Galería Maxó, dove le matite spuntano persino dal soffitto

Elena Mazzoni Wagner


BARCELONA Matite colorate che spuntano dal bianco soffitto mentre Barbies svestite girano intorno alla stanza, a bordo di un trenino che si muove sulla cima della parete. Guardatevi bene attorno mentre attraversate la galleria, il lungo corridoio che porta allo studio di Maxó Rennella (e non dimenticatevi di dare una sbirciatina alla toilette, come sempre, in fondo a destra!). Ci sono i suoi lavori (a volte anche di altri artisti), ci sono i suoi disegni e dipinti, i suoi quadri e metaquadri tridimensionali, le sue fotografie da cui sembra di spiare la città di Barcelona come dal buco di una serratura; ci sono oggetti funzionali o puramente estetici, creati da folli combinazioni (soprattutto di materiali riciclati); ci sono accessori da indossare, strane cartoline e spesso un bicchiere di vino per brindare.

La galleria cambia continuamente, è uno spazio dinamico e accogliente come il suo padrone di casa, che ospita regolarmente diversi eventi creativi – (è qui che noi di CCT insieme ad Inua Ellams e agli altri MNRunners abbiamo ascoltato, alle 3 del mattino, il concerto acustico della Wiggum band durante la notte del primo Barcelona Midnight Run) – e altrettanti ne crea.


CHI Hector Maximiliano Rennella, meglio conosciuto come Maxó Rennella, è nato in Argentina, a Córdoba, nel 1985. Dopo l’Università e i primi lavori come artista, nel 2008 decide di trasferirsi in Spagna, a Barcelona. E qui, nel 2011, apre la Galería Maxó. Ovvero, apre il suo estudio a tutti i passanti in strada: di notte crea, di giorno mostra. Autodidatta, inventa uno stile e linguaggio artistico immediatamente riconoscibile, istintivo ma anche ricco di simbolismo.

Il lato più curioso e affascinante della Galleria è sicuramente il suo studio, in fondo al corridoio: scaffali colmi di macchine fotografiche analogiche, Madonne e Santi in mezzo a barbies e pupazzi, un’intera parete ricoperta da fotografie polaroid che lo ritraggono con amici e artisti (ci siamo anche io ed Inua insieme a Maxó!), e barattoli che contengono di tutto (da colori a chiodi) e che si svitano dalle travi a soffitto (a proposito, perché utilizziamo il soffitto solo per i lampadari?)


DOVE Siamo nella Ribera, quartiere della Ciutat Vella, di fianco al Parc de la Ciutadella e quindi a due passi da l’Arc de Triomf. Al numero 29 di Carrer del Portal Nou, si trova questo “loco lugar”. A me è capitato di scoprilo durante l’inaugurazione di una mostra fotografica ma se passate di qua, vi sarà facile notarlo in qualsiasi momento (dalle 11.00 alle 21.30; domenica, dalle 11.30): di solito, alcune bandierine colorano l’albero davanti alla porta mentre una grande lavagna su due ruote incuriosisce i passanti con la citazione del giorno o un pensiero di Maxó.

Ad esempio: “No hay color más difícil que combinar la libertad” – (foto in alto a destra; tradotto: Non c’è colore più difficile da combinare della libertà). Sarà come dice Maxó… ma tra queste mura credo di vedere, in ogni angolo e dettaglio, almeno una pennellata di quel colore.

galeria-maxo-logo

Address: Carrer del Portal Nou, 29 – 08003 Barcelona, Spain
Site: galeriamaxo.com | Facebook: Galería Maxó | Twitter: @galeriamaxobcn | Instagram: @galeriamaxo

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Photo Credits: Maxó (le prime 2 foto in alto); displate.com/blog (le 2 foto della galleria dall’esterno); Gonzalo Tudela (le 3 foto dello studio e il ritratto); Tim Adami (“Maxo pinta jamón” – Maxo che dipinge e la foto in bianco e nero).

Elena Mazzoni Wagner