Bulåggna, dalla finestrella di Via Piella ai colli…

Finestrella di Via Piella

Martina Ciordinik

BOLOGNA Bologna non è una sola. C’è la Bologna degli studenti, con le strade piene di ragazzi seduti a chiacchierare e bere tra Via Zamboni e Piazza Verdi e c’è Bologna ad Agosto, deserta, quando le università sono chiuse e la popolazione si dimezza, le biciclette sono tristemente abbandonate, appese ai pali, e ci si sente un po’ spaesati ma anche più larghi.

Statua del Nettuno e biciclette

C’è una Bologna sotterranea, con i suoi canali navigabili che solo i più curiosi hanno visto, ma c’è anche la finestrella di Via Piella, da cui anche i più pigri possono, per un attimo, immaginare di essere a Venezia.

La finestrella di Via Piella

Ci sono le biciclette, i portici, le vecchie botteghe, il coro dell’Antoniano e l’Harley Davidson di Beppe Maniglia che diffonde musica in Piazza Maggiore. Ci sono i colli su cui Cesare Cremonini sfrecciava sulla sua vespa – e sui quali non si può non andare almeno una volta, a sorseggiare una birra sui prati, aspettando che il sole tramonti – e su cui, con le prime nevicate e qualche sacco, ci si lancia nelle discese più ardite.

Piazza Maggiore e il suo Orologio

Bologna è anche la città dei sette segreti che, in realtà nessun bolognese saprà mai elencare. È la “vecchia signora con i fianchi un po’ molli” intonata da Francesco Guccini, ma è anche Piazza Grande. C’è la Bologna dei grandi Cantautori, delle note di Lucio Dalla che risuonano ogni sera alle 18.00 in Via d’Azeglio, dei film di Pupi Avati e delle musiche africane improvvisate con i bonghi ai Giardini Margherita nei pomeriggi di sole.

Via Caprarie con stella di Lucio Dalla

Via Caprarie con stella di Lucio Dalla

Bologna è anche i tortellini e le tagliatelle comprati nelle piccole botteghe del mercato di Via Pescherie Vecchie e Vicolo dei Ranocchi; è l’aperitivo sorseggiato in Via del Pratello nelle sere d’estate e il Cinema Ritrovato in Piazza Maggiore nei mesi estivi (che fa molto anni ’60).

Bottega

Bottega

È il mercato della terra che il sabato mattina porta la campagna in città, all’interno dell’affascinante cortile del Cinema Lumiére e dal quale è impossibile uscire senza un mazzo di fiori freschi sotto al braccio e l’odore del formaggio ancora nel naso.

Vicoli del mercato

Vicoli del mercato

Per chi poi si è già “perso” tra le stradine del centro storico è d’obbligo un giro nel mercatino dell’antiquariato del secondo fine settimana del mese in Piazza Santo Stefano; dove i pezzi d’epoca sembrano intonarsi alla perfezione con la splendida cornice della Basilica delle “sette chiese”.

Piazza Santo Stefano

Piazza Santo Stefano

E per non farsi mancare proprio nulla, non si può non raggiungere a piedi San Luca. La fatica della salita sarà ben presto ripagata da una vista mozzafiato. Ad ogni bolognese si apre un po’ il cuore quando dall’autostrada si avvista in cima alla collina la basilica illuminata: vuol dire casa e allora sfugge un sorriso.

Piazza Minghetti

Piazza Minghetti

Cos’altro non si può dimenticare? La vista della città da San Michele in Bosco al tramonto, dove i tetti rossi si allargano a perdita d’occhio e dove nelle giornate più limpide fanno capolino le alpi sullo sfondo.

Vista da San Michele in Bosco

Vista da San Michele in Bosco

Ah, un ultimo consiglio per i nottambuli. Dopo una lunga serata è d’obbligo un cornetto caldo allo storico Al Mi Furner in Via Saffi 1, aspettando che il sole sorga, le prime ombre si formino tra i portici e la città si svegli con la sua luce rossastra.

Vicoli del centro