
Borgo Museo | Sculture 1976 – 2004
La vita
Guido Bucci nasce a Viareggio nel 1926; si diploma all’Istituto Superiore d’Arte e inizia ad insegnare discipline pittoriche nella “Libera Scuola di Pittura e Scultura”, scuola da lui fondata e che ha sempre diretto. Oltre alla disciplina di insegnante Bucci si ricorda ,sia per le numerose mostre personali esposte nella zona della Versilia ma, anche per l’importanza che aveva al livello sociale nell’Italia dell’epoca essendo stato un importante manifestatore nazionale e internazionale. Egli è un’artista con una carriera ricca di importanti riconoscimenti che iniziano nel 1951 quando, non appena ventiseienne, viene individuato e seguito nella sua attività da un pubblicista solerte e bravo, Marucci, che scrive per lui un articolo, nel maggior quotidiano toscano, intitolato “Giovani pittori nostri: Guido Bucci”. A pochi mesi di distanza Bucci si presenta con 26 opere ad una mostra personale alla Galleria “Fratini” di Viareggio, presentata da Elpidio Jenco. Guido si spenge il 21 Novembre 2017.
La poetica
Bucci artista nasce intorno alla seconda metà del Novecento come sculture, anche se tende a prediligere il colore, perché più ricco, fruibile ed immediato. Le sue pitture sono contraddistinte da un uso quasi monocromatico del colore: un giallo che diviene ocra, che s’incupisce nel bruciato, che si addolcisce nell’arancio, che sfuma in una luce dorata e, appena toccato qua e là, da un tenue azzurrino o da un incerto verde, impregna tutte le tele. Ed è proprio grazie all’uso dei suoi colori che Guido riesce a riprodurre un delicato messaggio di malinconia. Nelle sue produzioni non mancano piccole sculture per lo più di nudi femminili e pezzi in ceramica. L’attività di Bucci si snoda lungo questi decenni all’insegna di una chiara coerenza e continuità di stile e di intenti. Essenzialmente due sembrano essere i punti focali attorno a cui si sviluppa il suo lavoro: le marine e i nudi di donna, ai quali si affiancano le nature morte, subito riconoscibili come frutto della stessa mano. Le sue figure hanno la poetica della semplicità, dove certe accentuazioni e deformazioni finiscono per apparirci normali, come se la realtà fosse quella rappresentata dallo scultore e non viceversa.
L’opera a Castagno
L’opera presente a Castagno di Guido Bucci è Nudo al sole (la cui testa è purtroppo andata perduta), una delle sue tante sculture femminili. Questa piccola figura di donna, che si affaccia da una nicchia nel muro, è seduta nuda in una posa spontanea. Le braccia sono appoggiate mollemente alle gambe; un umano realismo emerge dalle forme non idealizzate. Eppure le donne di Bucci sono vere e proprie Veneri originatesi dalla spuma candida del mare e gettate crudelmente dalle onde sul mondo terreno; qui anche loro hanno acquistato dei difetti, delle imperfezioni, insomma sono diventate profondamente umane. Questi sono i soggetti prediletti dall’artista.