Vacanze Romane

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Marta Mangiucca

– Anna (Audrey Hepburn): E a mezzanotte me ne tornerò, simile a Cenerentola, là da dove sono evasa.
– Joe (Gregory Peck): E sarà la fine di una bella favola.

ROMA, 1953. Nelle strade e piazze della Città Eterna, si gira “Vacanze Romane“. Grazie a questo film: Audrey Hepburn vince il premio Oscar come migliore attrice protagonista e si trasforma in un’eterna icona di stile ed eleganza; la casa di Joe – interpretato da Gregory Peck – (in via Margutta 51) è sempre un luogo da visitare; e la Vespa (il mezzo di trasporto su cui i due protagonisti viaggiano per la capitale) diventa lo scooter più noto e desiderato al mondo.

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Il film – diretto dall’americano William Wyler – è uno dei più bei ritratti di Roma che qui, spogliandosi del velo neorealista che tanto la aveva caratterizzata negli ultimi anni, riscopre la sua dimensione ironica e giocosa attraverso gli occhi di una giovane principessa in incognito.

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La principessa Anna, interpretata dalla Hepburn, è in visita nelle grandi capitali europee per un viaggio diplomatico. A Roma, in seguito ad un ricevimento di gala, la ragazza ha un crollo nervoso perché si sente schiava di una vita che non ha scelto, fatta di obblighi e regole. Anna riesce ad uscire di nascosto dal palazzo intraprendendo così, sotto pseudonimo, un’avventura che durerà 24 ore.

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Durante la sua “vacanza” dalla vita da reale, Anna vivrà come una qualunque giovane in viaggio in un paese straniero, gustando appieno ogni momento con sorpresa ed entusiasmo. Queste esperienze, prima fra tutti il legame che stringe con Joe Bradley (interpretato da Gregory Peck), aiuteranno la giovane Anna a capire chi è e ad acquisire fiducia in se stessa. Alla fine del film, Anna non è più una ragazzina emotiva, ma una vera e propria principessa, carismatica e conscia dei suoi doveri.

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Il film è assolutamente attuale, è una storia d’amore paragonabile al più recente Notting Hill (1999), dove l’umorismo della storia e la finezza dei dialoghi ci fanno vivere le più semplici emozioni del viaggio.

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Nota 1: Gregory Peck racconta che, dopo ogni scena, il regista William Wyler ascoltava le reazioni della gente. Se sentiva dire – “un’altra, giratela un’altra volta” – lo faceva, se sentiva commenti come – “buona, questa è buona” – si fidava del pubblico e teneva la scena.

Nota 2: Il film fu interamente girato a Roma e negli studi di Cinecittà. I luoghi delle riprese sono:

Buone vacanze romane!

Marta Mangiucca