Tierra Santa: la prima “Aureoladysneyland” al Mondo (per gli amanti del trash)

Roberto Becattini

BUENOS AIRES È difficile spiegare a chi ha una conoscenza vanziniana di Buenos Aires – (a proposito, meno male che il funesto cinepanettone “acà” non è stato mai ambientato) – che cosa ci faccia un plastico Vespiano a grandezza naturale di Gerusalemme ai tempi di Gesù, sia pure nella città di Papa Francesco. Situato a poche decine di metri dall’aeroporto Jorge Newbery, destinato esclusivamente ai voli interni, il parco tematico Tierra Santa è una baracconata come non ne vedevo da tempo. 

Produzione interamente nazionale, inaugurato nel 1997 e ampliato con la sponsorizzazione tra gli altri di Carrefour, è il primo parco tematico religioso al Mondo ad essere stato costruito. Non è l’unico, ne esiste un altro, l’Holy Land Experience a Orlando (USA), mentre è in dirittura di arrivo un’Arca di Noè in Kentucky.

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Tra le statue, tutte in vetroresina, di angeli con i dreads (!!!), cammelli, asini, pecore in quantità, anche a sproposito (ogni tappa della Via Crucis è intervallata da ovini dallo sguardo ovino) si aggira il personale: tutti quelli che lavorano a Tierra Santa indossano costumi cinematografici talmente poco credibili che nemmeno anacronizzano i walkie-talkie, le scope, i cellulari, i megafoni e quant’altro di odierno viene impugnato.

Dentro alcuni piccoli auditorium è possibile assistere ogni 15-20 minuti a spettacoli con rozzi animatronics, effetti luce e sonori, fumi da concerto dei Pooh, commentati da voci narranti enfatiche come nei trailer hollywoodiani, i cui nomi lasciano pochissimo spazio alla fantasia: Il Presepe, L’Ultima Cena, La Creazione (notevole il lato B di Eva).

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Per il resto si ripercorre la Vita di Gesù con semplici scritte riassuntive e i soliti manichini a raffigurarne gli episodi più popolari.

Non potevano mancare poi il mercatino, che vende prodotti tipici ebraici (gli Alfajores…), il ristorante con cucina armena (?), una copia desolante del Muro del Pianto, dove si possono comunque infilare i bigliettini con le preghiere a Dio come nell’originale. Una statua di un pastore mi ricorda decisamente i Fuccons di Mtv. A passarci la notte da soli questo posto deve fare molta paura.

Abbastanza spettacolare invece è la salita al Golgota. Vista da lontano la scena di Gesù e i due ladroni in croce sembra anche realistica.

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Ma il piatto forte sicuramente è la Resurrezione: ogni mezz’ora, una riproduzione colorata della statua del Pan di Zucchero emerge da una botolona, lentamente sale, occhieggia a destra e a manca, per poi ridiscendere e scomparire nella cantina da dove è venuta. Il cuore posto al centro del petto è forse alimentato da una batteria al Palladio?

A condire il pomeriggio ci sono spettacoli di marionette che cercano di far conoscere ai più piccini figure come San Francesco, casine dove si può familiarizzare con l’immagine di Madre Teresa, Giovanni Paolo II, perfino Martin Luther King e Gandhi (l’unica figura di fatto laica).

Chiude la visita un balletto arabo femminile che ricorda le migliori coreografie di Non è la Rai. Concludendo, “Aureoladysneyland” è un posto per famiglie con bambini tra i 2 e gli 8 anni e per i maggiorenni amanti del trash di tutte le età.

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Per chi volesse approfondire: www.tierrasanta-bsas.com.ar.

Roberto Becattini