
Borgo Museo | Sculture 1976 – 2004
La vita
Nado Canuti è conosciuto come artista e come partigiano. Nasce a Bettolle, in provincia di Siena il 6 agosto 1929. La sua forte personalità e la sua decisione lo portano quando ha solo quattordici anni ad aderire alla Resistenza. Lui insieme a degli amici ha il compito di raccogliere armi da consegnare alla Resistenza e talvolta di disinnescare delle mine tedesche. Capita che, maneggiando uno degli ordigni recuperati, questo gli esplode in mano e causandogli la traumatica amputazione della mano sinistra e di alcune dita della destra. Arrestato poi dai nazifascisti, viene sottoposto a stringenti interrogatori ma non si lascia sfuggire alcuna informazione che possa essere utile ai nemici. Quando viene rilasciato per la sua età e le sue condizioni non si arrende e prosegue la lotta. Nel 1950 inizia l’attività di pittore e in seguito affronta da autodidatta la scultura. Interessandosi anche alla grafica e all’oreficeria. Si afferma come scultore non solo in Italia ma anche all’estero.
La poetica
Canuti compie il tentativo di esprimere nella sua arte quell’insieme di sentimenti, idee, impulsi che formano la sua realtà interiore. Nado dà materia, volume e spazio a dei fatti che non ne hanno se non in senso simbolico, compie il trapasso da un’entità spirituale ad un’entità materiale. Il suo linguaggio plastico si definisce in una stilizzazione di ascendenza espressionista che si evolve negli anni in una sintesi più astratta. I soggetti preferiti possono essere definiti come forme assemblate per incastri, scomponibili e mutabili in una meccanica germinante di magica stilizzazione. Nelle sue prime opere egli riesce ad esprimere perfettamente l’estrema solitudine che vive mentre col passare del tempo sperimenta anche i temi dell’amore e della coppia per poi passare a sviluppare il tema dell’unità tra l’uomo e il cosmo. I personaggi son spesso figure astratte o vagamente antropomorfe nelle quali Nado cerca la “forma assoluta”, quindi compiuta e perfetta. Data la sua poliedrica creatività, troviamo alcune sue opere che raccontano delle storie e addirittura ammaliano, ha infatti la capacità di esprimere chiaramente delle forti sensazioni tramite la sua arte.
L’opera a Castagno
L’opera di Nado Canuti presente nella piazzetta centrale del borgo è Orizzontale. Infatti, la scultura rappresenta una persona sdraiata con la testa protesa verso l’alto. Come molte sue opere, anche questa è stilizzata, possiamo infatti riconoscere che si tratta di una figura umana solo dalla testa. Nel resto del corpo si possono solo riconoscere le posizioni delle gambe, del busto e delle braccia. Le membra magre e deboli sembrano quasi essere strette in una morsa e il personaggio si mostra teso come nel tentativo di liberarsi, lo dimostrano i muscoli del collo che sembrano sforzati e l’espressione del viso. Questa sua apparente incapacità di movimento provoca una sensazione d’impotenza e di dolore. Nonostante le forme stilizzate e le linee nette che formano l’immagine del corpo, esso sembra quasi muoversi con molta fatica e lentezza e con la bocca ancora aperta. Sembra infatti immortalato e fissato nel tempo in un momento di completo sforzo e tensione.