Reportage di viaggio: i disegni di Guy Delisle

Guy Delisle Gerusalemme

Guglielmo Fava

Dare a Guy Delisle del fumettaro è riduttivo e leggermente offensivo. Il signor Delisle è uno scrittore, punto. Che lo faccia tracciando disegni con la matita e non premendo tasti al computer è del tutto indifferente. E non venite a dire che le graphic novels appartengono a un genere minore o sono paraletteratura. Opere d’arte come Persepolis, Maus o LMVDM La Mia Vita Disegnata Male non hanno nulla da invidiare alle saghe russe o al tanto celebrato David Foster Wallace.

Guy Delisle è un disegnatore canadese, nato agli inizi del 1966, che per lavoro o amore ha vissuto in alcuni degli stati meno accessibili del mondo e ha raccontato le sue esperienze nei suoi reportage a fumetti. La sua prima opera, Shenzen, parla della sua esperienza di lavoro nella metropoli cinese, una delle più inquinate città al mondo. Il suo tratto scuro la rende cupa e soffocante come l’impiego che ha accettato, insegnare animazione agli animatori di uno studio cinese.

Il suo secondo viaggio lo porta a Pyongyang, capitale della Corea del Nord, in cui la dittatura asfissiante regola costumi e inquadra le menti degli abitanti. Il personaggio di Delisle cammina per strade desolate, alloggia in alberghi in e incontra personaggi capaci di affermare e negare lo stesso pensiero il giorno dopo. La dittatura è impalpabile nello stato dove 1984 di Orwell è un’opera sovversivo.

Senza dubbio le sue opere migliori sono le ultime due. In Cronache Birmane troviamo Guy in viaggio insieme a Nadège e al figlio Luis. Il disegnatore segue la compagna Nadège, dottore di Medici Senza Frontiere, nella claustrofobica nazione del Myanmar, prima della leggera apertura delle frontiere. Mentre Nadège intraprende le missioni di soccorso che la portano lontano da casa, Delisle bighellona per le strade di Yangon spingendo il piccolo Luis sul passeggino. Più volte prova a incrociare o anche solo ad avvicinare l’attivista Aung San Suu Kyi, ma tutti i tentativi risultano inefficaci.

Per lo stesso motivo, la famiglia Delisle nel 2008 si trasferisce a Gerusalemme. Il 2008 è l’anno dell’Operazione Piombo Fuso, uno dei punti più caldi del conflitto. Non è l’Israele da cartolina quello sulle sue pagine, ma una quotidianità fatta dal canto del muezzin, dalle peculiarità dello shabbat e dall’alto muro presidiato dai cecchini. Un mondo molto lontano dal nostro di cui Delisle ci mostra le contraddizioni con la neutralità di un incuriosito occidentale. Cronache di Gerusalemme ha vinto il Festival International de la Bande Dessinée d’Angoulême.

Guy Delisle Gerusalemme

La qualità maggiore di Delisle è il tratto. Semplice e autentico tanto da rendere perfettamente atmosfere e paesaggi. Per chi quei luoghi li ha vissuti riconoscerà senza indugio i suk affollati di Gerusalemme o le palafitte sui campi verdi dell’Asia. Semplicità anche di fronte ai temi forti come la guerra, la malattia o la povertà, trattati sempre con il rispetto di un forestiero ma allo stesso tempo spiegati da una voce che si sorprende insieme al lettore.

Insomma, Guy Delisle è una lettura obbligata per tutti i viaggiatori. Ma anche per i curiosi, gli avventurieri, i corsari. Astenersi turisti.

Ah, e potete seguirlo sul blog: guydelisle.com.

Guglielmo Fava