Il cibo pacifista

Giulia Dedionigi

La cucina tradizionale in America? Dieci europei su dieci risponderebbero, ridendo: il fast food. Qui lo sanno, e forse per questo, hanno imparato a prendere in prestito i cibi altrui e a renderli veloci, low cost, ma soprattutto cool. Succede a Pittsburgh, in Pennsylvania. Questa volta, però, i lungimiranti proprietari hanno aggiunto agli ingredienti un pizzico di cultura pop e politically-corrett. Si chiama Conflict Kitchen. Da un bancone coloratissimo e addobbato con bandiere che si vedono di rado da queste parti, si servono solo piatti di paesi con cui l’America è in conflitto. Un menù spiega il perché e intanto consiglia pietanze come Bolani Pazi o Kubideh. C’è stato l’Iran, ora è il momento dell’Afghanistan. Poi, tra quattro mesi, la facciata del negozio cambierà ancora colori e si potrà assaggiare Corea del Nord e Venezuala. Con 5 dollari ancora non mi sono chiari alcuni punti: l’exit strategy, Guantanamo, lo scandalo di Abu Ghraib. Ma ho assaggiato il cibo che vuol metter pace e mi è piaciuto.


More info: http://www.conflictkitchen.org/


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