NATworking: la rete di spazi per il lavoro e lo studio immersi nella natura

ITALIA Finalmente in partenza, per la prima volta, come NATworker!

Destinazione: Ecovillaggio Torri Superiore, la frazione più alta di Torri (85 m s.l.m.), nel comune di Ventimiglia, in Liguria, sul confine italo-francese. Un piccolo borgo medievale dall’architettura particolarmente compatta, arroccato ai piedi delle Alpi Liguri, tra Monte Pozzo (circa 600 m s.l.m.) e Monte Grammondo (circa 1.300 m s.l.m.), circondato da ulivi, agrumi, mimose e boschi di flora tipica mediterranea, accarezzato dal torrente Bevera, dove scorre sempre acqua, balneabile. L’ecovillaggio si trova a meno di dieci chilometri dalla città costiera, nell’entroterra comunque vicino al Mar Mediterraneo della famosa Riviera dei Fiori. Dalla Stazione o dal centro di Ventimiglia è raggiungibile in bus fino a Torri, poi 350 metri a piedi, pochi minuti e ci siamo! 

Qui esiste una comunità intenzionale residente che ad oggi conta circa 20 abitanti, una comunità attiva e rigeneratrice che dal 1989 si prende cura di questo borgo, prima di allora in stato di abbandono: dopo averlo restaurato e ripopolato, lo hanno reso un centro culturale internazionale aperto al pubblico, sede di una struttura ricettiva ecoturistica che offre ospitalità, escursioni, corsi ed eventi, basando la propria economia anche su attività agricole, di olivicoltura e allevamento su piccola scala.

L’ecovillaggio è inoltre sede principale dell’Accademia italiana di permacultura e sede estiva di  Messy Lab, un collettivo di ceramica che organizza corsi.

In questo piccolo grande luogo, sarò ospite – o meglio abitante temporanea – per un po’ grazie al progetto di residenza IT’S A MATCH!? a cura di NATworking APS, organizzato con dislivelli.euComune di Saint-Marcel Comune di Inverso Pinasca, e vincitore del bando pubblico Creative Living Lab III edizione, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Prima di raccontare su CCT quel che sarà la mia esperienza di NATworker presso l’Ecovillaggio Torri Superiore, vi presento qui il macro-contesto ovvero la prima rete di spazi dedicati al lavoro e allo studio immersi nella natura!


[piccola parentesi]

A proposito di borghi rigenerati, trovi un mio contributo nel libro “Da borghi abbandonati a borghi ritrovati” (Associazione ‘9cento, maggio 2022), una recente pubblicazione che raccoglie bellissime storie e testimonianze da tutta Italia. Io racconto quella di CCT-SeeCity a Castagno di Piteccio – il Borgo Museo di Pistoia, un lavoro di tre anni (2019-2021) per un progetto di rigenerazione a base culturale del territorio. Clicca qui per ordinare la tua copia!


NATworking

Nel novembre 2019, poco prima che la pandemia facesse sperimentare lo smart working a milioni di italianə, un gruppo di giovanə rigeneratorə urbanə sognava già di scappare dalla città continuando a fare il proprio lavoro. Partendo da questo desiderio comune e sempre più diffuso, in un villaggio globale che presto avrebbe drammaticamente cambiato scenario, accrescendo fortemente questo bisogno, hanno immaginato un servizio capillare che mettesse a sistema tre fondamentali elementi: il mondo del lavoro in cambiamento, il patrimonio inesplorato del territorio, lo sviluppo locale di piccole comunità. È nata così NATworking, un’associazione che promuove lo sviluppo locale e il turismo dolce nelle aree extra urbane mettendo in rete una comunità di persone che vogliono migliorare la qualità della propria vita, lavoro e tempo libero, arricchendo la sfera di relazioni umane, ricostituendo un rapporto più intimo con la natura e ripopolando, per periodi brevi o lunghi, territori italiani ignorati dal turismo (di massa).

Se anche tu come me lavori da casa e per un po’ vuoi cambiare aria,

sul sito www.natworking.eu puoi dunque cercare la tua scrivania immersa nel verde e magari, durante le pause o i giorni liberi, scegliere alcune esperienze (visite ai musei locali, passeggiate montane o tuffi al mare, etc…) per esplorare, vivere e conoscere il territorio e la comunità che ti ospitano in modo da sentirti presto unə abitante temporaneə (e non solo unə nomade digitale).

NATworking è un nuovo modo per scoprire e vivere il territorio. E quindi anche per valorizzarlo e farlo conoscere. Se gestisci uno spazio co-working, una biblioteca o un’aula studio in un piccolo borgo lontano dalla città, se hai una struttura ricettiva immersa nella natura, un residence, un B&B o un campeggio, un rifugio o una foresteria, con sale comuni accessibili e wi-fi, allora puoi diventare un NAThost! Registrare il tuo spazio è semplice e gratuito.

Ecco in breve cos’è NATworking: un ponte tra luoghi accoglienti in mezzo a paesaggi rurali e persone che vogliono lavorare o studiare su scrivanie vista natura, in nuovi territori da esplorare e in nuove comunità da conoscere. In un prossimo post, il racconto della mia esperienza.

CCTips! Intanto alcuni links per approfondire:


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[solo per persone curiose]

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