La Città del Jazz: New Orleans

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Michele Moricci

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NEW ORLEANS Da molto tempo sognavo di visitare il profondo sud dell’America. Desideravo scoprire New Orleans perché la sua storia ricca di misteri voodoo, ritmica melodia Jazz e melting-pot culturale mi aveva sempre affascinato. Così partiamo da Chicago su un aereo diretto in Louisiana.

Atterriamo al Louis Armstrong Airport a tarda sera. Dal vetro di uno shuttle-bus osserviamo le insegne che illuminano Canal St, la spaziosa arteria principale. Appena fatto check-in al Lamothe Hotel, una residenza d’epoca datata 1839 situata a pochi passi dal Fabourg Marigny, crolliamo dalla stanchezza e tratteniamo la curiosità fino al giorno seguente. 

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La mattina dopo ci affacciamo alla finestra e nella piccola corte dell’hotel c’è una splendida piscina e piante rigogliose incorniciate dai tipici terrazzini in ferro battuto. Ma il French Quarter ci attende là fuori, così ci precipitiamo in strada. Le shotgun houses in legno sono ombreggiate dagli alberi secolari e il sole riscalda l’asfalto mentre il silenzio pervade il quartiere che, dopo la baldoria notturna in Bourbon St., si risveglia lentamente.

In cerca di un posto dove fare colazione, ci addentriamo nel French Market, il vecchio bazaar commerciale di New Orleans dove si trovano chincaglierie e cibo in un’atmosfera locale e rilassante. La specialità cajun del posto? Alligatore. Rabbrividiamo al sol pensiero e proseguiamo. L’odore di alcol misto all’asfalto bagnato rendono l’atmosfera un po’ torbida ma i colori accessi, l’entusiasmo degli abitanti e l’architettura retrò conferiscono al French Quarter una coinvolgente eleganza d’altri tempi.

Arriviamo a Jackson Square dove troneggiano la St. Louis Cathedral datata 1794 e accanto alla quale si ergono il Cabildo e il Presbytère, due edifici risalenti allo stesso periodo. Nei dintorni si accalcano turisti, cartomanti, perdigiorno e musicisti di strada che improvvisano musica Jazz. All’interno del Cabildo è ospitata una mostra che illustra la complessa storia della città durante la dominazione francese e spagnola, fino a quando fu venduta agli Stati Uniti nel 1803.


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Poco più in là, attraversata la strada e le rotaie della tramvia, arriviamo alle rive del Mississippi dove l’acqua ondeggia placidamente riscaldata dal sole. Intanto ci perdiamo tra le stradine di Julia St. e le sue gallerie d’arte, attraversiamo il quartiere finanziario e ci rilassiamo tra la vivida vegetazione di Lafayette Sq. Nonostante il passaggio di Kathrina, New Orleans non si è persa d’animo e la città sembra essere in continua evoluzione. Scoccano le 13.30 e così pranziamo con una rinfrescante Strawberry Salad e ci dissetiamo con un bicchiere di Coca Cola al Bistrò di Antoine’s.

Nel pomeriggio viaggiamo sulla tramvia più antica degli Stati Uniti, la St. Charles, con direzione Garden District. Scesi alla nostra fermata ci troviamo negli eleganti sobborghi della città dove numerose case coloniali dall’aspetto incantato si affacciano sulla strada. Costeggiamo il famosissimo ristorante di cucina creola Commander’s Palace e il LaFayette Cemetery, uno dei celebri cimiteri che se pur chiuso, dal cancello, permette la vista di un’inquietante distesa di lapidi. Arrivati in Magazine Street ci perdiamo tra i negozi di abbigliamento, arredamento e oggettistica.

Prima che sia troppo tardi, torniamo sulla riva del Mississippi per vedere il tramonto. Sul battello a vapore suonano musica Jazz mentre riscaldano i motori per fare un giro nel fiume. La sera ceniamo in Magazine St. da Coquette, un ristorante elegante che serve un mix culinario delizioso. Prima di andare a letto smaltiamo la cena attraversando Bourbon Street, affollata di locali e turisti.

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Il giorno seguente visitiamo il Louis Armostrong Park che non dista troppo dal nostro Hotel e poi proseguiamo in direzione del Cemetery N°1, famoso per essere il più magico dei cimiteri della città e ormai dimora della Regina Voodoo Marie Laveau. Se pur un po’ distante ci spingiamo fino al City Park, uno dei più grandi del paese. Il Parco si estende per 4km, ha una flora lussureggiante e nelle sue vicinanze scorre il Bayou St. John. Gli alberi secolari e maestosi fanno ombra a pescatori e visitatori in un’atmosfera di totale relax. Magazine Street ci colpisce per la sua atmosfera contemporanea con un tocco vintage e quindi per cena scegliamo un altro dei suoi ristoranti, ordiniamo Hamburger e patatine da District.

Il cielo sfuma nei colori freddi della sera per far spazio alle stelle. Noi ci godiamo le ultime ore in città passeggiando tra le viuzze del quartiere francese, in un’atmosfera unica che sembra essersi fermata nel tempo. Le lanterne si accendono all’entrata delle case e sui terrazzi, le pale dei ventilatori si muovono con la forza del vento e la scrosciante acqua che imbeve le piante rigogliose si riversa sulla strada, mentre New Orleans si prepara ad una nuova notte di divertimento, alcol e musica.

Noi ci lasciamo cullare dal sottofondo delle strade vicine e la mattina siamo pronti per ripartire. Ultima tappa del nostro viaggio in U.S.A.: Los Angeles, California.

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Michele Moricci