“Distretto Parallelo” mappa arte e cultura a Prato!

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PRATO si è fatta conoscere nel mondo per il suo storico Distretto Industriale (in particolare Tessile: l’azienda più antica risale al 1859) che ha dato il meglio di sé nel secondo dopoguerra e che oggi, a causa di nuove dinamiche nell’organizzazione mondiale del commercio, fatica a resistere mentre vede crescere, nella stessa città, il cosiddetto Distretto Cinese, nato in seguito ad un’importante immigrazione straniera iniziata negli anni ’90. La crisi del tessile e poi quella finanziaria globale hanno imposto dei cambiamenti, i quali possono essere subiti oppure determinati. In greco, κρίσις significa anche scelta/decisione ed è questo il senso che alcuni giovani pratesi hanno saputo cogliere per reinventare la propria città. Qui vi presentiamo un nuovo e ambizioso progetto che ha la volontà di individuare ed evidenziare tutti gli “operatori culturali” – al momento solo privati – attivi sul territorio locale, con l’intento di unire le diverse energie per creare e sviluppare una rete che faccia emergere il Distretto Culturale di Prato.

DistrettoParalleloWarehouseIl progetto si chiama Distretto Parallelo” ed è un’altra bella idea partorita dall’Associazione Culturale Warehouse“L’obiettivo è quello di mappare tutti gli spazi che in questa città dedicano i loro sforzi alla cultura, all’arte e alle esposizioni. Prato è cosmopolita e da sempre sensibile alle espressioni artistiche contemporanee. L’intento è quello di unire e promuovere un distretto che si è saputo reinventare, puntando su arte e cultura come occasione di rilancio e svolta storica”.

Così, grazie alla passione e determinazione che distinguono la giovanissima Warehouse – (Associazione Culturale nata a Prato nel 2012 e con sede nel centro storico, in via S. Jacopo 9) – Prato inizierà a vantarsi del suo Distretto formato da “fabbriche di Cultura”, organizzazioni che insieme vogliono diventare una vera attrazione per il turismo e quindi una preziosa opportunità e concreta risorsa per la città.

La piattaforma web di “Distretto Parallelo” (online in versione beta dal 23 Ottobre 2013) è nata mappando 12 spazi attivi nel mondo dell’arte e della cultura pratese, segnalando nome, indirizzo civico e sito web di ciascuna organizzazione privata; il passo successivo sarà quello di diventare anche il contenitore di tutti gli eventi culturali pratesi promossi da enti privati come LatoFonderia Cultalrt o pubblici come il Museo di Palazzo Pretorio e il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci. “Distretto Parallelo” potrà quindi diventare un punto di riferimento davvero importante sia per il cittadino che per il turista e allo stesso tempo un forte stimolo per costruire una rete a livello locale che abbia l’obiettivo di promuovere la valorizzazione del patrimonio culturale in una logica di sviluppo del territorio.

Chi come noi crede che la Cultura sia una risorsa infinita e che l’industria culturale – se applicata in modo intelligente al territorio – possa produrre un turismo di qualità, non può che augurare a “Distretto Parallelo” una lunga e intensa avventura!

DistrettoParalleloMap

Site: www.warehouseprato.it/distretto-parallelo/ | Facebook: Distretto Parallelo

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* Un po’ di ENCICLOPEDIA:

Il Distretto Culturale è un sistema, territorialmente circoscritto, di relazioni che valorizzano le risorse culturali, sia materiali che immateriali, attraverso infrastrutture ed enti che erogano servizi insieme ad altri settori produttivi connessi. La forma del distretto deriva dal concetto che, in geografia economica, indica un’area ad alta intensità industriale. La prima definizione teorica risale all’inizio del ‘900, quando il famoso economista inglese Alfred Marshall chiamò “Distretto Industriale” una modalità di organizzazione su base locale di un sistema settorialmente integrato di piccole e medie imprese. Nell’ambito dei Distretti si viene a formare un’atmosfera significativa non tanto in termini economici quanto sul piano sociale, in relazione alla formazione della professionalità e dell’imprenditorialità, con la condivisione all’interno dell’area di consuetudini di lavoro, vita, linguaggio, etc.

Il Distretto Culturale, inteso come modello di sviluppo territoriale che ha la finalità di valorizzare i beni culturali in esso presenti, non si costituisce in maniera spontanea. Pur essendo i beni una dotazione già appartenente ad esso, l’implementazione di un Distretto Culturale è il risultato finale di un progetto e quindi necessita di un’autorità che definisca una strategia d’intervento per il territorio e che ne individui la forma più appropriata di gestione, in cui gli attori pubblici e privati cooperino per la realizzazione degli obiettivi. Questa interazione (indotta) fra le risorse culturali e ambientali e gli attori della filiera, crea un sistema che: 1) rende più efficiente ed efficace il processo di produzione di cultura; 2) ottimizza a livello locale i suoi impatti economici e sociali; 3) stimola una domanda turistica.

La Cultura ha un ruolo sempre più determinante nei processi di sviluppo economico post-industriale. Il Distretto Culturale ha quindi un ruolo centrale nell’economia locale in cui prende vita, grazie ad un continuo scambio di saperi tra diversi settori e attività. Nell’analisi del concetto più preciso di Distretto Turistico, particolare rilevanza è attribuita, infatti, al capitale culturale di uno specifico luogo, ovvero alla cultura locale. La creazione dei beni è legata ad una precisa comunità e identità del luogo. La costituzione di un Distretto implica la presenza di un solido sistema culturale locale come base da cui avviare quei processi di valorizzazione per promuovere da un lato, lo sviluppo del sistema economico dell’area e dall’altro, il miglioramento della vivibilità complessiva del territorio.

– fonti: Enciclopedia online Treccani e Wikipedia.

Elena Mazzoni Wagner