Luglio – Luciano Guarnieri

Borgo Museo | Affreschi 1975


La vita

Luciano Guarnieri è un pittore fiorentino, nato a Firenze nel 1930. Molto giovane entra nello studio del maestro Pietro Annigoni, del quale diventa allievo prediletto. A farlo diventare famoso in Toscana e in tutto il mondo è una cartella di disegni del 1954 dedicata alla ricostruzione del ponte Santa Trinita. Gli anni del dopoguerra indirizzano l’artista verso una visione del suo lavoro come una professione nobile, imparentata con il mondo degli artigiani. È un uomo generoso, amante della sua città e molto sensibile ai richiami dell’Umanesimo. Durante la sua vita, e in tempi di pace, Luciano viaggia molto per la sua carriera e produzione artistica: Stati Uniti, Praga, Irlanda, Messico, Cina… Ovunque cattura immagini personali della realtà e incontri speciali: negli USA ritrae le attrici di Hollywood, conosce John e Jacqueline Kennedy o gli astronauti della NASA a Cape Canaveral, ad esempio. Ma Guarnieri è anche un’artista civile, canta con forza la vita degli umili in tutto il mondo. È convinto che le ragioni dell’esistenza umana conducano alla speranza, risorsa che nessuna violenza può veramente mai opprimere. Muore nella sua città natale a 79 anni, nel 2009.

La Poetica

Amante del disegno e dell’affresco, Luciano Guarnieri si afferma subito come artista figurativo capace di espressività e incisività nella rappresentazione per via dell’ottimo segno che gli permette sin dai quindici anni di tracciare su carta appunti di edifici, piazze e paesaggi che può osservare dalla finestra alta del suo studio a Firenze. Con il maestro Annigoni, impara ad usare la luce in modo esemplare e presto matura una predisposizione naturale alla tecnica del fresco. Luciano Guarnieri è pittore emotivo e gli eventi tragici che colpiscono Firenze lo rendono un osservatore e testimone critico: dipinse l’alluvione del 4 novembre 1966 lavorando tra le macerie e poi fissò la strage di mafia in via dei Georgofili del 1993 in 46 disegni e acquerelli conservati in una sala dell’Accademia delle Belle Arti. Il suo continuo girovagare lo ha portato a conoscere realtà molto diverse e forti sensazioni che ha sempre tradotto in pittura: eventi storici come lo sbarco americano sulla Luna nel 1969 ma anche storie di popoli come la terra di Israele che gli rivela il gusto di vivere o intimi momenti indimenticabili come i cieli irlandesi osservati nel loro lento mutare. I suoi lavori sono oggi conservati al Gabinetto dei disegni e delle stampe degli Uffizi e all’Archivio Vieusseux, sempre a Firenze, ma anche alla Ford Foundation di New York e in altri musei e chiese della Toscana e di tutto il mondo.

L’opera a Castagno

Su invito di Tommaso Paloscia, nel 1975 Luciano Guarnieri realizza l’affresco Luglio, una rappresentazione che pone al centro una persona: un ritratto a mezzo busto di sua moglie e musa Dolores Angleton (conosciuta negli Stati Uniti) immersa nell’atmosfera di una tranquilla giornata estiva. Lo sguardo rilassato e indifferente mira gli occhi di chi la osserva. La donna indossa un cappello di paglia, uno scialle azzurro e come orecchini delle ciliegie, frutti con cui a quel tempo le ragazze si divertivano a giocare immaginando fossero dei gioielli. Un simbolo della stagione. Guarnieri è l’unico artista del ciclo d’affreschi dei dodici mesi che si firma per esteso, a differenza degli altri undici pittori che invece si firmano con cognome e nome puntato. Guarnieri è anche l’autore dell’affresco presente all’interno della Chiesetta del paese: nel 1982 ritrae il Santo a cui è dedicata la chiesa, nonché patrono di Castagno (festeggiato ogni prima domenica d’ottobre con la tradizionale Tortellata alla castagnola), un San Francesco giovinetto, dal volto quasi femminile, immerso in un paesaggio naturale che fa da sfondo sull’intera parete posta a fronte dell’altare, sopra la porta dell’ingresso. Senza dubbio, il volto è sempre quello della moglie, spesso sua modella e riferimento per tutte le figure umane che doveva dipingere (come ricordano gli amici di famiglia).

San Francesco, patrono di Castagno, nell’affresco realizzato da Luciano Guarnieri nel 1982, all’interno della Chiesa del paese.

Di Luciano Guarnieri, a Castagno si trova anche un terzo affresco, La passione presso Casa Paloscia.