Via dei Macelli e il Carcerato. Storia di una ricetta pistoiese

Via dei Macelli
Ilenia Vecchio
Via dei Macelli

Destinazione Pistoia > Storie raccontate dai partecipanti al Corso IFTS – PRODEST 2018/2019 (PROgettazione, definizione e promozione di piani di DEstinazione e Sviluppo Turistici).


PISTOIA è nota per i nomi davvero particolari delle sue strade, come la famigerata Via Abbi Pazienza, oppure per i doppi modi di indicare il solito luogo, come Piazza d’Armi chiamata anche Piazza della Resistenza o Piazza Mazzini detta anche San Francesco. Io però voglio portavi in un’altra zona della città, appena fuori dal centro, per raccontarvi invece di una via la cui storia è legata alla nascita di un piatto tipico della tradizione culinaria pistoiese.

Via dei Macelli
Via dei Macelli

La via

La via in questione è Via dei Macelli. Il nome richiama ovviamente la zona degli ex-macelli, vicino allo Stadio e accanto al carcere di Santa Caterina in Brana (tuttora presente e attivo). Oggi, al posto dei macelli, c’è il supermercato Conad. 

La storia

I carcerati del carcere di Santa Caterina in Brana, con le frattaglie del vitello (le rigaglie), quindi gli scarti dei vicini macelli, lavati sul torrente Brana, hanno creato un piatto composto da queste interiora e altri ingredienti. 

Di che piatto si tratta?

Il nome evocativo della sua nascita è il Carcerato. Tra gli ingredienti, oltre alle interiora, figurano: pane toscano raffermo, brodo di carne, formaggio grattugiato e pepe (qui trovate la ricetta). Da piatto povero è oggi considerato una prelibatezza, anche se non per tutti i palati!

Dove si può mangiare?

A Pistoia, ovviamente, da Le Zie Del Lampredotto oppure alla Locanda del Capitano del Popolo (per i locali come da Checco), per citare un paio di ristoranti in città.


Ilenia Vecchio