Catania, la città dei due fiumi (anche se uno quasi non si vede…)

Mercato Pesce
Chiara Panerai

* Catania: dal siculo Katane, significa “grattugia” con riferimento al tipico terreno lavico su cui sorge la città, tutto irto di picchi particolarmente ruvidi e taglienti.


CATANIA Distrutta e ricostruita nove volte per terremoti, eruzioni vulcaniche e avvenimenti bellici, Catania è risorta dalle sue ceneri sempre più prosperosa di prima. La sua storia è incredibile e piena di folklore, arricchita molto da leggende legate alle varie dominazioni e ai disastri dovuti alle eruzioni etnee nonché intrise di religione, e la si può respirare passeggiando per le vie del centro storico.

Catania è la città dei due fiumi, il Simeto e l’Amenano; quest’ultimo scorre sotterraneo e lo si può intravedere dalla fontana in Piazza Duomo che lo lascia uscire per pochissimi metri. La città è devota a Sant’Agata, la santa protettrice che si può ritrovare passeggiando per il mercato del pesce o lungo Via Etnea, la via principale del centro catanese (durante febbraio si ha la revocazione nel giorno del suo martirio e del miracolo che la ebbe come protagonista: la città è in subbuglio e la processione della statua tocca tutti i luoghi della sua vita, dall’infanzia, all’incarcerazione fino al martirio). Oppure, proseguendo per la stessa via, in piazza San Francesco d’Assisi troviamo il Teatro Greco-Romano, a testimonianza delle colonizzazioni del passato. Vediamo invece il barocco siciliano passando per Via Crociferi, famosa per la quantità delle (belle) chiese presenti. E poi Catania è città di artisti: il compositore Vincenzo Bellini e Giovanni Verga, tra i più famosi, a cui sono dedicati edifici e monumenti, sono nati catanesi. Città d’arte e cultura: l’Università di Catania è una delle più antiche del Sud Italia e tutt’oggi vanta un numero consistente di studenti che si trasferiscono da ogni parte dell’Italia meridionale.

Se decidete di passarci un fine settimana, il consiglio che vi propongo è quello di raggiungerla in aereo (io ho scelto Volotea come compagnia); una volta arrivati all’Aeroporto Fontanarossa potete prendere un taxi per il centro città oppure un bus e scendere a Villa Pacini (vicino Piazza Duomo) oppure in Piazza Giovanni XXIII (Piazza Stazione; zona un po’ degradata e non molto sicura in alcuni orari).

Duomo
Duomo

Iniziate la vostra visita da Piazza Duomo, con la celebre statua dell’elefante, simbolo della città. Visitate il Duomo (attenzione: durante le celebrazioni sarà vietato entrare) e l’adiacente Chiesa di Sant’Agata alla Badia, nonché (la mattina) il mercato (pesce e alimentari) se non siete di stomaco debole.

Mercato Pesce
Mercato del Pesce

Proseguite sulla Via Etnea (fermandovi prima da Prestipino per una granita al gelso): qua incontrerete la storica sede dell’Università di Catania, l’Ateneo più antico di Sicilia, un edificio stupendo con una corte in cui ripararsi dall’eventuale calura. Salendo ancora, incontrerete il teatro greco-romano da una parte e il mercato (abbigliamento) dall’altra. Date un occhio agli eleganti palazzi che si affacciano su questa via.

Università di Catania 1

Università di Catania
Università di Catania

Se siete affamati, la mia esperienza vi porta a consigliarvi un qualsiasi locale di Via Plebiscito (anche se si dice che la zona non sia del tutto sicura) e assaggiare la carne di cavallo. Sarete satolli e soddisfatti spendendo una cifra irrisoria. Tornando sulla Via Etnea, nei pressi dello stabile de La Rinascente, potete dedicarvi allo shopping sia di abbigliamento che design di interni.

Se siete stanchi e volete tornare nei pressi di Piazza Duomo (la sera è teatro di servizi fotografici per matrimoni!), allora prendete da Via Etnea la Metro: ebbene sì, Catania è una delle poche città italiane che possiedono un sistema metropolitano. É presente solo una linea con 5 fermate ma la particolarità è che il vagone passa sopra il mare ed il paesaggio è mozzafiato (altro che le più note GIALLA ROSSA VERDE E VIOLA o la A e B). La sera, gustatevi un buon pesce vicino Piazza Federico di Svevia (ci sono molti locali) oppure un piatto o una pizza in Via Filomena (dove io ho provato la Polpetteria mentre un’altra CCTzen ha gustato un’ottima cena da FUD).

Via Crociferi 1

Via Crociferi
Via Crociferi

Il giorno successivo potrete visitare la bellissima Via Crociferi con tutte le sue chiese, proseguendo fino all’Università e poi raggiungendo la Chiesa di San Nicolò l’Arena in Piazza Dante, un edificio imponente mai finito di costruire. Credo sia la chiesa più bella che io abbia mai visto e la storia vuole che l’interruzione alla costruzione sia stata imposta dal Vaticano in quanto avrebbe superato per grandezza San Pietro in Roma. All’interno, vicino all’altare, troverete una meridiana imposta in maniera obliqua rispetto alla croce della pianta. La caratteristica fondamentale di San Nicolò è la luminosità che pervade l’edificio al suo interno, aumentata dal bianco delle pareti che la riflettono. Nessuna mia foto è in grado di rappresentare non solo la bellezza ma anche le dimensioni e lo spazio percepito che si ha entrando.

Chiesa S. Nicolò 1

Chiesa S. Nicolò 2

Chiesa S. Nicolò - lampadario
Chiesa di San Nicolò l’Arena

Poi vi consiglio di prendere un mezzo pubblico (ci vuole circa una mezz’ora) per arrivare ad Acitrezza, paese dei Malavoglia, dove non solo c’è la casa del Nespolo, ma un mare fantastico dal quale spuntano i faraglioni dei Ciclopi, scagliati contro Odisseo secondo un poema epico a noi ben noto. Stagione permettendo, un tuffo in acqua è d’obbligo, così come un pranzo o una cena a base di pesce nei vari ristoranti affacciati sulla passeggiata e sul porticciolo delle barchette dei pescatori. Per pochi euro, potrete farvi portare nell’isola Lachea, a qualche centinaio di metri dalla costa, e fare qua un bagno, anche di sole.

Acitrezza 1

Acitrezza 2

Acitrezza
Acitrezza

Se non siete troppo stanchi la sera, andate a prendere una birra all’Ostello al numero 6 di Piazza Curro ed entrate al suo interno: scendendo le scale, potrete ammirare l’Amenano che scorre e sopra di voi una colata lavica immensa, a ricordo di una delle vecchie Catania.

Taormina 1

Taormina 2

Taormina
Taormina

Da Catania, potrete raggiungere tramite bus (ci sono due compagnie che partono da Piazza Stazione) dei veri gioielli siciliani, come Taormina o Siracusa, che vi consiglio entrambe, oppure fare una gita sul vulcano Etna.

Etna
Catania e l’Etna

In poche parole riassumerei così la mia visita a questa città: accoglienza, fascino e buon cibo. Credo sia un mix abbastanza letale per invogliare qualsiasi italiano ad abbandonare il volo per la Spagna o Mykonos e scoprire una regione ed una città purtroppo più famée per altre vicende.

Chiara Panerai