Il Teatro Camploy e “La storia di Antigone”

Margherita Vitellozzi

camploy1VERONA Per noi di CCT andare a teatro è sempre un’esperienza piacevole ma non è vero che è solo lo spettacolo a fare la differenza. A volte si sceglie di andare a vedere un’opera e poi capita di rimanere colpiti anche dal teatro, dall’atmosfera, dalla compagnia. Ed è proprio questo che ci è successo recandoci al Teatro Camploy.
Situato al centro del quartiere universitario, in via Cantarane 32, il Teatro Camploy è stato ristrutturato negli anni ’80-’90 con l’idea di lasciare intatta il più possibile la struttura preesistente, dando però un tocco architettonico originale alle sue aree interne. Entrando si nota subito la massima attenzione data alla qualità dello spazio. La stessa cavea viene infatti contenuta da una enorme conchiglia sospesa che si appoggia delicatamente sulle vecchie pareti. Convivono così linee morbide e linee più dure, antico e moderno, sassi, legno e marmo sui pavimenti. Un luogo che ti accoglie in questo modo non può che prefigurare un buon inizio!

antigoneCapitiamo al Teatro Camploy in una classica serata tra amici e voglia di godersi uno spettacolo. Nel nostro caso, La storia di Antigone riscritta da Ali Smith dalla tragedia di Sofocle
, raccontata da Anita Caprioli
e e cantata da Didie Caria con la 
regia di Roberto Tarasco. In questo spettacolo Antigone è tragedia e favola al tempo stesso. La narrazione si trasforma in un resoconto di una cornacchia appollaiata su una delle sette porte di Tebe. Dalla sua posizione il pennuto assiste al tentativo di Antigone di dare sepoltura al cadavere del fratello Polinice contro la volontà del nuovo re Creonte. Scoperta da una guardia, Antigone viene condannata ad essere tumulata in una grotta. A seguito delle profezie dell’indovino Tiresia e alle suppliche dei quindici Anzianissimi Anziani della Polis, il Re decide infine di liberarla. Troppo tardi: Antigone nel frattempo è morta. Questo porta al suicidio di Emone, figlio di Creonte e promesso sposo di Antigone, e al decesso della madre, moglie del re: “E morirono tutti felici e contenti!” Così, sul finale, rimane solo la cornacchia, con la sua fresca nidiata di cornacchiotti sazi di cibo, a raccontare la storia dal principio. 
La riscrittura di quest’opera, che insieme ad altre è inclusa all’interno di una particolare rassegna dal titolo “Save the Story, è stata pensata per una serie di appuntamenti dedicati ad un pubblico di bambini dai 5 anni in su, e per questo motivo appare semplice, facile da capire e seguire. Un ottimo connubio di storia, arte e apprendimento. Bella scenografia, bello spettacolo e bello anche il teatro che lo accoglie e fortifica. Quando la prossima serata?

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Teatro Camploy – indirizzo: Via Cantarane 32, Verona | sito: portale.comune.verona.it

Margherita Vitellozzi