Via Dante, una strada verso l’Expo che non si vede

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Claudia Lepori | photos: Simone Tofani

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MILANO Via Dante è la strada che si dirama da Piazza del Duomo verso il Castello Sforzesco. Qui, da tempo, le bandiere di tutti i paesi del mondo annunciano il prossimo EXPO 2015 (l’Esposizione Universale che l’Italia ospiterà dal 1° Maggio al 31 Ottobre). Qui, da molto più tempo, c’è un’altra “expo” che accomuna un po’ tutti i corsi principali delle grandi città, quella inconsapevolmente organizzata, ogni giorno, dagli artisti di strada. Così tra i veloci passanti, spuntano fiori e animali intagliati in barbabietole e carote. Ritratti su tele che se ne andranno via, valigette di matite e gessi. Mani ruvide e precise. Musicisti e ballerini che si mescolano a camerieri indaffarati e donne sui tacchi. Occhi distratti, coperti da occhiali da sole, anche quando il sole non c’è. Intanto Elia, con la sua chitarra, canta ciò che vede. Uno sguardo sulla strada rielaborato in rime. Un paio di accordi accompagnati da parole, come fotografie istantanee; racconta il mondo che gli passa davanti, in modo semplice e divertente. E, poco più avanti, ti accorgi che un uomo è disteso per terra, su qualche pezzo di cartone, tra una vetrina e l’altra, mentre il cartello di fronte al suo giaciglio dice “ho fame”. Quell’immagine silenziosa strida ai piedi di una delle bandiere che annuncia il grande evento in arrivo, proprio sull’alimentazione e nutrizione. Eppure il gesto lento di chi ha solo le proprie mani o la propria voce per guadagnarsi l’essenziale, fa un po’ invidia. A chi corre, senza vedere ciò che lo circonda, Elia canta “la mia vita è una discesa, la vostra sarà sempre e comunque una salita…” Viene da chiedersi verso cosa.


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Simone Tofani