Ti ha lasciato? Roba da Museo (delle Relazioni Finite)

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Chiara Piotto

ZAGREB Era amore. O almeno così credevi. Poi il lavoro, la distanza, la suocera, il vicino di casa brasiliano, si sono messi di mezzo. Quindi è finita, tra mascara waterproof e macchine rigate; il partner se n’è andato lasciando dietro di sé scie di oggetti, totem che ora sono schierati ad attirare polvere sulle mensole e a occupare metri cubi in cantina.


A questi resti di relazioni andate (a) male, i croati Olinka Vištica e Dražen Grubišić hanno voluto dare un senso, decidendo di fare dei simboli delle storie finite un’esposizione artistica itinerante che percorresse il mondo. La loro filosofia era di permettere a chiunque volesse di contribuire donando un proprio oggetto accompagnato da qualche riga della propria storia; l’intento era di superare il trauma della separazione tramite la creazione artistica: “Whatever the motivation for donating personal belongings – be it sheer exhibitionism, therapeutic relief, or simple curiosity – people embraced the idea of exhibiting their love legacy as a sort of a ritual, a solemn ceremony. Our societies oblige us with our marriages, funerals, and even graduation farewells, but deny us any formal recognition of the demise of a relationship, despite its strong emotional effect”.

L’idea ha funzionato e l’esposizione è diventata un museo a tutti gli effetti, il Museum Of Broken Relationships a Zagabria, in Croazia. In piena Città Alta, a due passi dalla funicolare e dal Parlamento, questo piccolo spazio espositivo di cinque sale più shop e bar passa inosservato persino nella lista “musei” dalla pagina italiana wikipedia dedicata alla città. Eppure è una meta da non perdere, un vero museo di terza generazione dal sapore genuino dell’originalità, un po’ come quello dei Leprecauni di Dublino.

Il percorso è diviso in stanze tematiche, da quelle mirate a rievocare un certo eros a quelle che rischiano di accendere altamente il vostro pathos. Troverete ogni sorta di feticcio, dai più comuni orsetti di peluche ad orologi, chiavi, biciclette.

Tra i pezzi di eccellenza un abito da sposa, un intero album di matrimonio – lui due giorni dopo è scappato con la testimone – e un’ascia tedesca. Perché un’ascia? Non vi resta che leggerlo sul posto.


Ogni oggetto ha a fianco la sua etichetta in croato e in inglese che motiva la sua presenza; tra le più belle – nella sezione “rabbia e furia” – spicca quella di “uno stupido fresbee” regalato dall’ex-fidanzato in occasione del secondo anniversario; il foglietto termina: “Mio caro, dovessi mai avere la ridicola idea di entrare in un’istituzione culturale come un museo per la prima volta nella tua vita, ti ricorderai di me. Almeno fatti una bella risata (l’unica cosa che tu possa fare da solo)”. Discretamente piccante, se si aggiunge che il fresbee viene proprio da Zagabria.


I pezzi esposti provengono però da tutto il mondo: sono tanti i turisti che si fermano e lasciano qualcosa, o che semplicemente comprano la matita a due punte con tratteggiata al centro la scritta “rompere in caso di rabbia”. Aver comprato casa non ha ucciso tuttavia la vena girovaga del museo, che continua a toccare nuove tappe internazionali riaprendo ogni volta una nuova “colletta locale” per trovare nuovi pezzi da esporre. – (La prossima sarà all’Oude Kerke nel centro di Amsterdam, dal 16 novembre a marzo 2014, e c’è tempo fino al 30 settembre 2013 per donare il proprio oggetto: basta compilare un format online su questa pagina: http://brokenships.com/en/join/amsterdam_donations.) – Il contributo è anonimo, ma meglio non spedire l’arma del delitto.

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