MANY TRACK MINDS (Give him a chance!)

Lorenzo Colzi

Su CCT raccontiamo spesso delle storie (vere) e, vista l’incertezza dei tempi in cui viviamo, non è cosa da poco mostrare come alcune persone credono fortemente in qualcosa di più grande. E allora iniziamo…

C’era una volta in un paese lontano, il Brasile, un ragazzo come tutti gli altri. Leo – così lo chiamavano – viveva in una piccola cittadina vicino a Puerto Alegre; studiava Fisica, aveva una bellissima famiglia di origini italo-tedesche e una fidanzata. Il problema era quel ronzio attorno e dentro sé, un sottofondo costante che cercava di tacitare come poteva, un po’ coi videogiochi un po’ col pallone nazionale e un po’ con la musica. In una giornata meno distratta del solito, però, si accorse che più suonava e più nei momenti di silenzio quel ronzio cresceva. Non sapendo cosa fare, il nostro affezionato provò i modi più disparati, comprò dei tappi per le orecchie costosissimi, alzò il volume della tv mentre giocava a Super Mario, prese persino dei sonniferi, ma niente da fare. Continuò con l’università ma intanto la musica sembrava essere l’unica cosa che zittiva quel maledetto ronzio. Poi la rivelazione: capì che solo lei riusciva a calmare quel dannato rumore e, forse, ascoltando meglio, avrebbe colto dei significati in quel continuo sussurro. Così tornò a casa e si sedette in silenzio, il ronzio si fece avanti svelto e lui stavolta continuò ad ascoltarlo con attenzione. Pian piano quel rumore divenne suono, e sembrò davvero che ci fosse qualcuno a sussurrargli qualcosa, ma chi? Si mise ancora più attento e iniziò a decifrare tutti quei suoni finché ad un certo punto gli parve di udire una voce di donna, suadente ma decisa: Suona! Suona! Non ebbe più dubbi. Finì l’università, baciò mamma e fidanzata e partì.

Leo Weber adesso suona, canta e scrive canzoni. E il suo attuale progetto MANY TRACK MINDS, iniziato nel Dicembre 2011, è la sintesi del percorso che lo ha spinto via da casa, ad attraversare gli Stati Uniti, a raggiungere l’Inghilterra e poi l’Italia. Si è fermato qualche anno a Pistoia (ma ora è già pronto a ripartire)… Qui, dopo esser stato cantante degli Spring Breaks – una formazione molto conosciuta a livello locale – ha iniziato a scrivere e produrre musica nella sua stanza. Grazie a Internet e alla sua conoscenza della Fisica del suono, apprende pian piano le moderne “tecniche di registrazione casalinghe” che gli sono già valse anche la pubblicazione del singolo “Give ‘em a chance” sul blog principe dell’home recording, chiamato appunto ‘The Recording Revolution‘. Insieme ad alcuni amici, in particolare a Francesco Sabatini (chitarra e voce), già con lui nel gruppo sopracitato, continua la ricerca della felicità attraverso la Musica e cerca ancora di far tacere quel ronzio. Io non credo che ci riuscirà mai, ma il punto è un altro. Il punto è che dovete andare sul suo blog, ascoltare la sua musica, scaricarla e farla sentire e a tutte le persone che conoscete. Il punto è che dovete dargli una chance, come lui ha fatto con se stesso. Le storie più belle iniziano tutte così.

P.S. Anche questa, come tutte le altre canzoni che ascolterete, è stata registrata da Leo Weber nella sua camera da letto, con un paio di microfoni ed un computer portatile: incredibile ma vero. (Se non ci credete o siete curiosi e volete conoscere i dettagli, visitate il suo blog!).

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Elena Mazzoni Wagner