“Io Sono Li”, perla delicata in un territorio ostile

Io Sono Li - film

CHIOGGIA (Venezia). Shun Li lavora in un’osteria in attesa della notizia ossia la comunicazione, da parte dei capi, del saldo del suo debito nonché della conseguente possibilità di far arrivare suo figlio in Italia.

Qui incontra Bepi, immigrato slavo di vecchia data, che tenta di avvicinarsi al suo mondo fatto di silenzi, ostinazione e duro lavoro.

Bepi, a fine giornata, allevia la fatica e strappa il sorriso di Li.
Bepi, a fine giornata, allevia la fatica e strappa il sorriso di Li.

Il tema centrale del film di Andrea Segre è l’immigrazione. I due protagonisti sono entrambi immigrati ma hanno altri tratti in comune, come la provenienza da un paese che ha vissuto la dittatura, quella di Tito per Bepi e quella di Mao per Li, e l’interesse per la poesia.

Questi punti di contatto permettono a Bepi di entrare in un rapporto di confidenza con Li che accetta di buon grado il suo aiuto. L’iniziale amicizia si evolve con delicatezza fino al coinvolgimento ma l’amore sarà soltanto sfiorato poiché costretto in un territorio ostile composto da due realtà, quella italiana e quella cinese, che guardano e si guardano con diffidenza.

L’ambientazione a Chioggia risulta dunque simbolica e azzeccata poiché la città veneta, con le maree che la tormentano, rappresenta la difficoltà dei due protagonisti a muoversi verso una meta comune, nonché quella degli abitanti, ad incontrarsi e interagire.

L'alta marea che ciclicamente tormenta gli abitanti di Chioggia.
L’alta marea che ciclicamente tormenta gli abitanti di Chioggia.

Utilizzando dunque il territorio in maniera funzionale alla sua idea, Andrea Segre compone un’opera che esplora il tema dell’immigrazione con delicatezza, addentrandosi con giusta prudenza all’interno di un argomento così complesso.

* Per approfondire, il sito web ufficiale: Io Sono Li (2011)

Enrico Lido