Da Lecce a Milano e all’inverso, poesia d’assalto nelle città d’Italia

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Elena Mazzoni Wagner
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LECCE Qualche mese fa, perdendoci un po’ per le vie della città salentina, abbiamo trovato alcuni versi firmati da Davide. Tra questi, una poesia scritta sulle righe di una saracinesca ci ha permesso di scoprire l’identità dell’autore che in questo caso, oltre alla firma, aveva lasciato un sito web. Così ci siamo persi nelle strade del web, prima a Sud e poi nel Nord Italia e poi di nuovo giù in fondo allo Stivale. Soffermandoci su un verso, scritto con una bella calligrafia su uno dei muri forse più insignificanti di tutta Lecce, abbiamo capito che esiste una vivace comunità italiana di poeti e collettivi, locali e nazionali, che in diversi modi condividono una missione.

Da anni seguiamo il MeP – Movimento per l’Emancipazione della Poesia nato nel 2010 da alcuni studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze e ormai diffuso in molte città. Ve ne abbiamo già parlato ma senza approfondire il contesto nazionale. Davide ci ha offerto l’occasione di farlo introducendo nelle sue pagine digitali l’origine degli assalti poetici urbani“Nel 2003 nasce, nella strada, il concetto di agire poetico che vede come fondatore Ivan, poeta milanese (vedi di seguito)*. Da quell’anno, Ivan non ha mai abbandonato la dimensione pubblica del far poesie fra le vie.”

Poesia d’Assalto è il movimento che nasce a Lecce alla fine del 2010 per mano (e vernice) del giovane Davide (1992) e che segue il principio della poesia libera di Ivan, portando versi (propri e non) nelle strade “con lo scopo di render viva la lettera e il senso”. Nel 2011, si aggiunge Guido e il duo salentino inizia a realizzare progetti urbani anche fuori dai confini pugliesi. 

Siamo ancora un “popolo di poeti” se abbiamo della “poesia” ricordi che si fermano al liceo o a poco dopo, a qualche esame universitario?

I poeti anonimi del MeP – ad esempio – tentano di rispondere proprio al diffuso disinteresse nei confronti di quest’arte sempre meno contemporanea, sempre più dimenticata. Come? Sbattendo semplicemente in faccia ai passanti parole in versi, inchiostro su fogli bianchi.

Forse non saremo più un “popolo di poeti” ma c’è chi ancora crede nell’arte della parola e del pensiero, così tanto da uscire (di notte) dalla propria cameretta e provare a dirlo alla città. “Poesia che s’immerge nella quotidianità e ritrova il suo spazio, riqualifica strade spente e animi persi.”Poesia d’Assalto.


MILANO sembra essere l’origine di questa storia, il vero punto di partenza. Ed in particolare una persona, il poeta milanese citato da Davide. Si chiama Ivan Tresoldi, in arte solo Ivan. Nato nel 1981 tra le braccia del quartiere della Barona, periferia sud di Milano, studia Sociologia e pratica Arte. Dall’estate 2003, assalta la strada a colpi di poesia, dipingendo e affiggendo per le vie meneghine alcune tra le sue poesie. Oggi è considerato un riferimento per il movimento della Poesia di Strada in Italia che spezza il confine elitario di quest’arte portandola liberamente in piazza, nelle strade, tra la gente. Ivan viaggia in tutto il mondo con le sue parole, chiamato ad intervenire, esporre o creare opere pubbliche da molte istituzioni. Nel maggio 2013 promuove il primo Festival Internazionale della Poesia di Strada in Italia (vedi sotto)*. E nell’ottobre dello stesso anno è sulla copertina di “LaLettura“, inserto culturale domenicale del Corriere della Sera (poco prima di esporre ad una mostra collettiva alla Triennale). Nel 2015 è co-fondatore di Artkademy, agenzia di produzione artistica e collettivo creativo che collabora con musei, fondazioni, imprese culturali, nazionali ed internazionali. Oggi continua la sua attività artistica, legge i Canti dell’Inferno della Divina Commedia in scuole e teatri, organizza eventi di arte pubblica/urbana in diverse città. E scrive poesie, sempre.

“Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”.

“La poesia di strada nasce gettando parole tra le vie, pugni di semi nel vento, è sensazione precipitata in sassi d’assalto tra lo snocciolarsi scomposto di questa città. Versi come pioggia tra le genti, inzuppate fin’oltre l’orlo dell’attenzione, senza corte di dotti né corona, perché d’ovunque e da sempre, una pagina bianca è una poesia nascosta.”  – Ivan


Ivan, Davide e altri poeti di strada o collettivi in Italia (in ordine casuale)

Ognuno ha una poetica tutta sua e un modo diverso di “assalire” le città. C’è anche chi lascia messaggi alle fermate dei bus o appende versi dentro i tram, ad esempio. E ci sono persino “le poesie più piccole del mondo“. Forse le avete già incontrate. Se siete curiosi, potete cliccare sulle loro pagine web. Buona lettura!

Ne conoscete altri? Segnalateci i loro nomi e siti web o blog o pagine facebook, commentando questo post! Grazie 😉 


Festival Internazionale della Poesia di Strada (*)

Dopo la prima edizione a Milano nel 2013, il Festival Internazionale della Poesia di Strada ha iniziato a girare per l’Italia fermandosi a Genova (2014) e Roma (2015) e Lecce (2016). Per le prossime edizioni e aggiornamenti su altri eventi, seguite le pagine facebook Artkademy e Poesia di Strada.


Evviva le parole! Evviva la libertà!

Elena Mazzoni Wagner