Quel volto scolpito sulla facciata di Palazzo Vecchio

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Demetra Fanetti | Guida Turistica abilitata e specializzata su Siena e Firenze

FIRENZE Se vi trovate in Piazza della Signoria, vi invito a guardar meglio ogni palazzo e in particolare la facciata di quel bellissimo edificio merlato e turrito detto Palazzo Vecchio o Palazzo del Comune. Ancora non lo avete visto? Beh, lui vi ha sicuramente già scrutati. Del resto lo fa un po’ con tutti, dai più attoniti davanti a tanta bellezza ai più frettolosi, il cui intento è arrivare primi alla Galleria degli Uffizi.

Dai, ve lo dirò io! Guardate lì, su una delle pietre che costituiscono il bugnato della facciata, dietro la statua di Ercole e Caco (di Baccio Bandinelli), alla destra dell’ingresso del Palazzo e ad un passo da Via della Ninna e i vicini Uffizi: c’è il volto di un uomo scolpito a basso rilievo.

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Voci di piazza dicono che a scolpire quel profilo fosse stato proprio il celebre Michelangelo Buonarroti; e si racconta che, per una scommessa del genio, lo abbia inciso di schiena alla parete, quindi senza osservare l’opera in corso.

Dell’uomo ritratto non abbiamo informazioni certe esistono diverse leggende. Chi era? E perché l’artista lo ritrasse proprio lì? Tra le varie storie che si narrano, ecco qui una delle più divertenti:

Sembra che Michelangelo si trovasse a passare per caso in Piazza della Signoria quando notò quell’uomo insopportabile e antipatico sotto la Loggia dei Lanzi; il malcapitato, che probabilmente aveva alcuni debiti con l’artista, era stato condannato alla gogna e si trovava in quella scomoda posizione, con la testa e le mani poste dentro dei fori ed imprigionate da due solide travi di legno, posto sotto la Loggia dove era usanza far scontare quella pena, sopportando le ingiurie e le angherie del popolino, prima dell’esecuzione. Michelangelo si avvicino alle guardie e chiese per quanto tempo quest’uomo dovesse restare in quella posizione; alla risposta, l’artista esclamò: “Per troppo poco tempo! Abbisogna che li fiorentini si ricordino più a lungo di costui!”.

Resta comunque il mistero, da secoli marcato su uno dei palazzi più importanti di Firenze. 

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Conoscete un’altra versione della leggenda? Raccontatecela commentando questo post!

Demetra Fanetti