Waxman Brothers: dalle boutique nel quartiere africano di Paris al savoir-faire della sartoria italiana

PARIS Ecco cosa può accadere quando diverse culture si incontrano. I fratelli “Waxman” si sono lasciati ispirare dai colori del quartiere africano che caratterizza parte del 18° Arrondissement e dai suoni della musica Afrofuturista. La loro prima collezione di camicie made in Italy – ma con tessuti wax – è solo l’inizio di un viaggio che guarda lontano e che ci siamo fatti raccontare da Valerio e Nicolò.

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Waxman Brothers” nasce nel 2013 a Parigi, da due amici Italiani. Chi siete e cosa fate?

Waxman Brothers è un progetto artistico che si esprime attraverso la moda, il design e la musica. Ispirato dalla vivacità multiculturale e artistica che si respira in una metropoli europea come Parigi, e in particolare dal suo legame storico con l’Africa.

Io (Valerio) e Nicolò ci siamo conosciuti ai tempi dell’università e laureti in Comunicazione & Marketing; poi le nostre strade si sono separate: io ho iniziato a lavorare nella pubblicità, prima a Roma, dove ho avuto la possibilità di entrare in contatto con l’ambiente musicale più alternativo della capitale, poi a Parigi, dove vivo tutt’ora; Nicolò si è spostato molto e dopo varie esperienze all’estero, ha iniziato a lavorare dall’Italia come Account Manager per una società newyorkese. Le nostre strade si sono riunite a Parigi, nel 2013. In quei sei mesi in cui abbiamo vissuto insieme nella capitale francese, abbiamo avuto il tempo di condividere passioni ed esperienze fino a decidere di creare Waxman Brothers.

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Se ho capito bene, selezionate african wax print fabrics (tessuti africani stampati a cera) nelle boutique del quartiere africano di Parigi o tramite amici in Dakar. E poi li inviate in Italia – insieme alle vostre idee, grafiche e disegni – per produrre piccole collezioni di camicie, con pezzi unici. Com’è nata questa idea che lega la moda africana allo stile italiano?

Il quartiere africano di Parigi, dove vivo da alcuni anni, pullula ad ogni angolo di piccole boutique che vendono tessuti wax, che sono diventati rapidamente la nostra fonte d’ispirazione. Allo stesso tempo abbiamo interpretato il crescente movimento musicale (e culturale) dell’Afrofuturismo che si sta diffondendo in Europa, con dj e producer della scena Beat come Clap! Clap!, Débruit, Mo Kolours, per fare alcuni nomi.

Il wax è diventato così il nostro simbolo, quello di Waxman Brothers, ma non solo. É diventato anche il nostro mezzo per raccontare le storie, i suoni e le espressioni creative che ci sono dietro quei colori. Chiamiamo questo la “wax connection”, una rete di persone che creano in più ambiti: a breve, ad esempio, presenteremo la nostra linea di arredamento realizzata insieme ad un designer italiano che reinterpreta poltrone, divani, cuscini, puff, etc… con tessuti wax.

Condividiamo le nostre idee e fonti d’ispirazione attraverso Tumblr e SoundCloud: se siete curiosi, potete seguire tutta la storia che c’é dietro i nostri prodotti.


Una caratteristica fondamentale del wax è che si tratta di un prodotto artigianale: tessuto 100% cotone, disegnato a mano attraverso l’applicazione alternata di colore e cera. Crediamo nell’artigianalità e in questo senso abbiamo deciso di raccontare – oltre alla storia della collezione – anche il nostro background culturale, il savoir-faire della sartoria italiana. Le nostre camicie sono infatti realizzate a mano, in una storica camiceria nata negli anni ’40  e con sede in un piccolo paese in provincia di Padova.


Di fatto, ognuna delle nostre camicie è un pezzo unico ma con un’identità multiculturale. Ed è un messaggio che ci piace molto: le Waxman Brothers Shirts sono nate in Francia, create in Italia, ispirate dall’Africa.


Raccontateci un po’ il quartiere africano di Parigi, che ha ispirato il vostro progetto.

Il quartiere africano é quella metà del 18° Arrondissement che si trova a est della collina di Montmartre, a nord di Parigi. É una delle aree più vivaci, allo stesso tempo tipica e originale, borghese e popolare. Le zone della Goutte d’Or, Chateau Rouge, Marcadet Poissonniers e Marx Dormoy sono le più africane. Quando cammini per le strade di questo quartiere – tra negozi di tessuti africani, mercati (il più noto: Le Marché de Barbès in Boulevard de la Chapelle) di frutti tropicali e odori di spezie… – sembra di non essere più in Europa!


E le vostre collezioni, come nascono?

Per il momento ci stiamo concentrando su una linea di camicie per uomo e unisex, ma siamo già a lavoro su diverse novità: camicie per donna, felpe, shorts, e altro… Io e Nicolò condividiamo lo stesso gusto per un certo stile, ragioniamo insieme sulle fantasie da usare e sulla vestibilità dei nostri capi. Ad ispirarci sono sicuramente le nostre esperienze quotidiane e passate, quello che abbiamo visto nei nostri viaggi e nelle città in cui ci siamo fermati per un po’… Il nostro sogno è che un giorno Waxman Brothers diventi d’ispirazione per gli altri e di estendere il più possibile la wax connection!

Una curiosità. Abbiamo visto anche Jovanotti indossare le vostre camicie! Possibile?

Sì! Lorenzo Jovanotti è da sempre un grande amante delle musiche e un attento osservatore degli stili contemporanei. É attraverso questi elementi che ci accomunano che siamo entrati in contatto con lui, cosa che ci ha resi immensamente felici! Per ricambiare il suo interesse, disponibilità e gentilezza, abbiamo realizzato per lui una linea e consegnata a New York proprio durante la registrazione del suo nuovo disco!


E noi, dove possiamo trovare le Waxman Brothers Shirts?

Per il momento, si possono trovare in tre negozi in Italia – Store 333 a Parma, Unity White a Reggio Emilia, e Undici a Modena – ma presto saranno disponibili anche online sul nostro web store: waxmanbrothers.com. Work in progress!

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Site: waxmanbrothers.com | Facebook: Waxman Brothers | Instagram: @waxman_brothers

Elena Mazzoni Wagner