LUCCA fa battute ironiche… E le vostre città cosa dicono?

Chiara Panerai

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LUCCA, 2014. Passeggiando dentro le mura della città, ho notato alcuni messaggi sugli intonaci di vari palazzi, vicino peraltro a edifici di pregio: la grafica è sempre la stessa, un uomo sorridente (che potrebbe essere uscito dalla penna delle Giussani) che lancia al passante una battuta, con ironia. Finora ho contato cinque frasi ma penso che la città ne accolga altre. Quindi occhi aperti qualora vi trovaste in zona Mercato del Carmine, Teatro del Giglio, Liceo Classico Machiavelli, Via Fillungo e Battistero: leggerete – “poteva andare peggio, poteva piovere” – esattamente nel momento in cui vi sarete persi tra i vicoli oppure – “indosso la mia maschera” – appena usciti da teatro.


Questi “messaggi” mi hanno riportato a qualche anno fa (2007), quando invece a Firenze, in zona Sant’Ambrogio, si potevano trovare alcuni adesivi che si ispiravano al mondo “Apple” e interrogavano i passanti: anche allora li cercai e ne trovai diversi sparsi tra Piazza Ghiberti e Piazza Salvemini (zona universitaria, Facoltà di Architettura; non a caso, forse).


Ogni città ha i suoi linguaggi o “feticci” d’arte urbana… e a noi diverte scoprirli. Questi due esempi toscani sono sicuramente meno invasivi di tanti altri segnati invece da bombolette spray – come l’affermazione “la belleza es tu cabeza” (Barcelona) e il dolce imperativo “regarde le ciel” (Paris). Quasi sempre gli autori di questi messaggi restano ignoti, a volte il “verbo” si diffonde (persino in altri paesi) e altre volte, invece, pian piano si cancella e così trova spazio qualche altra parola…

E a voi cosa dicono le vostre città?

P.S. se conoscete l’autore lucchese (che firma tutte le vignette con “GR”, almeno così ci sembra di leggere)… segnalateci il suo nome/sito/social, grazie!

Chiara Panerai