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Prendete la Ligne 2 o la Ligne 11 della Metro parigina e scendete a Belleville; proseguite sul caotico Boulevard de La Villette fino ad incontrare Rue Henri Feulard; qui inoltratevi finché non troverete una piccola piazzaPlace Sainte Marthe – di un fascino unico: siete arrivati a destinazione. Noterete che gli stabili attorno a voi sono ben più bassi rispetto a quelli che avete visto nella maggior parte dei quartieri della capitale francese (quattro/cinque piani massimo) e che non vi è brulichio di passanti e turisti, bensì abitanti della zona e frequentatori dei vari bar e ristoranti che essa ospita (come La Sardine e Le Sainte Marthe).

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Nel 1994, vi è stato un progetto di riqualificazione degli stabili (anche se alcuni, come si può notare passeggiando, sono ancora in condizioni di degrado). La calma regna sovrana (soprattutto di domenica mattina, come si vede nelle foto) ma i colori accesi, con i quali sono dipinti tutti gli ingressi dei vari locali, rendono comunque vivace l’atmosfera: boîtes de nuit (nightclubs), atelier, una fioraia, gallerie, … Merito probabilmente dell’accezione “bobo” (*) che ha ora la strada (negli anni ’80 popolata invece da immigrati juguslavi, africani e cinesi).

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Vi colpiranno i tavolini disposti attorno ai locali sulla piazzetta (probabilmente anche i clochards) dove fermarsi per un caffè o bicchiere di vino; e quando sarete stufi dell’atmosfera da piccolo villaggio, potrete attraversare tutta Rue Sainte Marthe.


Oppure prendere Rue du Chalet o ancora tornare su Boulevard de La Villette e fermarvi in uno dei tanti bar di Belleville o, se già tarda sera, in qualche boîte de nuit di Rue Faubourg du Temple: quartiere molto popolare ma anche studentesco, sempre attivo e pieno di vita. Qui però non aspettatevi un corner di Coco Chanel, con più probabilità troverete un Chen Chen Mode (negozio di pronto moda cinese) o una Boucherie Hallal (macelleria musulmana).

* BOBO: bourgeois-bohème (borghese-bohémien).

Chiara Panerai