Nei Docklands orientali: Borneo-Sporenburg

Chiara Panerai

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AMSTERDAM Ammirati i girasoli di Van Gogh, scoperto il nascondiglio di Anne Frank, fatta la foto davanti a “I am sterdam”, un salto al Baba Coffeeshop e un salutino alle signore in giarrettiera, potreste prendere il tram e approdare a Borneo-Sporenburg: due penisole a est del centro città.

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Questo quartiere, prettamente residenziale, rappresenta un esempio di riqualificazione urbana con alta densità abitativa degli anni ’90 (il cantiere ha aperto nel 1992 e chiuso nel 2000). Il masterplan del progetto è stato pensato dallo studio olandese West 8 e prevede essenzialmente due grandi docks (bacini portuali), suddivisi in varie abitazioni private, e tra di loro collegati tramite due ponti rossi molto particolari, che possono assomigliare alla schiena di un immaginifico drago (e ovviamente, visto che i loro scalini non sono praticabili dalle due ruote, vi sono altri due ponti ad hoc per i ciclisti).

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Le varie abitazioni, che si sviluppano in lunghezza e in altezza (3 piani), hanno un affaccio sui canali e sono corredate da spazi verdi e posteggi auto. E le famose biciclette che tanto vediamo nel centro città dove sono? Bisogna però sottolineare che molte vie, per la loro grandezza, sono tendenzialmente per pedoni o ciclisti.

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Troviamo inoltre tre superblocks, cioè complessi di appartamenti che dominano il quartiere e sono l’alternativa alle case a patio. Si susseguono nelle facciate sei tipologie ripetute di abitazioni, anche se inizialmente il progetto ne prevedeva un numero più consistente, in modo tale da rendere i prospetti più movimentati.

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Il quartiere è stato pensato per le famiglie e infatti è servito da due scuole, esercizi commerciali, ristoranti, un centro sportivo e uno medico, e lo yatch club. Qui si sono stanziati soprattutto giovani e giovani famiglie ed è incentivato l’uso della bicicletta piuttosto che delle automobili. Borneo-Sporenburg si trova a 15 minuti di bicicletta dal centro di Amsterdam ma è comunque provvisto di negozi, per la comodità dei suoi abitanti.

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Il progetto è stato progettato e realizzato con molta cura ma la sensazione che ho avuto, girando per le piccole vie e incontrando pochissimi residenti, è stata quella che si ha quando si entra a Disneyland: sembra un luogo finto, fermo nel tempo. Questa è un’opinione personale, dettata forse dall’ora-giorno-mese-clima… in cui ho camminato per questo quartiere. Resta comunque un esperimento di edilizia residenziale ed urbanizzazione molto interessante. Invito quindi i visitatori di Amsterdam a dedicare un pomeriggio a Borneo-Sporenburg: niente Starbucks, molta acqua, tanto verde e, se proprio vi annoiate, ci sono alcuni Café dove gustare deliziose torte al calduccio.

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Borneo-Sporenburg from West 8 on Vimeo.

Chiara Panerai