A come Amore, B come… Bologna. San Valentino sotto le Due Torri, 100 anni fa.

Bologna e l'amore (foto di Alfredo Cioni)

Giulia Lazzerini | Associazione Succede solo a Bologna

“Bologna e l’amore…” – foto di Alfredo Cioni per Succede solo a Bologna

BOLOGNA Conosciuto come il giorno degli innamorati, il 14 febbraio ricorda San Valentino martire. Secondo la leggenda, il giovane centurione romano Sabino s’innamorò di una bellissima ragazza di nome Serapia ma, per via del diverso credo religioso, le famiglie non acconsentirono alle nozze. Intervenne però il Santo che li unì in matrimonio, divenendo così il patrono degli innamorati. La festa fu comunque istituita da Papa Gelasio I un paio di secoli dopo la morte di Valentino (nel 496 d.C.) e pare che l’usanza di scambiarsi messaggi e doni tra innamorati risalga all’alto medioevo. Ma guardiamo la Storia più recente… Sfogliando il Resto del Carlino datato 14 febbraio 1913, esattamente un secolo fa, scopriamo che anche allora a Bologna esistevano gli innamorati e che, in mancanza di smartphone e social network, era proprio attraverso le pagine del quotidiano che si mandavano messaggi. La sintesi era d’obbligo, visto il costo di 15 centesimi a parola: “11 gennaio. Ancora appello tua cortesia non potendo rinunziare parlarti, ancor tu volessi fosse ultima volta… nella vita! sarò costì prestissimo. 6 sera” scriveva un anonimo amante disperato, mentre chi non aveva ancora trovato l’amore lo cercava così: “Ingegnere ventottenne 6.000 annue sposerebbe signorina buona preferibilmente romagnola. Scrivere A. B.”

Il Regio Osservatorio di Bologna informava che “il clima è mite, primaverile caratterizzato dai classici acquazzoni” mentre l’Osservatorio di San Luca riferiva che era stata avvertita “una forte scossa di terremoto seguita poi da uno sciame sismico che perdurò fino a sera, di origine appenninica”. Al fenomeno venivano comunque dedicate poche righe (la Scala Mercalli esisteva da una decina di anni circa mentre la Richter non era ancora stata inventata). Allora come oggi, il problema delle buche nelle strade occupava l’amministrazione comunale, la quale si era impegnata nel rinnovo della pavimentazione stradale in via Indipendenza, Carbonesi, Barberie, Piazza Nettuno, via Rizzoli e Farini per sostituire “l’obsoleto lastricato granitico con un più moderno asfalto compresso”. All’Università di Bologna si parlava con grande interesse dell’utilità e delle funzioni sociali delle Borse nell’equilibrio dei mercati e di come certe manovre avessero “affossato l’istituto della Borsa nel baratro della speculazione”. Infine, i consigli per gli acquisti. Non esistevano ancora le pillole blu ma grande spazio era dedicato alla “pomata Girof che guarisce l’impotenza”, definita prodotto per “uomini deboli e signore sole” che per il loro fascino potevano affidarsi alla “tintura egiziana istantanea che ridona il primitivo e naturale colore ai capelli e alla barba istantaneamente. Scatola piccola £2,5 grande £4”.

A quei tempi San Valentino passava senza fare troppo scalpore, di soppiatto. Forse i sentimenti non avevano poi così bisogno di essere ricordati con dei segni a forma di cuoricino sul calendario.

P.S. Nel caso questo articolo vi avesse provocato un po’ di malessere (specie se siete single), niente paura. Il Resto del Carlino del 1913 vi consiglia Pillole Pink: “fortificano lo stomaco, danno digestioni perfette e fanno sparire le emicranie”…!

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