MIAMI viene spesso raccontata come un eccesso: troppo luminosa, troppo veloce, troppo performativa. Eppure questa narrazione dice più del modo in cui la città viene consumata che di come viene realmente vissuta. Sotto le sue immagini accuratamente costruite, Miami funziona come un organismo urbano complesso, plasmato dalle migrazioni, dal clima e da una continua reinvenzione. Avvicinarsi a Miami in modo critico significa resistere alla tentazione di ridurla a spettacolo. Significa leggerla non come uno sfondo per il tempo libero ma come uno spazio abitato, in cui le pratiche quotidiane definiscono silenziosamente il carattere della città.

NEW YORK La Statua della Libertà. Times Square. L’Empire State Building. Il Ponte di Brooklyn. I taxi gialli. Oggi tutti fotografano i “classici” e condividono con tutto il mondo le loro foto sui social media. Quindi, cosa accade quando tutti i giorni, per tutto il giorno e da più angolazioni, questi luoghi simbolo vengono fotografati da tutti? Se mettessimo insieme quelle immagini, foto e video, potremmo vedere l’intera storia di un luogo. “Typologies of New York City” è un video di 57 secondi realizzato proprio in questo modo, utilizzando 1.272 foto della città trovate su Instagram, selezionate e combinate in un’animazione coerente dal creativo Sam Morrison (@SamTheCobra sui social media).

NEW YORK Uno sguardo alla potente connessione tra un paio di tavoli da ping pong all’aperto, nel cuore di New York City, e l’improbabile gruppo di persone che questi hanno riunito, da senzatetto a banchieri d’investimenti a membri di qualche gang. Pioggia o sole, loro saranno lì. A “i tavoli” (The Tables). Un bellissimo documentario di 15 minuti firmato da Jon Bunning, filmmaker e art director di base a Brooklyn, NY. Guarda qui il cortometraggio!