La mia Montagna Pistoiese, la mia Val Sestaione

Pian degli Ontani - Val Sestaione - Pistoia - 07

Destinazione Pistoia > Storie raccontate dai partecipanti al Corso IFTS – PRODEST 2018/2019 (PROgettazione, definizione e promozione di piani di DEstinazione e Sviluppo Turistici).


PISTOIA è anche Montagna e qui voglio raccontarvi del paese in cui abito, che di curiosità ne ha a bizzeffe! E di bellezze altrettante. In gran parte, conosciute solo dai paesani e quindi è un po’ come se vi svelassi dei segreti… beh, se siete curiosi, seguitemi!

Val Sestaione

Incastonata tra le più note località della Montagna Pistoiese, quelle di Abetone Cutigliano, sull’Appennino Tosco-Emiliano, la Valle del Sestaione è percorsa dall’omonimo torrente e padroneggia per il suo paesaggio fiabesco con infiniti corsi d’acqua, antiche faggete e selve incontaminate. Dalla foce di Capolino e del rinomato Lago Nero nasce questa valle di origine glaciale: la natura e le varie attività sportive che si possono fare attraggono molti turisti che – oltre alle escursioni e feste organizzate dalle associazioni locali – qui trovano il buon vivere, la condivisione e il tempo scandito secondo le stagioni. Qui, lontani dalla frenesia della routine cittadina, si trova il tempo che, per sempre più persone, è sempre più un vero lusso.

Pian degli Ontani - Val Sestaione - Pistoia - 07

Pian degli Ontani (e Pian di Novello)

I due paesi Pian degli Ontani e Pian di Novello sono i due centri abitati della Valle (in totale, 550 abitanti). Simbolo della vallata è sicuramente la Torre del Fattucchio, monolite di arenaria che sovrasta questa terra ricca di antiche storie e tesori nascosti. Su tutto il territorio ci sono invece metati, canicci e molini per la produzione e lavorazione delle castagne, risorsa fondamentale e alimento base per la popolazione montana fino a metà del ‘900.

Le fotografie (di seguito la Gallery) ritraggono il paese più antico, Pian degli Ontani – (Pian di Novello, come suggerisce il nome, è nato più recentemente) – la frazione più grande sia della Val Sestaione che del comune di Abetone Cutigliano. 

Qui, nel borgo storico che ha il suo cuore in Piazza dell’Acerone, dove si trova la Chiesa dei SS Maria e Cirillo, fino ai primi anni ’80 vi erano le più importanti attività commerciali, il macellaio, il fornaio, i bar (nel solo paese ci sono stati sette bar fino agli anni ’90: immaginate quanti litri di vino sono stati bevuti e quante partite a carte giocate!). E poi c’erano gli artigiani, il sarto, il calzolaio, il falegname e persino chi era capace di togliere il malocchio (figura ancora molto presente nei piccoli paesini della montagna pistoiese)!

Pian degli Ontani - Val Sestaione - Pistoia - 15

Alcune Curiosità

  • Assolutamente da segnalare, il percorso in memoria di Beatrice Bugelli – la “Poetessa Pastora” di Pian degli Ontani, improvvisatrice di rime nonostante fosse analfabeta – che qui visse nel primo ‘800 e che è stata decantata da illustri letterati come Niccolò Tommaseo; di recente, anche dalla contemporanea Gianna Nannini.
  • Simbolo di una delle tante manifestazioni organizzate dalla Pro Loco è la stella cometa che il 24 Dicembre e il 5 Gennaio di ogni anno scende dal Balzo dell’Aquila attraversando il torrente Sestaione fino alla Piazza della Chiesa con spettacolo pirotecnico.
  • Sparse su tutto il territorio si trovano chiesette ed edicole sacre intitolate a svariati Santi (come Madonna di Montenero, Madonna della Riccia, Sant’Antonio, etc.).
  • Altrettante sono le piccole perle regalate invece dalla Natura che qua e là si riescono a scorgere ricordando aneddoti e storie più o meno vere, oppure miti e leggende: le fiabesche anse e cascate del Sestaione; la Buca delle Fate con il “magico” antro fra le due rocce dove si mantiene una temperatura costante durante tutto l’anno; la Buca della Neve dove invece rimaneva perenne di anno in anno la neve; il Balzo dell’Aquila con il crinale a forma di testa del rapace; il Cappel d’Orlando dove si narra che il condottiero Orlando avesse perso il Cappello; e via dicendo… 
  • Di queste storie ne fanno testimonianza anche le piccole abitudini del luogo e i nomi dati alle vie o frazioni in omaggio ai racconti locali o alla conformazione del territorio; ad esempio: Il Prato, La Motta, Il Piano, Pian della Quercia, via del Fattucchio, via del Popolo, Via Beatrice, etc.
  • E poi ci sono i soprannomi dati invece agli abitanti: sì, la maggior parte dei paesani qui ha un soprannome e spesso capita che se un forestiero chiama una persona col suo nome proprio quella nemmeno si gira né risponde perché non abituata a sentirsi chiamare così; tanti rimangono poi sbalorditi nel scoprire le ragioni, la fantasia e simpatia di questi epiteti, sicuramente unici e indelebilmente legati al personaggio o alla famiglia (spesso vengono tramandati da padre in figlio).

E poi… e poi… e poi… ci sarebbe ancora tanto altro da raccontare ma io concludo qui, con un invito aperto a tutti: venite a trovarci, a vedere coi vostri occhi, a vivere la nostra Valle incantata!

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