YAAM: un locale tutto verde, giallo e rosso

Linda Mazzoni

BERLIN Alla fine di Mühlenstrasse (verso Ostbahnhof), al numero 35 di Stralauer Platz (Google Map), si trova un locale apparentemente fuori luogo ma che invece, proprio per il suo carattere multiculturale, è in piena sintonia con la vicina East Side Gallery (di cui CCT parla qui): YAAM, uno spazio aperto e bar tutto verde, giallo e rosso (i tre colori della Jamaica – o YAAMaica – del reggae – ma non della bandiera! *), con un campino da basket, un piccolo skate park, il suolo ricoperto di sabbia, tanti graffiti o murales e un sottofondo reggae (appunto). Un bar originale per una pausa caffè, una cena oppure un drink da godersi affacciati sul fiume Spree mentre si ascolta della musica dal vivo (consultate il calendario degli eventi per scoprire anche i concerti in programma). Questo posto esiste dal 2004 e dimostra di avere un ruolo importante per la vita sociale e artistica di Berlino. E, piccola nota ma ottimo indice, la sua pagina Facebook vanta al momento quasi 16.000 fan!

* Nota di approfondimento sui tre colori del reggae: Nel 1930 in Etiopia venne incoronato imperatore Ras Tafari (Hailé Selassié) e con lui ebbe origine il movimento rasta o Rastafarianesimo, fede religiosa che si diffuse nelle Indie Occidentali. I Rasta adottarono la bandiera dell’Etiopia (verde, gialla e rossa) alla quale però aggiunsero il colore nero (nella testa leonina al centro del vessillo) della bandiera di Marcus Garvey, un attivista jamaicano che predicava il ritorno in Africa da parte di tutti i neri del mondo e che immaginava una bandiera nera, rossa e verde. Negli anni ’20 divenne molto noto negli USA e soprattutto in Jamaica. È quindi facile capire il motivo per cui questi tre colori – VERDE, GIALLO, ROSSO – siano così facilmente accostati alla musica reggae (ma anche all’afro). E, come a tutti noto, a partire dagli anni ’70 la cultura Rasta si è diffusa nel mondo soprattutto grazie al mitico cantautore jamaicano Bob Marley. 

YAAM – photos by Linda Mazzoni

* YAAM must survive! Sul sito web, dallo scorso agosto 2012, YAAM invita a firmare una petizione (scritta in inglese e tedesco) affinché il locale non venga chiuso. Le autorità del distretto locale hanno avvertito che una società tedesca è intenzionata a comprare il terreno in cui da otto anni YAAM gestisce con successo la sua attività, per costruire alcuni alti edifici per uffici. YAMM è ormai un punto d’incontro sociale, artistico e multiculturale importante per Berlino, soprattutto per i giovani. “The YAAM is an important meeting point for young and old of all backgrounds and nationalities and we demand its preservation!” Noi di CCT firmiamo e auguriamo a YAAM di rimanere a lungo in questo luogo.

YAAM must survive! – photos by Andrea Blanco

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