Lilies on Mars: il duo che fa musica (dream pop) guardando in alto

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Luisa Lenzi | photo credit: Rachele Salvioli

“Matter, its waves and radiation create sounds that enthrall.
Inspired by this we play music looking up”.

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CAGLIARI Materia, onde, frequenze. Voci ipnotiche e chitarre sognanti. Le Lilies on Mars trovano ispirazioni dallo “spazio” che le circonda e suonano guardando in alto, sognando. Alla vigilia del nuovo album e tour, abbiamo incontrato le due musiciste Lisa Masia e Marina Cristofalo: polistrumentiste (anche ex chitarriste/coriste di Franco Battiato) che per molto tempo hanno scelto Londra come base operativa; il cuore però è sempre rimasto in Sardegna, loro terra d’origine, dove hanno fatto ritorno.

Per ascoltare dal vivo i suoni psichedelici e onirici del loro non commercial dream pop, quest’anno ci sono molte occasioni sia in Italia che Inghilterra (vedi in fondo al post) e le prime due date del tour 2015 sono in terra toscana: il 24 Aprile al Tesla (Montelupo Fiorentino) e il 25 Aprile all’Ostello Tasso (Firenze) – dove noi non mancheremo! In realtà, si tratta più di uno showcase che accompagna l’uscita del nuovo singolo e vi sveliamo un’altra news: il nuovo album uscirà dopo l’estate e il 9 Ottobre 2015 sarà presentato al Tribeca Factory (Prato) con una festa davvero surreale (di cui vi parleremo più avanti) che darà inizio al tour ufficiale – e dove noi, di nuovo, non mancheremo!

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Prima domanda, banale ma necessaria per chi ancora non vi conosce. Come e quando avete iniziato a fare musica insieme?

Siamo originarie di due paesini molto piccoli nel sud della Sardegna, distanti 20km circa, non è stato così complicato incontrarsi. Eravamo due ragazzine con una passione molto forte per la musica e in qualche modo ci siamo volute incontrare, per conoscerci e studiarci. Eravamo molto piccole, ma dal primo momento è scoccato quel qualcosa che ancora oggi ci lega fortemente. Appena finiti gli studi, ci siamo trasferite in Inghilterra per seguire e sviluppare la nostra passione; lì abbiamo avuto la nostra formazione, artistica e di vita.

Per quale motivo avete deciso di trasferirvi a Londra? E recentemente cosa vi ha spinto a tornare in patria, a Cagliari?

Sicuramente una profonda e fortissima smania di conoscenza, di poterci confrontare, di studiare. Londra era la capitale della musica in Europa, ci ha chiamate e ci ha adottate per 13 anni. La seduzione di questa grande città potrebbe non avere mai fine; nel nostro caso, avevamo semplicemente voglia di cambiare ancora. Abbiamo vissuto la metropoli inglese in modo davvero intenso e dopo parecchi anni abbiamo pensato di vedere che effetto avrebbero subito le nostre composizioni, se la vita intorno a noi fosse drasticamente cambiata dal caos e rapido movimento delle cose alla tranquillità pacifica della routine di un’isola molto magica come la Sardegna.

Nel 2013, Franco Battiato canta insieme a voi un vostro brano: Oceanic Landscape. Raccontateci l’inizio di questa collaborazione artistica.

Nel 2007 siamo state in tour con Battiato, esperienza fondamentale e meravigliosa che poi ha dato vita al progetto Lilies on Mars. Franco ci aveva visto lungo: suonavamo nella sua band come chitarriste e coriste e poco prima che ci chiedesse di arrangiare un brano di Tchaicovsky da interpretare per il suo ultimo film, ci disse che avremmo dovuto avere un nostro progetto per dar sfogo alla sperimentazione. All’inizio non ci facemmo caso, eravamo così felici e coinvolte dal tour che non ci pensammo. Dopo quasi due anni di tour, appena rientrate, quasi inconsciamente, comprammo qualche nuovo strumento, i nostri primi sintetizzatori, e iniziammo a comporre entrando in un mondo a noi nuovo: la sperimentazione, i synth, le oscillazioni, l’elettronica, le onde, le frequenze e tutto quello che potevamo manipolare per creare i “nostri” suoni…

A livello internazionale, invece, è stata sicuramente importante l’esperienza al SXSW Music Festival di Austin nel 2012 e il tour mondiale con i Fanfarlo.

Siamo state invitate a suonare in Texas al SXSW dal manager Ryan L. Abato e da IATP (I’m the pilot), una stazione radio negli Stati Uniti di settore, dal dream pop allo shoegaze. Avremmo dovuto fare solo uno show, in realtà suonammo per una settimana di fila, ovunque. Esperienza davvero super! Ci siamo divertite da matte, l’atmosfera del festival è davvero unica; e poi incontri e conosci una marea di musicisti, tutti riuniti in una settimana in una sola città. Infatti, proprio lì è iniziata l’amicizia con Satomi dei Deerhoof. Si suona letteralmente ovunque: su terrazze, balconi, parcheggi, ovviamente per strada, negozi, case, in aeroporto, ovunque. Si svuotano persino le piscine per far suonare le band! Il tour mondiale con i Fanfarlo, invece, lo abbiamo fatto nel 2014 ed è stato un momento di fortissima ispirazione che ha dato il via alla lavorazione del disco nuovo, iniziato appena rientrate: ‘Dot To Dot’. Svegliarsi ogni mattina in una città diversa dopo aver viaggiato tutta la notte e aver macinato migliaia di km ha il suo fascino ma è anche un momento di sfasamento totale. Si è costantemente assaliti da sensazioni ed emozioni diverse date dalle città e da tutte le persone che si incontrano. Ci vuole una grande preparazione fisica e mentale.

Alcune vostre melodie mi ricordano le Warpaint miscelate con gli Slowdive e Au Revoir Simone, con quel sound indie dream pop. Quali sono le vostre ispirazioni artistiche o gli artisti che ammirate di più?

Conosciamo bene e ci piacciono molto le band che hai menzionato, ma crediamo che l’ispirazione artistica per noi abbia altre fonti. Intendo meno sonore. Solitamente entriamo in studio dopo aver letto un libro o visto un film, ad esempio, che ci hanno colpito in modo particolare. Il processo di realizzazione iniziale è tutt’altro che melodia. Ci ispira un suono che pian piano si evolve e diventa una canzone. Abbiamo davvero una marea di band che ammiriamo molto, a periodi abbiamo delle fisse, ora mi vengono in mente Broadcast, Silver Apples, Stereolab, Caribou, Ariel Pink, My Bloody Valentine, ma potremmo continuare…

Progetti per il futuro: nuove collaborazioni e contaminazioni?

Sta per uscire il nostro nuovo singolo (e video) che precede l’album e quindi il tour. Il mix di questo pezzo è del nostro caro amico Tom Furse (tastierista dei The Horrors) con il quale abbiamo collaborato nella fase finale del brano. Parlare di contaminazioni invece è difficile. Noi ne abbiamo sempre una molto forte che arriva dallo spazio, inteso come immaginario ed estensione, propagazione infinita del suono.

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Lilies on Mars

Site: liliesonmars.com | Facebook: Lilies on Mars | YouTube: liliesonmars | SoundCloud: lilies-on-mars

Luisa Lenzi