Favole in città: Luca Chieregato, cantastorie di strada

Chiedo scusa alla favola antica,
se non mi piace l’avara formica.
Io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende, regala.
Gianni Rodari

MILANO Si sa, è una città stressante, qui si è sempre di corsa e spesso di cattivo umore. Ma tornare bambini è facile, anche solo per cinque minuti: basta una storia raccontata per strada a farti ritrovare il sorriso e la positività.

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Se girando per Milano, o in qualche altra città del Nord, dovesse capitarvi di veder seduto in una piazza Luca Chieregato – autore e cantastorie (ma anche regista e attore di teatro) – fermatevi per qualche minuto e accomodatevi davanti a lui: seguite la sua voce perché vi porterà lontano con la fantasia, un momento fuori dalla frenesia quotidiana, via in una bolla di poesia.


Ho deciso di raccontare tutto il fascino di quest’artista di strada un po’ alla sua maniera, la maniera dei menestrelli e dei cantastorie. Ed ecco qui.

Questa è la storia di un bel cantastorie
che per la strada narra memorie,
memorie e storie, fiabe e filastrocche,
alcune serie, altre allegre, altre sciocche.

Il nord dell’Italia è la sua scena,
ogni strada, angolino o piazza un po’ piena.
“Ciao, una storia ti vuoi far raccontare?”
è la porta d’ingresso per farti sognare.

Valigia aperta, due sedie, un gilet,
ti accomodi e sei già alla corte di un re.
Dalla Terra alla Luna, andata e ritorno,
e in un tratto d’infanzia s’è tinto il tuo giorno.

Poesie ed emozioni, pensieri e canzoni,
poi nuvole allegre, animali, aquiloni,
un viaggio col sole e tante parole
in cinque minuti ti cambian d’umore.

Luca è il suo nome, argentato ha il capello,
bianco il sorriso, lo sguardo monello.
“Siediti qui, fatti portare
lo stress e gli impegni a dimenticare.

Dal plumbeo padano, dal caos di Milano,
siediti qui e fuggi lontano.
E a tutto questo triste grigiore,
aggiungi una storia, un po’ di colore”.

Son poche parole che posson cambiare
il corso di un giorno da dimenticare:
il mutuo, il lavoro, l’auto o la moglie,
litigi e pensieri, lui via! te li toglie!

“Di che storia hai bisogno?”
“Di speranza, di un sogno,
di sedermi un momento
e d’andar via contento”.

E quando t’alzi, poi, non disperare,
altre fiabe, altre storie ti puoi riascoltare:
una o più “scatofavole” pòrtati via,
e regala a qualcuno un po’ di magia!




Per sapere dove trovare lui e le sue storie, potete seguirlo su Facebook o sul suo sito web.

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Michele Ci