La Grande Milano, la Milano Segreta

Naviglio Piccolo o della Martesana, quartiere Gorla, Milano
Milano Segreta
Naviglio Piccolo o della Martesana, quartiere Gorla, Milano

Alla scoperta della Milano che non ti aspetti con Angelo Mazzone, fondatore di “Milano Segreta”


“Sì, Milano è proprio bella, amico mio, e credimi che qualche volta c’è proprio bisogno di una tenace volontà per resistere alle sue seduzioni, e restare al lavoro.” – dalla lettera di Giovanni Verga a Luigi Capuana, 5 aprile 1873

MILANO è senza dubbio la città più controversa dello Stivale. Agli estimatori che sono arrivati a definirla “la Parigi lombarda”, “la Londra italiana” o “la città più europea della Penisola” si contrappongono da sempre i mille detrattori che la tacciano d’essere “città senza storia”, “due piazze in centro e niente più”, la grigia patria dei “cicianebia” e chi più ne ha, più ne metta. Una nota canzone diceva che “Tutt el mond a l’è paes, a semm d’accòrd, ma Milan, l’è on gran Milan”. Però, fino a poco tempo fa, a questa affermazione i non milanesi rispondevano con un sorriso di compassione perché, va ammesso, negli ultimi decenni il capoluogo lombardo aveva perso un poco del suo charme.

Su una cosa siamo tutti d’accordo: la città della Madonnina, nella sua storia recente, difficilmente è stata associata all’idea di bella città. É stato piuttosto un luogo dell’anima, una città più difficile da amare rispetto alle bellissime concorrenti Firenze, Roma, Napoli, etc. Ma la sua bellezza nascosta, segreta, una volta trovata, si rivela ancora più travolgente di quella ostentata dalle nostre oramai ultraconosciute città d’arte.

É forse questo il motivo dell’enorme successo di “Milano Segreta”, una pagina Facebook ed ora anche sito web che raccoglie scorci, passeggiate, piccoli dettagli del capoluogo meneghino che spesso passano inosservati, oltre che ai non autoctoni, pure agli stessi milanesi. Ed è stato infatti un ragazzo della provincia di Bari, Angelo Mazzone, ad aver cominciato a far riscoprire a meneghini e non le meraviglie più segrete della città che egli stesso ha scelto come casa dopo varie peregrinazioni ed esperienze tra Napoli, Roma, Pesaro e Miami.

Saliamo quindi a Milano per chiedere direttamente a lui di raccontarci la città e la sua “Milano Segreta”


– Ciao Angelo! Allora, innanzitutto presentati in tre luoghi, due cibi ed una canzone.

Tre luoghi: direi assolutamente Villa Reale in Palestro a Milano, Ocean Drive a South Beach, e Piazza del Plebiscito a Napoli. Una cotoletta alla milanese ed una tartara di salmone. Una canzone che amo e che racchiude tutta la mia vita è invece “Rebel Heart” di Madonna.

– Raccontaci “Milano Segreta”…

Milano Segreta è un contenitore che racchiude tutto, ma proprio tutto, su Milano. Dai luoghi sconosciuti e nemmeno riportati sulle più comuni guide turistiche, alle news, ai posti più noti, alle bellezze, e recensioni… Tutto ciò che ti viene in mente su una città attiva e poliedrica come Milano c’è o, per lo meno, provo a fare in modo che sia così.

– Perché hai voluto creare questo blog personale? Ci racconti il momento in cui tutto è cominciato?

Tutto è cominciato quando un mio amico (torinese) ha iniziato a prendermi in giro con le solite frasi fatte e i soliti luoghi comuni su Milano. Mi sono rimboccato le maniche e ho creato la pagina per puro “sfottò”, volevo semplicemente cogliere le provocazioni del mio amico. Da lì in poi il tam tam delle condivisioni e like è stato un attimo, fino ad arrivare a così tanti followers su Facebook.

– Qual è il messaggio che vuoi trasmettere?

Voglio che Milano splenda! Senza un motivo ben apparente, è l’unica città italiana che gli italiani stessi si divertono a denigrare ed etichettare come “brutta e povera di storia”, cosa assolutamente non vera: la città è ricchissima di luoghi storici da visitare e soprattutto di storia in senso lato. Ho perso il conto di quante volte Leonardo da Vinci si sarà rivoltato nella tomba al solo sentire “a Milano non c’è niente”, e lo stesso altri personaggi come Stendhal, Byron e tanti altri nomi illustri che hanno sempre osannato la bellezza di Milano. Viviamo nella città che nel 1400 era tra le corti più sfarzose, belle e ricche non solo d’Italia ma d’Europa. Oltre ad esser stata la capitale dell’Impero Romano d’Occidente. Eppure tutt’oggi mi sanguinano le orecchie a sentire certe frasi, soprattutto da chi qui ci vive e non conosce affatto la città, se non giusto l’anello centrale attorno al Duomo. Quindi cerco di aprire gli occhi a queste persone e dimostrare che la Bellezza qui, se non la cerchi, non ti sarà mai mostrata! Non è come le altre città dove la bellezza è a portata di mano… Una volta una simpaticissima guida turistica mi ha detto che le altre città italiane “sono delle puttane”, si mostrano a tutti. Milano invece è come una signora, è discreta, non ama mostrarsi e vantarsi. Ama farsi cercare. Unica in questo.”

Cortile (aperto) di Casa Valerio in via Borgonuovo 24, Brera, Milano
Cortile (aperto) di Casa Valerio in via Borgonuovo 24, Brera, Milano

– Cos’hai in mente per il futuro di “Milano Segreta”?

Spero sempre più in molte collaborazioni, è importante che Milano si prenda la sua rivincita, come già sta accadendo negli ultimi anni, grazie al Cielo. E se attraverso la mia pagina posso dare il mio contributo a far scoprire le bellezze di questa città, ne sono davvero felice. La pagina è nata per questo! Inoltre sono stato contattato da una famosissima casa automobilistica (non posso fare il nome per ora) per collaborare ad un evento durante il Salone del Mobile, e ne sono fiero… Anche altre aziende hanno chiesto a Milano Segreta diverse collaborazioni che avverranno più avanti. Ma sono progetti che scoprirete pian piano con il tempo.

– Come scopri i luoghi di cui ci parli?

Amo girare. Appena sono libero salgo sulla mia bicicletta e pedalo. Mi informo attraverso opuscoli, associazioni, internet, uffici turistici. La ricerca è molto importante per Milano Segreta. E così, di conseguenza, ho la possibilità di recensire, visitare e fotografare i luoghi.

– Qual è l’angolino che ti ha dato più soddisfazione scovare?

Il giardino di Villa Reale in via Palestro. Come dico sempre, è il mio luogo incantato preferito: un vero gioiello nel pieno traffico metropolitano. Lo adoro perché chissà quanti ci passano davanti e non lo vedono, esattamente come per anni è successo a me. Poi invece attraversi quel vialetto dal cancello e ti si apre davanti un grande meraviglioso giardino che sembra uscito dalle fiabe!

Giardini di Villa Reale in via Palestro, Milano
Giardini di Villa Reale in via Palestro, Milano
Villa Reale (o Villa Belgiojoso Bonaparte o Villa Comunale) in via Palestro, Milano
Villa Reale (o Villa Belgiojoso Bonaparte o Villa Comunale) in via Palestro, Milano

– Calvino ha detto che “d’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda”. A quale tua domanda ha risposto Milano?

Mi sono sempre chiesto se una passione potesse davvero mai diventare un lavoro. Direi che Milano mi ha dato una risposta concisa.

– Milano è passata in poco tempo da “Ci sono solo due cosine in centro, poi la moda e il calcio… non vale la pena visitarla” a “É una città meravigliosa, la Londra italiana”. A cosa credi sia dovuto questo nuovo “Rinascimento” lombardo?

Per la mia percezione tutto è dipeso da Expo 2015. Che possa esser piaciuto o meno (ed io personalmente l’ho amato alla follia perché mi ha permesso di conoscere così tanta gente diversa da me e di imparare molto su altre culture…), Expo ha comunque messo Milano sotto i riflettori del mondo intero! Tutto il mondo ci ha osservato, tutte le aziende che ancora mancavano hanno investito qui, molto più che a Roma che è la capitale. Credo quindi sia dovuto a questo. Se non ci fossero stati i riflettori di Expo, non ci sarebbe stato nessun Rinascimento. Per questo non mi stancherò mai di dire quanto sia stato importante per Milano e per l’Italia in generale.

Ora vediamo di sfruttare un po’ la tua conoscenza del capoluogo lombardo da una prospettiva alternativa, da “CCTzen“… vale a dire non del classico turista ma del viaggiatore curioso.


– Salgo dalla Toscana ad intervistarti. Mi fermo a Milano 6 ore: dove mi porti?

A vedere il Cenacolo di da Vinci in primis. Abbiamo qui il dipinto più famoso e controverso della storia dell’umanità! Nemmeno molti tra gli stessi milanesi ci sono mai stati, e quasi lo conoscono più i russi, giapponesi o americani: paradossale. E poi ti farei fare un bel giro al Cimitero Monumentale, al terzo posto fra i cimiteri più belli al mondo, un vero grande museo a cielo aperto che ci invidiano tutti. Se ci avanzasse del tempo ti porterei anche a vedere la “Cappella Sistina” di Milano, ovvero San Maurizio al Monastero Maggiore, rimarresti a bocca aperta.

Cimitero Monumentale di Milano in un giorno di pioggia
Cimitero Monumentale di Milano in un giorno di pioggia – foto di Marco Ragaini | www.pochestorie.it

– Tre cose da assaggiare a Milano:

Non puoi venire qui e non mangiare la cotoletta alla milanese autentica che – attenzione! – non è il petto di pollo impanato come tendono a farlo nel resto d’Italia. La vera cotoletta alla milanese è fatta con carne di vitello con l’osso ed impanata all’esterno, chiamata da noi milanesi “orecchia d’elefante”. Poi il risotto allo zafferano e l’ossobuco.

– Tre luoghi segreti da visitare:

San Maurizio, la Casa degli Atellani e la Strada della Ghirlanda nelle segrete del Castello Sforzesco.

– Il miglior posto da cui guardare il tramonto a Milano:

Dove se non dalle guglie del Duomo?

– Infine, una domanda per diventare CCTzen: cos’è CCT per te?

Credo sia fondamentalmente un luogo di speranza. Spesso chi guarda un luogo con gli occhi da innamorato dà la forza e il coraggio ad altri di ricredersi su una posizione presa e riesce a convincerli a lasciarsi rapire dalla Bellezza.


Milano Segreta – info & tours: Web | Facebook

Michele Ci