Buon Appennino!

Appennino senza confini: sulla Fondazione Appennino per la Civiltà Appennino, di Piero Lacorazza. Partecipa anche tu a questa narrazione collettiva su cultura e territorio della spina dorsale d’Italia!

Un progetto di CCT in collaborazione con il Corso di Studio PROGESA (Progettazione e Gestione degli Ecosistemi agro-territoriali, forestali e del paesaggio) dell’Università di Bologna insieme alla Scuola AL.FO.N.S.A. (ALta FOrmazione e innovazioNe per lo Sviluppo sostenibile dell’Appennino) promossa da UNIAPPENNINO (Università per l’Appennino) e ad ANA (Accademia Nazionale di Agricoltura).


ITALIA Fondazione APPENNINO esiste per consolidare l’impegno nel valorizzare, promuovere, conservare, gestire e fruire di luoghi e beni del paesaggio, della cultura e delle culture, delle tradizioni e della storia, della enogastronomia, del benessere e della qualità della vita, sostenere politiche per la sicurezza del territorio, per le sostenibilità e la mitigazione del rischio derivante dai cambiamenti climatici, combinare l’innovazione tecnologica per sperimentare ed individuare nuovi modelli sociali, economici e di sviluppo, in particolare delle aree appenniniche anche in relazione alla rigenerazione ecologica ed urbana delle città e dei paesi italiani.

I principi ispiratori della Fondazione sono gli stessi principi ispiratori dell’Unione Europea e in particolare la Convenzione Europea del Paesaggio, al fine di soddisfare il desiderio delle popolazioni di vivere e godere di un contesto territoriale di qualità e di svolgere un ruolo attivo nella sua trasformazione come elemento chiave del benessere individuale e sociale, della felicità personale e collettiva. La salvaguardia del paesaggio e la sua gestione comportano diritti, doveri e responsabilità per ciascun individuo nel pieno rispetto dei principi sanciti dalla Costituzione Italiana.

La Fondazione, ispirandosi a valori della solidarietà e della giustizia sociale si propone – nella sua natura di realtà senza scopo di lucro – di ricercare, sperimentare, favorire, gestire e trasferire modelli sociali, culturali, imprenditoriali e di sviluppo per creare opportunità di lavoro e di vita nelle aree appenniniche, in particolare quelle più a rischio di marginalità, soprattutto economica e più soggette al rischio di processi di declino demografico e di spopolamento.

In questi due anni abbiamo creato un progetto divenuto un ecosistema costituito di azioni e relazioni utili a concorrere al raggiungimento degli obiettivi.

Ci rivolgiamo a tutte quelle persone che hanno a cuore la natura, con coraggio vogliamo offrire la possibilità di scegliere di vivere con qualità e sostenibilità, in modo da sentire il posto in cui si vive come il luogo giusto.

A cominciare dal settore della cultura in cui, in collaborazione con la casa editrice Donzelli abbiamo pubblicato due libri: “CIVILTA’ APPENNINO”, curato dagli scrittori Raffaele Nigro e Giuseppe Lupo, “LE VIE DELL’ACQUA”, che unisce i contributi degli scritto Laura Bosio, Donatella Di Pietrantonio, Laura Pariani, Guido Conti, Carlo Grande, accanto a Raffaele Nigro e Giuseppe Lupo. Entrambi anche grazie al contributo di BCC ed oggi stiamo lavorando al terzo libro con l’obiettivo di farlo uscire entro il 2021.

Uno dei settori strategici per noi è quello dello sviluppo sostenibile, nell’ambito del quale abbiamo coltivato e consolidato importanti relazioni. Siamo infatti partner di Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e dell’Associazione Riabitare l’Italia per la realizzazione e la condivisione di esperienze, buone pratiche, iniziative e progetti.

La formazione e l’educazione, in particolare rivolta a studenti di vari livelli, è un altro terreno che Fondazione Appennino ha curato e in esso ha già costruito progetti ed attività. Siamo infatti impegnati nella formazione diretta a studenti (progetti PTCO nelle scuole), categorie di produttori (formazione continua e professionale). Per far crescere la qualità del nostro lavoro, partecipiamo a percorsi di alta formazione (Innovability school) e seminari, oltre a collaborazioni con università italiane, alcune avviate e altre concretizzate come, ad esempio, con UniTeramo per il Master in Diritto dell’energia e dell’Ambiente.

A questi si affianca il campo dell’innovazione e dell’evoluzione tecnologica, in cui abbiamo scelto la strada della “coopetizione”, la collaborazione/competizione tra l’uomo e la macchina. Uniamo umanità e innovazione tecnologica. In questo solco di “civiltà delle nuove macchine” sono in itinere progetti orientati a valutare e favorire la sostenibilità di territori sul principale binario del data analysis e della filosofia blockchain. In questa direzione operiamo per garantire e certificare la qualità di azioni ed imprese in particolare nelle aree interne e marginali.

Processi ed idee che hanno trovato e trovano visibilità nella nostra attività di comunicazione che, tra le altre cose, ci ha visto creare innanzitutto la rivista web www.civiltaappennino.it , luogo di incontro, di pensieri e di dibattito sulle aree interne, a cui collaborano scrittori, giornalisti, docenti ed esperti.
Un fondamentale canale di comunicazione che agevola l’interlocuzione diretta con le giovani generazioni, un modello di comunicazione meno compulsivo, come sembrerebbero imporre i ritmi della società contemporanea condizionata dalla velocità digitale. Abbiamo scelto una comunicazione “di semina”, proprio nella filosofia, anche qui, di una educazione alla gestione slow dei tempi e dei ritmi dell’uomo.

A tutti questi ambiti di attività se ne aggiunge uno che in questa occasione ci riserviamo per ultimo poiché in esso si articola principalmente l’idea del progetto che qui proponiamo. Si tratta del settore dei servizi all’agricoltura, partendo da una sfida che punta a coniugare genuinità e tracciabilità, qualità e sostenibilità e che aiuti a far crescere da una parte il reddito delle imprese agricole e dall’altra la sicurezza e l’accessibilità alimentare da parte dei cittadini.

Ed è proprio integrando questi sei ambiti che abbiamo dato vita al progetto “BUON APPENNINO” che vedrà impegnata la Fondazione nei prossimi mesi.

Si tratta dunque di una serie di iniziative che interessano tutti i sei ambiti di attività principali sopra descritti della Fondazione a iniziare da quello della cultura e della produzione editoriale in collaborazione con Donzelli Editore, che ci porterà alla pubblicazione del terzo volume della serie Civiltà Appennino, nella collana delle Saggine.

A partire da questa scelta si amplia il terreno delle azioni passando dalla comunicazione all’innovazione tecnologica, nella quale siamo impegnati con progetti di data analysis, valutazione della reputation e attività volte a organizzare sistemi di valutazione della sostenibilità, della qualità e della tracciabilità attraverso progetti foodchain basati sulla filosofia blockchain.

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Piero Lacorazza