Le buchette del vino a Firenze e in Toscana

Giorgio Magini
Buchetta del vino a Firenze presso la Gelateria Vivoli _ foto di Giorgio Magini

FIRENZELe Buchette del Vino” è un libro pubblicato nel 2021 a cura di due storiche dell’arte, Diletta Corsini e Lucrezia Giordano. Qui intervistiamo Lucrezia per conoscere come sia nata l’idea di recensire le circa (ad oggi) 300 buchette del vino toscane, dedicar loro un libro ma ancor prima (nel 2015) un’associazione culturale, un sito web, un account Instagram e una pagina Facebook, un programma di visite guidate, mostre e altro ancora!

Buchetta del vino a Firenze presso la Gelateria Vivoli _ foto di Giorgio Magini

Dalla peste del Seicento al Covid-19

Lucrezia, prima di tutto: cos’è una buchetta del vino e a quando risale questa invenzione toscana?

Le buchette del vino sono piccole aperture ad arco poste sulle facciate di antichi edifici in prossimità del portone di ingresso, attraverso le quali le più importanti famiglie fiorentine vendevano il vino a fiaschi. Abbiamo notizie di buchette del vino dalla metà del Cinquecento ma non possiamo escludere che ve ne siano di più antiche. Al momento le ricerche d’archivio continuano e speriamo di trovare presto la “buchetta 0”.

Possiamo trovarle anche fuori dalla Toscana, magari qualcosa di “simile”, o qui abbiamo l’esclusiva?

Si tratta di una peculiarità principalmente fiorentina e diffusa anche in altre località della Toscana, tuttavia di recente abbiamo trovato alcune testimonianze interessanti a Faenza (RA) e a Montalto di Castro (VT).

Quando e come sono tornate di moda le buchette del vino a Firenze? Sembra che i mass media e social media di tutto il mondo abbiano scoperto la loro esistenza di recente, creando un vero e proprio trend con hashtag #winewindow. Complice il Covid. Ci spieghi cosa è successo negli ultimi due anni?

Le buchette del vino sono tornate di moda a Firenze nel maggio del 2020, durante il primo lockdown. Alcune buchette infatti sono state riaperte dai proprietari di alcuni bar e ristoranti che hanno voluto ridare vita all’antica tradizione di vendita del vino con modalità adatte al distanziamento sociale e al nuovo tipo di commercio: calici di vino, aperitivi, gelati e caffè.

Nello stesso periodo la nostra storica dell’arte Diletta Corsini ha ritrovato un documento di straordinaria importanza: la “Relazione del Contagio stato in Firenze l’anno 1633-1634” dell’accademico fiorentino Francesco Rondinelli. Si tratta della prima testimonianza che racconta le modalità di vendita del vino dalla buchetta nel periodo di peste. Dalla peste del Seicento al Covid-19: la notizia ha fatto il giro del mondo e il termine “buchetta del vino” è entrato di prepotenza nei vocabolari di tante lingue straniere.


#Acacciadibuchette!

Delle 180 buchette recensite a Firenze, mostracene tre che ritieni particolarmente curiose e interessanti per la loro storia passata o nuova funzione, per la collocazione o altro…

Le buchette del vino sono disseminate in tutto il nostro territorio regionale ed essendo in perfetta armonia con strade ed edifici circostanti, spesso non vengono notate. Sono molto simili tra loro ma differiscono per forma e materiali impiegati, questo perché dovevano essere fedeli all’architettura del palazzo che le ospitava. Una delle più graziose si trova in via del Giglio, in corrispondenza della cantina Vivai Bartolini Salimbeni: ha una cornice ricercata costituita da una sorta di portale rinascimentale, una vera rarità. Un’altra buchetta molto interessante è in via Santo Spirito, oggi di proprietà del Bistrot Babae, il primo locale a Firenze ad aver riattivato la buchetta del vino nell’estate del 2019, servendo calici di vino tutti i giorni dalle 19 alle 20. Infine ne segnalo una particolarmente curiosa in piazza Duomo al civico 6, intagliata direttamente nel legno del portone del Palazzo; pare che aprire lo sportellino nel portone d’ingresso sia stata la prima soluzione efficace per la commerciare il vino al minuto.

 

Invece fuori da Firenze, nel resto della Toscana, ne avete contate almeno altre 100, corretto? Dove le possiamo più facilmente incontrare se teniamo lo sguardo attento?

Fuori da Firenze contiamo ad oggi più di cento referenze. La provincia di Firenze ne ha 34, quella di Siena 20, quella di Pistoia 17, Arezzo 12, Pisa 9 e Prato 6. La ricerca continua, il nostro censimento al momento rimane aperto e gli elenchi sono in continuo aggiornamento. A Prato, in piazza del Comune n.16, proprio sotto il loggiato si trova una buchetta con la forma a fiasco, al momento non esistono altri finestrini simili in tutto il territorio regionale.

Buchetta del vino a Prato in piazza del Comune civico 16

Aiutaci a riconoscerle: di solito, su quale tipo di edificio si trovano? E dove sono collocate?

Sono collocate sulle facciate principali di palazzi nobili, al piano terreno, per lo più accanto al portone principale o sul fianco del palazzo. Si trovano ad altezza braccio per facilitare l’introduzione del fiasco del vino all’interno della buchetta e lo scambio delle monete.

Le buchette del vino” è il titolo del libro ma anche il nome della vostra associazione culturale nata a Firenze nel 2015 per far conoscere e salvaguardare questi “finestrini” così unici e particolari. Oltre a recensire e raccontare (con il libro, in italiano e in inglese, sui social media e attraverso eventi) le caratteristiche aperture toscane, organizzate visite guidate per chi vuole scoprire una Firenze “insolita”. Raccontaci come si svolge una visita, quanto dura e come fare per partecipare?

L’associazione è nata con l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare le buchette del vino. A questo scopo abbiamo portato avanti numerose iniziative tra le quali il censimento regionale. Organizziamo cacce al tesoro per i più piccoli e visite guidate per tutte le età non solo a Firenze ma anche in altre città della Toscana. La visita mira a mostrare un lato poco conosciuto della città ma non per questo meno importante, si parla di vino, di fiaschi e di vendita al minuto. Il tutto ha una durata di un paio di ore e di solito si conclude davanti a un buon bicchiere di vino preso a una delle buchette di nuovo attive. Per partecipare è molto semplice, basta iscriversi all’evento selezionando la data in cui si intende fare la visita. Regolarmente pubblichiamo i nuovi appuntamenti sui canali social e sul sito www.buchettedelvino.org


Avere cura del territorio

Avete pure targhettizzato le buchette del centro storico di Firenze: tutte o solo alcune?

In accordo con la Soprintendenza siamo riusciti ad apporre una targa in ottone esplicativa ad alcune buchette del vino. La prima è stata apposta alla buchetta di Palazzo Antinori, famiglia nobile fiorentina dedita alla produzione vinicola da più di seicento anni. Tuttavia il motivo per cui non abbiamo ancora dotato tutte le buchette di una propria targa è dovuto al fatto che necessitiamo anche del consenso dei proprietari di ogni palazzo e non sempre è facile entrarci in contatto. Ci siamo accorti però che le buchette provviste della targa non vengono vandalizzate, per questo ci auguriamo un giorno di poterle apporre a tutte quante.

Inoltre, vi occupate del recupero e valorizzate il ripristino di alcune buchette “abbandonate” o persino “cancellate”. Dico bene? Raccontaci qualche esempio.

Ci sono stati alcuni casi di buchette del vino vandalizzate e/o lasciate in uno stato di incuria. Qualche anno fa per esempio erano state inserite all’interno di una buchetta delle bocchette per l’areazione di un locale interno, abbiamo prontamente segnalato alle autorità competenti il problema che è stato risolto in poche ore. In queste situazioni il nostro obiettivo è quello di continuare a sensibilizzare le persone affinché le buchette del vino siano conosciute da tutti e per questo tutelate.

Sul sito web www.buchettedelvino.org e relativi social media (@buchettedelvino su Instagram e Facebook), possiamo rimanere aggiornati sulle vostre attività. Progetti per il prossimo futuro?

Per il futuro abbiamo moltissimi progetti, negli anni la nostra associazione culturale sta crescendo molto. Abbiamo realizzato mostre, video tour, conferenze, visite guidate in italiano ed inglese e tanto altro ancora. Certamente il progetto più importante di questo ultimo anno è stata la pubblicazione del libro, un lavoro di studi e ricerche durato anni che ci sta regalando grandi soddisfazioni. Per il futuro? Moltissimi progetti che non vogliamo anticipare: rimanete aggiornati sui nostri canali, vi aspettiamo!


Iscriviti alla nostra Newsletter!

[solo per persone curiose]

Sostieni il nostro progetto!

CCT-SeeCity è un'organizzazione no-profit indipendente che promuove Creatività - Cultura - Territorio. Se ti piace il nostro progetto editoriale, aiutaci a mantenerlo vivace e libero con un piccolo contributo. Supporta #SeeCity e condividi! ❤
Grazie, CCTeam
Elena Mazzoni Wagner