Hey! Elizabeth: avete mai sentito parlare di Alice?

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Luisa Lenzi

PISTOIA C’era una volta Alice. Anzi c’era una volta Elizabeth, o meglio c’erano una volta tutte e due. La prima esisteva in una canzone, l’altra in un progetto. Gli Hey! Elizabeth sono da qualche anno una realtà musicale a Pistoia e dintorni. Il loro primo EP “Have you ever heard about Alice?” è uscito nell’autunno 2012 e ha attirato l’attenzione di appassionati e addetti ai lavori. Sei tracce (per un totale di quasi 20 minuti, acquistabili anche su iTunes) fresche e dalle influenze british, conditi da riff vivaci, velocissimi quelli in “Sweet Cake” e orecchiabili (“Plug In” e “Alice in wonderbra”) che attraversano anche pezzi più malinconici come “Fawn Blue Eyes” e le ballate “Blue Girl” e “Bermondsey”.

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Grazie ad Alice, la band è uscita dai confini provinciali approdando all’Emergenza Rock Contest, rassegna internazionale dedicata alla musica rock emergente che vede coinvolte oltre 14 mila band in ben 33 nazioni, con la finale internazionale che si terrà a Rothenburg dove tutti i vincitori delle varie finali nazionali suoneranno durante i tre giorni dell’Open Air davanti a 30 mila persone, condividendo il palco con artisti famosi. Il cammino ad Emergenza Rock è partito il 5 febbraio e oggi gli Hey! Elizabeth sono arrivati alla finale regionale che si terrà questo Sabato 8 Giugno al Viper Theatre a FirenzeCCT-Seecity li ha incontrati proprio alla vigilia di questo evento.

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La strada è stata lunga ma siamo quasi alla fine, speriamo si concluda positivamente. Si, siamo in finale ad Emergenza Rock e siamo molto soddisfatti. Hanno scelto il nostro pezzo “Plug In” estratto dal primo EP “Have you ever heard about Alice” e lo inseriranno nella compilation europea del festival. Doppia soddisfazione. Inoltre abbiamo appena finito di registrare due nuovi pezzi che usciranno come singoli intorno a fine giugno. Visto che non abbiamo ancora un’etichetta facciamo un po’ come ci pare. Il nostro batterista, insieme al chitarrista di un altro progetto che si chiama “Incoming cerebral overdrive”, ha aperto uno studio di registrazione (Ampire Studio a Pistoia) dove appunto abbiamo registrato e dove abbiamo stabilito la nostra sede e attività musicale.

Ma facciamo un passo indietro. Come mai la scelta di questo nome per la band? Sorridono. Risponde Lollo, il bassista: Il nome deriva da una fidanzata che abbiamo avuto in comune io e il cantante, ma questo non lo scrivere eh! – specifica ridendo – Diciamo che questa ragazza ai tempi ci fece litigare e smettere di suonare e anche di essere amici. Alla fine però la musica (che è la cosa più bella del mondo) ci fece riavvicinare e riniziare a suonare e a coltivare l’affetto che ci lega da quando siamo piccoli. L’altra motivazione deriva dal nostro amore sconfinato per l’Inghilterra e per il fatto che il nostro sound è molto brit… anche se in realtà tutti questi significati sono venuti fuori a posteriori. Ecco principalmente, forse, lo abbiamo scelto perchè suonava bene!

Come vi siete formati come band e chi siete? Ci siamo formati ufficialmente qualche anno fa, credo due più o meno, anche se il progetto ha una storia un po’ più lunga perchè nasce da un altro gruppo che aveva Lollo con Bano che si chiamava Delicious Brownies. Ci siamo sciolti e siamo ripartiti con Checco e Tommaso Cantini (ex batterista dei Lola’s Dead) poi Tommaso se n’è andato per concomitanza di altri progetti ed è entrato Pippo. Insomma per arrivare a questa stabilità un po’ ci abbiamo messo. Appunto i nomi li abbiamo già accennati prima. Siamo Lollo al basso, Pippo alla batteria, Bano alla chitarra e Checco, nostro cantante front man e chitarrista. Funzioniamo un po’ come una famiglia, discutiamo tanto, suoniamo troppo poco rispetto a quanto dovremmo ma alla fine ognuno ha il suo ruolo. Siamo un gruppo totalmente democratico dove non esiste un leader decidiamo più o meno tutto insieme.

Ascoltando il vostro EP saltano subito all’orecchio una serie di influenze musicali e contaminazioni varie. Come nascono le vostre canzoni? Intanto per quanto riguarda il processo compositivo non abbiamo un metodo unico cerchiamo di usarne più di uno. Magari qualcuno arriva con una canzone pronta e la arrangiamo tutti insieme e si improvvisa in sala, teniamo le parti migliori e le sviluppiamo. Oppure una miriade di altri modi anche più “confusionari” o meno ortodossi che nn ti sto ad illustrare, comunque il nocciolo è che nessuno ha paura di portare il suo materiale e poi farlo plasmare anche dagli altri facendolo diventare qualcosa che in realtà è frutto di tutti e quattro, in questo senso ti dicevo che siamo democratici. L’EP infatti è il frutto di un lavoro che è venuto un po’ da sé. Abbiamo scritto i pezzi senza sapere dove andare a parare, senza riferimenti a generi particolari ma cercando sempre di privilegiare l’insieme rispetto ai singoli virtuosismi (che in effetti sapremmo anche fare ma che a tutti e 4 sembrano più “masturbazioni” che musica). Cerchiamo di fare un passo indietro sul personale per privilegiare il tutto e alla fine credo sia una bella cosa, non vorrei fosse diversamente.

Domanda d’obbligo. Progetti per il futuro? Progetti ce ne sono molti sicuramente un disco più lungo… magari registrato da Leo Weber (musicista e ingegnere del suono che dopo un periodo pistoiese attualmente vive e lavora a Londra ndr) che è davvero diventato un fenomeno e cercare di suonare il più possibile. Faremo alcuni concerti locali (feste e affini, ci piacciono un monte) e ci aspetta ancora la finale di Emergenza Rock al Viper.

E mentre aspettiamo il live di questo Sabato 8 Giugno 2013, possiamo scaricare e ascoltare l’EP sia su iTunes che SoundCloud. Non avete ancora sentito parlare di Alice? Ecco dove trovarla:

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YouTube: heyelizabethofficial | Facebook: Hey! Helizabeth | Twitter: @heylizband
Spotify: spotify.com/album | Soundcloud: hey-elizabeth | iTunes: hey!-elizabeth

Luisa Lenzi