ArchitecTour: Le Corbusier

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Chiara Panerai

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PARIS Charles-Edouard Jeanneret (1887-1965), teorico del Purismo, esordisce a 20 anni in architettura. Crede fermamente nell’unità delle arti e questa sua idea non lo abbandonerà mai. Ha una folgorazione visitando la Certosa del Galluzzo, in Val d’Ema, nei pressi di Firenze, e questo fatto sarà decisivo per i progetti urbanistici successivi. Anche l’incontro a Parigi con i fratelli Perret, ingegneri strutturali, influenza il lavoro di Jeanneret: in particolare, la loro esaltazione della standardizzazione e l’industrializzazione delle componenti costruttive. Dopo le esperienze in Germania e Svizzera, nel 1917 si installa nella capitale francese. Rimane affascinato dal bianco e dalla concezione spaziale barocca, studiata e applicata alle planimetrie parigine. Nel 1920 inizia a usare lo pseudonimo che lo renderà celebre: Le Corbusier, dai suoi cugini Lecorbésier (corbeau=corvo). Il suo periodo purista-modernista trova la massima espressione in Villa Savoye (Poissy, 1928). È anche urbanista: suoi i piani in Nord Africa e Sud America, sul progetto della cosiddetta Ville Radieuse (1930). Il suo pensiero architettonico si può riassumere in 5 punti cardine: uso di pilotis, tetto a terrazza, pianta libera, facciata libera, finestra a nastro. Le Corbusier è anche l’inventore del Modulor, teoria basata sulla sezione aurea e sulla quale si attesteranno i suoi progetti, come ad esempio l’Unité d’habitation (Marseille, 1945).

Parigi ospita la Fondation Le Corbusier che opera per la conservazione delle sue realizzazioni in territorio francese e non solo. E partendo da Place du Trocadéro, la grande terrazza che si affaccia su la Tour Eiffel, è possibile intraprendere un tour per visitare le opere dell’architetto che ha disegnato l’elegante Chaise Longue e dettato pure moda: gli occhiali (lunettes in francese) dalla forma tonda (che si fece realizzare su misura dalla Maison Bonnet) e cosiddetti modèle Le Corbusier.

corbusier-chaise

corbusier-occhiali“L’Architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico, dei volumi assemblati nella luce. I nostri occhi sono fatti per vedere le forme sotto la luce; ombre e luci rivelano le forme; i cubi, i coni, le sfere, i cilindri o le piramidi sono le grandi forme originarie che la luce rivela; la loro immagine ci appare netta, tangibile, senza ambiguità. È per questo che sono belle forme, le più belle forme. Tutti concordano su questo, il bambino, il selvaggio, il metafisico.”  – Le Corbusier

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ArchitecTour: il tour che qui vi proponiamo si sviluppa dal centro alla periferia di Parigi; quindi non vi è nessun ordine cronologico o stilistico tra le opere di Le Corbusier, di seguito descritte.

1) Esempio di Unité d’habitation @ Cité de l’Architecture et du Patrimoine – Le Palais Chaillot, 1 Place du Trocadéro – Métro: ligne 6-9 “Trocadéro”

unite d'habitacion

L’Unité d’habitation, realizzata a Marseille nel 1945, è un palazzo residenziale alto 17 piani e composto da 337 appartamenti uguali. Qui, potete visitare l’esempio di una unità abitativa. L’idea lecorbuseriana di “abitazione” abbraccia due correnti di pensiero: da una parte, deve garantire la protezione di chi lo abita dalle interferenze negative e dall’altra, deve essere inserito in un ambiente che favorisca il rapporto tra il nucleo familiare e il gruppo sociale, in una sorta di villaggio verticale. Le dimensioni, gli spazi, gli arredi sono proporzionati al Modulor. Il Museo propone un modello in scala 1:1 di uno degli alloggi costruiti a Marsiglia: il visitatore può entrarci, percepire gli spazi e capire il pensiero dell’architetto. È aperto tutti i giorni tranne martedì e festivi. Consigliabile andare in notturna il giovedì fino alle 21:00.

2) Pavillon Suisse de la Cité Universitaire (1931-1933) – RER B Cité Universitaire – Métro : ligne 4 “Porte d’Orléans”

padiglione svizzero

Situato nel verde del parco della città universitaria, alle porte di Parigi, il padiglione svizzero colpisce per la dualità delle sue facce, a seconda che l’osservatore si trovi a nord o sud. Per entrare, bisogna sorpassare i pilotis sotto il corpo di fabbrica. È possibile visitarne una parte e per i gruppi previa prenotazione. È aperto tutti i giorni.

3) Maisons La Roche-Jeanneret (1924-1925) – Square du Docteur Blanche 75016 – Métro: ligne 9 “Jasmin”

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la chaise longue - maison la roche

La collocazione delle due case – che si trovano immerse negli stabili hausmanniani di uno dei quartieri più residenziali e borghesi della Ville – è il risultato degli adattamenti subiti dal progetto di lottizzazione del terreno. La hall è la cerniera tra le due abitazioni che si sviluppano in varie altezze. Maison La Roche è visitabile ed è obbligatorio indossare dei calzari sopra le scarpe. È chiusa il lunedì mattina, la domenica e i giorni festivi. Non serve alcuna prenotazione per singoli, diversamente è richiesta per gruppi. Maison Jeanneret è una biblioteca ed è possibile accedervi solo previa prenotazione. È attualmente la sede della Fondation Le Corbusier.

4) Appartement-Atelier de Le Corbusier (1931-1934) – 24, Rue Nungesser et Coli, 75016 – Métro: ligne 10 “Porte d’Auteuil”

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Situato all’ultimo piano dell’immobile Molitor in una cornice periferica, elegante e residenziale, l’appartamento e atelier dell’architetto si dispone su due livelli – interamente visitabili – di 240 mq. È ancora conservato il mobilio anni ’20 e i colori progettati e pensati dall’architetto in persona. I divisori tra i vari spazi sono pressocché formati da elementi mobili, proteggendo però le parti più intime. Vi è uno studio sulla luce molto interessante: particolari lampade creano una luminosità mediterranea che sopprime le zone d’ombra. È obbligatoria la prenotazione. Aperto solamente il sabato.

5) Villa Savoye (1929-1931) – 82 Rue de Villiers, Poissy – RER A “Poissy”

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L’abitazione, sulla sommità di una collina nella periferia di Poissy, è imperniata sulla circolazione: al piano terra, il perimetro è disegnato dal percorso delle automobili, mentre ai due piani superiori è organizzato attorno al sistema di circolazione delle persone. Una rampa, che parte dal piano terra, permette di arrivare sulla sommità della casa, il tetto-giardino dove ammirare il panorama. La pianta è organizzata in due zone disposte ad “L” lungo questa rampa. Aperta tutti i giorni, salvo il lunedì e le festività. È consigliabile andare nel weekend per i possessori di abbonamenti RATP (Imagine R e Navigo), poiché il viaggio è gratuito.

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Per approfondire: Fondation Le Corbusier. * La Main Ouverte (la mano aperta) è il logo della fondazione. – Site: www.fondationlecorbusier.fr | Facebook: Fondation Le Corbusier


Fonti delle immagini:
– grafica “chaise longue”: ceciliapolidoritwicedesign.blogspot.it
– grafica “occhiali”: archshrk.com
– foto senza watermark “seecity”: www.fondationlecorbusier.fr

Chiara Panerai