Musée Rodin: passeggia, pensa, bacia

* photo gallery: Elena & Erika MW

PARIS “Tu sei un artista, io un pensatore. Tu dormi sul petto della madre, io veglio nel deserto.” A parlare è il Narciso di Hermann Hesse, ma a me piace immaginare che queste sian parole del Pensatore, seduto nei suoi giardini, spalle alla bella Tour Eiffel, guardando dall’alto il suo creatore, Auguste Rodin (1840 – 1917).

A.Rodin

Siamo nel parco del Musée Rodin, VII arrondissement, Les Invalides, Paris. Le ciel bleu sur nous (come canta La Môme Piaf), il giardino è in fiore e al di sopra delle rose vermiglie siede, riflessivo, il Pensatore. Noi ci fermiamo giusto sotto di lui, fingiamo non esista la cinquantenne russa che ne mima la posizione all’iPad del marito e ci lasciamo andare alla contemplazione.

Musée Rodin - Le Penseur

photo credits: Musée Rodin

Le Penseur (Il Pensatore) è l’opera che più ha contribuito a rendere famoso lo scultore parigino, il quale l’amava tanto d’averne voluto una versione sulla propria tomba a Meudon. Rodin e la sua opera prediletta, costata più di vent’anni di lavoro, sono l’espressione dell’unione di due mondi opposti, l’Arte intesa come creazione e la Filosofia come meditazione, vita pratica e quotidianità contrapposte a vita contemplativa e idealismo. Rodin era vita concreta, era vizio, era artigiano della Natura più che bravo scolaro. Persino nell’atto creativo, Rodin chiedeva ai propri modelli di muoversi nello studio mentre lui, con la creta, catturava d’istinto la realtà in abbozzi poi fusi nel bronzo o estratti da blocchi di marmo.

Allontanandoci dal Pensatore e tenendo a mente la concreta quotidianità del nostro scultore, prendiamo uno dei vialetti di terra battuta e ci perdiamo tra gli alberi alti e le statue di bronzo che di tanto in tanto troviamo sul nostro cammino, accompagnati dai raggi di sole che penetrano fra le foglie. Luci che si adagiano sui volumi della muscolatura del corpo umano, spigoli che creano ombre tra le membra, materia in movimento, ci rivelano quanto Rodin, grande amico di Monet, sia un “impressionista” della scultura, capace di racchiudere in uno stesso gesto sensazioni di umanità dannata e di eterea poesia.

Musée Rodin

photo credits: Musée Rodin

La nostra passeggiata prosegue nel giardino e dopo aver ammirato la dantesca e incompiuta “La Porte de l’Enfer” (La Porta dell’Inferno), entriamo nell’Hôtel Biron: una collezione di piccoli marmi, bronzi e bozzetti di gesso e di creta ci guida stanza dopo stanza. Siamo nella terra della sensualità erotica che Rodin riesce magistralmente a infondere di una poesia quasi sacra. É un contrasto che si ripropone di continuo: da una parte la Danae sorpresa in uno spasmo di piacere dalla visita di Zeus in forma di pioggia d’oro, dall’altra il “Fugit Amor” che, pur esprimendo la perdizione dell’uomo Rodin trascinato dalla sensualità femminile della discepola e amante Camille Claudel, ricorda le danze sacre ed eteree degli sposi di Chagall. Ancora sacro e profano si contrappongono nell’erotismo più esplicito del bacio di lui sotto i seni di lei ne “L’Idolo Eterno” affiancato alla quasi religiosa “Cattedrale” erta da due mani che si accarezzano appena, stuzzicandosi.


photos by Elena & Erika MW

L’acme della fusione dei due elementi è raggiunta ne “Le Baiser” (Il Bacio) – [anche questa scultura è ispirata all’Inferno di Dante e più precisamente alla storia di Paolo e Francesca narrata nel Canto V (secondo girone: lussuria) della Divina Commedia]. Due amanti, lei seduta leggera in braccio a lui gli cinge il collo con un braccio, lui le tocca la gamba e le loro labbra si fondono in un bacio che non è mero anelito come nell’Amore e Psiche del Canova, bensì è consumato. Qui, più che mai, la sensualità si intreccia alla poesia, andando a consacrare quell’amore (stra)ordinario, compromesso di carnalità e incanto, che forse Rodin stesso aveva trovato in Rose, immortalata nel busto della goethiana “Mignon”, conosciuta a 24 anni, sua compagna per tutta la vita e sposata poco prima di morire, o forse in Camille, giovane allieva complice in una travolgente passione. Ci convinciamo che tanta poesia debba essere nata da una delle due, o da entrambe, se è vero che “l’origine dell’arte è sempre l’amore. Il valore e la grandezza di ogni opera d’arte dipendono soprattutto dalla capacità di amare dell’artista” – (Recensioni dall’opera postuma, H. Hesse).


Qui altre foto di Elena & Erika MW (April 2013) + una canzone di Edith Piaf: “Hymne à l’amour”. Era vietato fotografare le grandi sculture in marmo… così vi mostriamo solo alcune in bronzo, collocate nel giardino, e altri capolavori di piccole dimensioni che si trovano invece all’interno dell’Hôtel Biron.



 
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Musée Rodin

Address: 79 rue de Varenne, 75007 Paris

Site: musee-rodin.fr

Facebook: Musée Rodin

Twitter: @MuseeRodinParis

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Michele Ci