THE SKOLZ. The Photographic Encyclopaedia of Colors

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Se vi state chiedendo cosa significa “The Skolz“, la risposta è: assolutamente niente. The Skolz è il nome inventato per un progetto fotografico (di cui, ammetto subito, noi di CCT ce ne siamo innamorati!) che una volta entrato nelle vostre orecchie e nei vostri occhi (e credo anche nei vostri cuori), sarà inevitabile ricordare. Il nome, unico e un po’ bizzarro, è volutamente insensato per non concedere errori d’interpretazione. E non creare alcun limite alla forte personalità di un progetto sicuramente ambizioso e fuori dagli schemi. In realtà, la parola nasce – non per scelta, ma per caso – da “descolz” : “scalzo” in dialetto agordino (Agordo: piccola località nelle Dolomiti, paese d’origine della persona che ha dato vita e nome a The Skolz) e poi è stata “inglesizzata” con l’intenzione di insediarsi nelle teste di un pubblico internazionale.

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Ironia, colore e bellezza sono gli ingredienti che si trovano in tutte le foto di The Skolz. Protagonista assoluto, la realtà. Il mondo. La vita. Le immagini raccontate da The Skolz sono frammenti tratti dalla quotidianità che fanno sorridere, riflettere e in qualche modo appagano l’anima. Che donano una strana e inspiegabile sensazione di benessere, di sollievo. “The Skolz” non significa niente ma ci permette di dare un significato a tutto ciò che vede e mostra.

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* [Questo cane noi di CCT lo conosciamo bene! È il padrone di The Vintage Emporium & Tea Rooms che si trova nella nostra amata East London.]

The Skolz è nato il 12 luglio 2012 a Londra dalla mente-cuore-stomaco di una giovane fotografa italiana. È (per il momento) un progetto personale, la proiezione di uno sguardo curioso e attento ai dettagli che, attraverso la fotografia, impara a conoscere il mondo e la sua persona. Perché la fotografia è uno specchio, ci racconta un luogo e una storia su cui riflettere anche noi stessi.

Lo so, vorreste sapere chi è la persona che sta dietro a The Skolz. Anzi, che sta dentro. Qui però non svelerò la sua identità, il nome che dovete ricordarvi è il nome del suo progetto. The Skolz è nato dopo due anni vissuti a Londra, anni determinanti e di evoluzione per la nostra fotografa. Quella città le ha insegnato ad essere libera e che l’unica via per la libertà è l’indipendenza. Dopo Londra, si è ritrovata in mano un archivio di 30.000 foto, una tremenda voglia di viaggiare, di scoprire tutto, e una certezza: che avrebbe lottato per crearsi una vita costruita sulle sue passioni, quindi la fotografia, il viaggio, il contatto con le persone, i loro volti e le loro storie. Avrebbe lottato per vivere ed esprimersi a modo suo. The Skolz è un sogno nato dal coraggio di credere in se stessa e in quelle foto come fossero sue figlie. The Skolz è nato anche grazie a chi ha saputo crederci con grande entusiasmo (prima di tutti, la madre della fotografa. Evviva le mamme!). Idee chiare, determinazione e un briciolo di follia. E, soprattutto, fiducia nel proprio istinto (che la nostra fotografa chiama stomaco).

È possibile che The Skolz diventi un progetto collettivo e che in futuro raccolga il contributo di diversi fotografi (che ne comprenderanno la vera natura). Certo è che che – come avviene tuttora – la selezione delle fotografie sarà sempre rigorosa e molto esigente.

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The Skolz sogna di diventare un’enciclopedia fotografica del mondo. Un diario di viaggio; una fonte d’ispirazione; un rifugio; un modo di viaggiare con il pensiero per chi non ha la possibilità di farlo o per chi lo fa con poca attenzione o per chi non ne ha il coraggio; un momento di riflessione; un eye-opener.

Al momento, sono in programma la registrazione del marchio The Skolz e la realizzazione di una serie illimitata di prodotti, su cui saranno stampate le foto, da vendere (anche on-line) in tutto il mondo.

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A proposito di viaggi, The Skolz è appena tornato dal Nepal e infatti, di recente, ha iniziato a pubblicare sul sito web una foto al giorno di quel pezzo di mondo. La scelta di questa meta è stata dettata principalmente dallo stomaco (istinto) della nostra giovane fotografa. Non cercava una vacanza ma un’avventura attiva, formativa, culturale e spirituale; osservare un paese così povero permette di guardarsi dentro, di cercare un’evoluzione interiore e mettersi alla prova; e poi, fotografare questo paese, avrebbe regalato a The Skolz e ai suoi seguaci, i colori del Nepal. Realtà forti, immagini anche tristi ma sempre dai colori brillanti. Il Nepal poteva offrire tutto questo e così ha fatto con molto generosità.

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Chiedendo invece non a The Skolz ma alla persona che ci sta dentro di raccontare un’immagine di quel viaggio, mi ha parlato di una bambina di 5 anni con due guanciotte rosse e una dolcezza infinita; un cesto di vimini più grande del suo corpo, una pinza di bambù, una falce e 8 ore al giorno a lavorare sotto il sole in un’immensa piantagione di menta; la velocità, la precisione, la dedizione e la totale assenza di ogni forma di lamento. Una bambina grande, privata di ogni possibilità di sognare e di crescere. Talmente grande da far sentire un adulto molto piccolo. Un’immagine, o meglio una realtà, che fa piangere e riflettere. Davanti alla quale sentirsi ridicoli e in debito con la vita, per tutto ciò che abbiamo e che non sappiamo apprezzare. Sembra così scontato avere attenzioni, giocattoli e tutti ai propri piedi a quell’età. Eppure non è sempre così. Perché?

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Ma forse ciò che le è rimasto più impresso del viaggio in Nepal, non lo riuscirà mai a descrivere perché sono immagini fatte di suoni, luci, profumi, colori, voci, sensazioni. “E la sensazione più bella è sentire il tuo corpo che cambia, la tua anima che si ammorbidisce, la tua mente che si dilata mentre perdi tutte le futili paure; e poi quella magica e unica sensazione di libertà, se pur temporanea, assoluta”.

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Qualsiasi soggetto fotografato da The Skolz sembra bello. È bello. È come se The Skolz riuscisse a rendere oggettivamente piacevole tutto ciò che vede, anche il soggetto più assurdo e impensabile, sempre e comunque tratto dalla vita quotidiana, più ordinaria e semplice, dai verdi campi di una natura selvaggia ai centri urbani, dagli animali agli umani. The Skolz (di)mostra che niente è banale. Ogni dettaglio del mondo che ci circonda è unico e interessante. Basta saperlo guardare. Merito quindi dello sguardo? Del punto di vista? Dell’ironia? Qual’è il trucco o segreto?

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Si dice infatti che la bellezza sia negli occhi di chi osserva. La capacità di vedere “del bello” è frutto di un atteggiamento di totale apertura ed elasticità mentale, quasi di abbandono nei confronti di ciò che ci circonda. Senza paure, senza condizionamenti, senza pregiudizi, senza presunzioni. The Skolz non crede che tutto sia bello e interessante, ma che tutto possa esserlo ne è certo. Basta saperlo guardare, appunto. E purtroppo non ci sono trucchi. The Skolz è stato un lungo percorso di crescita passato attraverso piccole grandi sofferenze che hanno provocato un’irrefrenabile fame di amore e bellezza, e la necessità di nutrirsi di tutto questo per essere forti.

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The Skolz crede che ci sia sempre amore in quello che fotografa e che sia proprio questa la sua forza, quasi come fosse terapeutico. Abbiamo tutti bisogno di amore, di sorridere e di vedere qualcosa di semplicemente bello (soprattutto in un periodo così buio). Il ruolo dell’ironia, in questo caso, è quello di rendere tutto più leggero e divertente, quindi ancora più piacevole. Gli occhi di The Skolz sono attratti dall’ironia del momento.

Cos’è la bellezza, per The Skolz? Bellezza è armonia.

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Elena Mazzoni Wagner