The Midnight Run

pageHeadMidnightRun

Elena Mazzoni Wagner

THE MNR A volte, le idee più belle nascono per caso. E sono così pure e semplici che diventano qualcosa di straordinario. Allora anche un autobus che hai maledetto perchè in ritardo o cancellato, può diventare il dettaglio più importante di una storia da raccontare. Questa storia comincia a Battersea, a sud-ovest del Tamigi che taglia in due Londra, in una sera d’autunno del 2005. Inua Ellams // alias phaze05 e il suo amico devono prendere un bus che non arriva e così, stanchi di aspettare, decidono di mettersi in cammino e seguire la rotta che avrebbe dovuto fare il mezzo. Ma poi lasciano perdere e continuano a camminare per le strade della città, sempre più incuriositi dal buio e dal silenzio: non avevano mai visto una Londra così. L’entusiasmo li porta a vagare per tutto il West End e scoprire che anche Oxford Street, la via più commerciale e conosciuta, sembra diversa e più bella sotto la luce della notte. Quella notte, Inua ancora non lo sa, “The Midnight Run” ha iniziato ad esistere. Soddisfatto dalla fortuita esperienza, la ripete invitando alcuni amici. Stavolta è l’estate del 2006 e camminano per 12 ore: dalle 6 della sera alle 6 del mattino seguente. Dal tramonto all’alba. Ecco che nasce “The MNR” e la prima volta “ufficiale” avviene il 19 luglio 2007.

Da allora, Inua ne organizza prima un paio all’anno e poi sempre più spesso, di solito in estate (quando la temperatura è favorevole). Invia un’email ai suoi amici e contatti, facendo sapere che il giorno X si troverà alle ore 5.30 pomeridiane nel luogo Y. Sul web la notizia si sparge velocemente: gli amici di Inua girano l’invito ai loro rispettivi contatti e con facebook o twitter il gioco è facile. E poi accade che qualche passante si aggrega durante il cammino. Ogni volta il punto di ritrovo è diverso e l’itinerario varia perchè improvvisato. Londra è immensa e offre quartieri così opposti tra di loro che è sempre un’avventura nuova. I partecipanti, di tutte le nazionalità (alcuni inglesi, molti turisti o comunque stranieri), sono circa 30: un numero maggiore sarebbe difficile da gestire e renderebbe complicato creare quella desiderata intimità, in un gruppo fatto per lo più da estranei. Tra le persone ci sono sempre cinque diversi artisti locali che Inua invita: fotografi, videomaker, pittori, cantanti, musicisti, grafici, poeti, giornalisti, etc. Alcuni, con la loro arte, documentano il percorso mentre altri allietano il resto del gruppo con qualche live performance. Ogni tanto la passeggiata s’interrompe e accade qualcosa: si fermano nei luoghi da cui si sentono attratti, riposano, conversano, ascoltano suonare il musicista, giocano a pallone nel parco, … e intanto, il videomaker registra, il pittore ritrae le persone, il fotografo realizza un reportage.

The Midnight Run‘ è un’occasione davvero unica, sia per i turisti che i cittadini: offre la possibilità di vivere e scoprire la città in modo diverso, originale e divertente, condividendo con estranei – che, afferma Inua, entrano subito in confidenza tra di loro – momenti indimenticabili. E l’Arte, in tutte le sue forme, è come una colla o calamita: rende tutti più vicini, unisce. Inua raccoglie poi il materiale artistico prodotto durante ogni singolo ‘Midnight Run’ perchè in futuro possa essere utilizzato in varie pubblicazioni e manifestazioni. Il suo sogno – che CCT sostiene – è quello di far diventare questa splendida iniziativa un movimento urbano globale.

Finora, ‘The Midnight Run’ è stato realizzato quasi sempre a Londra, dove per tradizione si conclude ogni volta a Waterloo Bridge. Ma anche a Manchester, Birmingham, etc. Per essere informati sulle prossime tappe e date: themnr – next.

Ultimamente, ‘The MNR’ avviene sotto il nome di qualche festival o grande iniziativa. In questi casi, è possibile che il tour duri solo 6 ore (dalle 18 alle 24) e Inua lo chiama “Mini Run”. Stessa cosa, se è inverno. La partecipazione è quasi sempre gratuita o al massimo è richiesto un piccolo contributo.

In realtà, in “The Midnight Run” (La Corsa di Mezzanotte) non si corre ma si cammina. Però “Run” suona meglio di “Walk”, dice Inua. Il primo intento è quello di conoscere la città sotto un altro punto di vista, esplorarla nella quiete e mistero della notte, apprezzarla come non si riesce di giorno. In mezzo al buio, vuoto e abbandonato, misto a luci soffuse di stelle e lampioni, si vede la città con uno sguardo diverso. Il campo di azione attorno alla persona è come liberato e si è più attenti a cercare, osservare, fissare, toccare, canticchiare, giocare, correre e persino ballare. L’atmosfera notturna e d’avventura rende tutti più liberi, vivaci e curiosi.

CCT, da tempo innamorato del progetto e della filosofia di ‘The Midnight Run’, ha incontrato Inua Ellams lo scorso 15 Ottobre a Londra. Ci siamo visti in Redchurch Street – via, nel cuore di Shoreditch, ricca di negozi caffè gallerie d’arte etc. indipendenti, originali e creativi – per poi andare al Café del Rich Mix. Qui Inua ci ha raccontato un po’ della sua vita e il suo sogno: esportare ‘The Midnight Run’ ovunque, in tutte le città nel mondo. Per il prossimo anno 2013, ha già in programma Chicago e Singapore. E… Noi lo abbiamo invitato in Italia! Quindi, per la prossima estate, preparatevi un paio di scarpe comode: CCT aiuterà Inua a promuovere ed organizzare il tour in (almeno) una città italiana. Siamo davvero entusiasti di importare ‘The Midnight Run’ in Italia! E voi? In quale città vorreste “correre” per un’intera notte?

CCT & Inua Ellams

INUA ELLAMS (nato nel 1984 a Jos, Plateau State, Nigeria) era un ragazzino quando si è trasferito nel Regno Unito con la famiglia. Da anni vive a Londra. Non ha – ancora, dice lui – studiato all’università, ma ha un curriculum che spaventa. Un autodidatta, a quanto pare, che deve aver passato molto tempo in biblioteca: sui libri ha imparato anche a scrivere in html (il linguaggio di internet) e così è in grado di gestire il proprio sito web. Lui si definisce “a Word and Graphic Artist” perchè è sia scrittore/poeta (è infatti “resident writer/poet” presso la Tate Modern) che grafico. Scrive soprattutto poesie, che poi lui stesso performa (vedi video). Tra i suoi miti William Shakespeare e Jonh Keats, ma è influenzato anche dallo stile hip hop di Mos Def. Negli ultimi anni ha vinto alcuni premi letterari ed è stato recensito da importanti giornali inglesi, tra cui The Guardian e The Times. Quest’ultimo, nel 2010, lo ha definito: “London’s hottest new spoken word talent”. Tra i suoi clienti, per citarne solo alcuni: BBC, Tate Modern, Coca Cola e Puma.

Qui Inua spiega il significato del suo nome d’arte, phaze 05:

05 è una metafora per la forza del pensiero. Ci sono quattro elementi che compongono il mondo che conosciamo: terra, vento, fuoco e acqua; ma il quinto, che non è menzionato, è quello che lega tutti gli altri quattro insieme, le forme che gli elementi assumono in edifici, libri, ponti, macchine, etc. sono date dal ‘pensiero’ che li reinventa. Ecco, il pensiero è il quinto elemento. Phaze, invece, è nato quando ero ragazzino, mi piaceva il suono della parola. L’ho adottato come un soprannome, ma nessuno lo prendeva sul serio, era troppo da nerd, e i soprannomi di solito vengono dati quando il nome è troppo complicato, lungo, comune o semplice: Charlies diventa Mandrini, Jamie diventa Woony, Berkavitch diventa Berko. Nel mio caso Inua è troppo semplice, ha solo due o tre sillabe. Così, curiosamente, il mio nome è rimasto. Però ho deciso di mantenere ‘phaze’ vivo e di utilizzarlo come nome d’arte dopo aver visto un documentario tempo fa. Parlava di un dj fuoriclasse, una vera leggenda nel mondo dei giradischi, Qbert. Qbert ha detto una volta di sentirsi un tutt’uno con la musica e i vinili che suona, come se fosse l’universo a suonare lui… come se fosse in uno stato di trance. Phaze è un sinonimo di questo stato. Così ‘phaze05’ è quando lo spirito umano si unisce con il quinto elemento.”

La Corsa di Mezzanotte.

Una sera d’autunno del 2005, un amico ed io abbiamo perso la pazienza di attendere un autobus e per capriccio abbiamo deciso di seguire a piedi il percorso che avrebbe dovuto fare il mezzo. Sei ore più tardi eravamo da tutt’altra parte di Londra: da Battersea a Chelsea, Victoria, Vauxhall, avevamo camminato per tutto il West End e si era fatto mattino. Sorpresi da come riuscivamo a sentirci ancora freschi e pieni di energia, e affascinati nel vedere le strade deserte della città senza il suo trambusto, la pace e tranquillità di una deserta Oxford Street, felici nel poter guardare e osservare ovunque, senza la paura di colpire o essere colpiti da qualcosa, di poter lanciare in alto lo sguardo e ammirare l’architettura, curiosi di camminare per le vie più secondarie alla ricerca di piccoli cortili e parchi, ho voluto ricreare quella fantastica esperienza l’estate successiva, per 12 ore (18:00-6:00). Così è nato The Midnight Run. Le prime tre corse ’06, ’07, ‘o8 si sono concluse con il sorgere del sole sul ponte di Waterloo, nel cuore di Londra.

Coloro che vengono a ‘correre’ condividono una ricerca della realtà fuori dal mainstream, un sano senso di avventura, e sono disposti ad ammirare. Chi partecipa al The Midnight Run dimostra sempre di avere questi interessi e desideri; credo che tutti la ritengano un’idea semplice ma anche grandiosa. E la sua massima elasticità/flessibilità, la rende ancora più simpatica: The Midnight Run può essere abbreviato, avere un itinerario pensato ad hoc, essere mappato o a tema per i giorni di festa, integrato a festival, seminari, workshop, etc. Potrebbe essere la conclusione di un evento, ad esempio, dove gli spettatori o partecipanti sono guidati a passeggiare attraverso luoghi significativi, insieme agli ospiti e artisti che si sono in qualche modo esibiti.

In passato ci sono state iniziative simili, esplorate da artisti provenienti da diversi background culturali. A Londra, lo scrittore Ian Sinclair, Simon Papa, Chris Nold, Richard Long, Hamish Fulton, Linda Cracknell. Ma io mi sono più ispirato ai Situazionisti, un movimento politico e artistico in vita tra il 1957 e 1972. I fondatori del movimento erano stanchi della commercializzazione dell’arte e del consumismo e vagavano per le strade della città, in tipico stile bohemien del dopo guerra, alla ricerca di esperienze REALI. A Londra, 40 anni dopo, The Midnight Run cerca di negare la frenesia e l’isteria dei mass media, della cultura pop, hype e della reality TV, e di affermare invece la realtà VERA attraverso la semplicità e l’intimità di camminare e parlare. L’idea è quella di reclamare le strade di una città, dissipare l’idea che il buio sia di per sé un pericolo – tipico delle nostre società – e cercare di scoprire cosa c’è dopo il tramonto. Significa abitare i confini del vetro, cemento, acciaio, etc. dati dalle strutture di una città, come un bambino in un labirinto: con innocenza e stupore, in modo naturale. Si tratta di situare incontri tra estranei e guardarli diventare amici in breve tempo. Ad alcuni creativi contemporanei, viene poi richiesto di interagire con la città, di rispondere ad essa facendo arte (e quindi di documentare) sulla base delle esperienze vissute all’interno del singolo Midnight Run. Si tratta di vivere la magia dello spazio della città con i suoi abitanti. Nel Midnight Motto, la parola ‘stella’ può essere presa alla lettera, oppure come metafora per l’arte, gli artisti, le esperienze e le persone che vivono nell’ombra della città, nel qual caso assume una certa bellezza e importanza:

  • La Corsa di Mezzanotte //
  • Perché non possiamo vedere le stelle per i fumi
  • ci rivolgiamo al vetro in frantumi, credendo
  • che i suoi frammenti brillino come costellazioni.

In futuro, vorrei che The Midnight Run diventasse un movimento urbano. Al momento viene organizzato in occasione di particolari celebrazioni sociali, feste o eventi (e di solito, in questi casi, si realizza un “mini-run” di solo sei ore, dalle 18 alle 24). Ad esempio, per il Black History Month, il Giorno della memoria, il Primo Maggio, Natale, etc. Inoltre, vorrei raccogliere in un file tutto il materiale artistico prodotto durante i diversi Midnight Run e presentarlo in formato Pdf perchè tutti possano scaricarlo dal sito web. Il Pdf potrebbe poi diventare tridimensionale, nel senso di trasformarsi in eventi live, mostre o spettacoli dal vivo. Ma il primo obiettivo, a lungo termine, è quello di esportare il movimento da Londra ad altre città del mondo, partendo dalle principali città europee, e non solo. All’inizio di ogni anno, le precedenti edizioni documentate potrebbero essere raccolte e pubblicate in un libro + cd. Le forme d’arte che The Midnight Run include sono: fotografia, illustrazione, grafica, film, poesia, prosa, spoken word, recitazione, scultura, pittura, musica, animazione, graffiti e street art.

Inua Ellams
(tradotto da Elena M. Wagner)

*

Website: themnr.com | Facebook: The Midnight Run | Twitter: @themidnightrun | Flickr: themnr

*

#MNRitaly

CCT promuove MNR in Italia e nel Mondo!

Vuoi ‘The Midnight Run’ di Inua Ellams nella tua città?
Scrivici: info@cct-seecity.com

Elena Mazzoni Wagner