Mumbai: la città e i suoi abitanti

Andrea Piotto | Andrea pi8                    

MUMBAI _ Se le si ponesse un assedio, resisterebbe più di una qualsiasi realtà occidentale, perché all’interno dell’area di Mumbai viene prodotto praticamente tutto. Gli slums ospitano milioni di piccoli lavoratori, spesso artigiani esperti e specializzati, che hanno la sola colpa di non possedere un’adeguata coscienza di classe (spesso gli hindù rappresentano la fascia più povera della popolazione anche per via delle caste e del concetto di reincarnazione, che può ispirare un sentimento di accettazione passiva del presente destino, toccato a ragione di una condotta passata).


_ Gli indiani “poveri” sono molto solidali e riescono a portare avanti esistenze complicatissime con un’apparente leggerezza che deriva, penso, da una forte coesione sociale… Sono sempre in compagnia, sono tanti, hanno tanti amici, ridono, si accontentano spesso di poco perché sono ancora incredibilmente modesti. Questi sono erano gli indiani delle caste più basse, persone dignitose e rispettabili seppure molto ignoranti e per certi versi anche arretrate; come si evolveranno le cose?

_ Gli indiani sono per la maggior parte molto puliti e decorosi; le donne più umili lavavano i vestiti anche nelle pozzanghere a lato strada, ma con tanto impegno che non li vedevi mai in disordine, e anzi quei vestiti così colorati e freschi risaltano sui corpi arsi dallo smog. Pensate a Steve McCurry, ecco, ovunque.


_ L’uomo della strada veste una camicia con il colletto, tendenzialmente bianca o grigio smog, pantalone preferibilmente a zampa e l’immancabile ciabatta, di solito infradito. Ha i baffi e non lo troverai mai da solo, come del resto nessun indiano, santoni esclusi.

_ La donna indiana veste da donna indiana, colorata, leggera, allegra, coordinata alla follia; in molti negozi di abbigliamento vendono set completi abbinati per cromia, accessori vari compresi.


_ Con un telefono e un fascio di rupie puoi comandare il tuo piccolo mondo dal divano di casa. Avrai probabilmente qualcuno a servizio, ma nel caso contrario potrai telefonare e farti recapitare a domicilio praticamente… tutto. Il sarto, la lavanderia, il pane fresco e le uova, il cibo già cucinato da una signora che ormai conosce i tuoi gusti, sono solo alcuni dei servizi offerti dagli abitanti degli slums ai più agiati vicini condomini. Ci sono luoghi mitici come Dhobi Ghat, la lavanderia a cielo aperto più grande del mondo, o la realtà dei 100.000 pasti preparati dalle mogli a casa e ritirati-consegnati ai mariti a lavoro, ogni giorno puntualmente, da una squadra infallibile di fattorini. Garantiscono pure da Oxford (anche se non va sempre così; e a volte per fortuna, come nel film “The LunchBox” – 2013).

_ Non ho potuto leggere molte riviste per via dei caratteri in alfabeto sanscrito, ma giurerei che la qualità delle loro pubblicazioni è ottima, a giudicare dal ruminare soddisfatto di capre e mucche a bordo strada.


_ Al mercato, frutta e verdura la fanno da padrone assieme a varietà di  granaglie e latticini qui in Italia spesso introvabili; lasciate perdere la carne per quanto possibile, non è nella loro tradizione e non amano trattarla (il pollo viene venduto e pesato vivo, scelto, spennato e spaccato casualmente in pezzi con una mannaia, la capra appesa morta in esilio, lontana alla vista ma non dalle mosche, altre carni niente da fare, ci sono hindù e musulmani da rispettare, mentre il pesce viene pescato poco distante dalla costa, ed è sicuramente saporito…).

_ In India il cibo non è tale se non è elaborato, offrire una pietanza troppo semplice è una manifestazione di poco rispetto; abituatevi alle spezie e dimenticate le posate. Per il resto, l’atmosfera a tavola è molto simile a quella in una buona casa italiana, e quindi buon appetito!

L’India è da assaporare con calma, e Mumbai ne è un forte concentrato… dipende dai gusti, io preferisco un pomodoro al ketchup.

Mumbai-E2

Andrea pi8