Ri-Pensa Prato. Immagina la Prato del 2023

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PRATO Warehouse è un’Associazione Culturale nata nel 2012 per dare un imput ri-creativo al tessuto sociale di una città che da troppo tempo si lamenta con un’odiosa cantilena: “a Prato non c’è mai niente da fare”. I giovani di Warehouse credono invece che si possa fare, eccome. La forma del logo che hanno scelto per rappresentarsi, corrisponde alla pianta del centro della città di Prato, una volta completamente delimitata dalle Mura medioevali. Questo perché negli ultimi vent’anni è stato proprio il centro ad essere sempre più trascurato e ignorato. Si è preferito, ad esempio, costruire attorno alla città – prima tra Prato e Firenze e poi tra Prato e Pistoia – due mostri giganti, uno più orribile dell’altro, due centri commerciali che mi rifiuto di nominare – entrambi con una multisala (una in stile mondo-dei-balocchi, l’altra in stile asettico-ospedaliero), motivo per cui sono stati chiusi alcuni cinema in centro mentre quelli che resistono, appunto, tentano di sopravvivere -, come se fossimo in America e non avessimo bellissime piazze che ci invidiano in tutto il mondo. E allora noi di CCT non possiamo che dare il massimo supporto a questo giovane gruppo di creativi che ha voglia di fare per la (e nella) propria città.

Pianta storica di Prato entro la cinta muraria – fonte Comune di Prato

Warehouse si è fatta conoscere la scorsa estate (13 giugno 2012) organizzando la “Bike by Night“, biciclettata notturna per i luoghi storici del centro. Di recente invece ha partecipato a Officina Re-Think (festival del riuso e riciclo creativo – 5/6 gennaio 2013) con un’installazione interattiva che è poi stato il lancio di un progetto a lungo termine: “Ri-Pensa Prato. Immagina la Prato del 2023”. Ripensare la città è un diritto-dovere dei cittadini e dunque Warehouse ha invitato tutti a dare il proprio contributo. L’Associazione ha contato circa 200 luoghi abbandonati nel territorio pratese. Ne ha selezionati 8 di maggior interesse pubblico e illustrati: 1) Bastione delle Forche; 2) Ex Lanificio Banci; 3) Ex Convitto Cicognini; 4) Palazzo Vestri; 5) Palazzo Buonamici; 6) Ex Coop via Viareggio; 7) Ex Ippodromo; 8) Misericordia e Dolce. Chiunque poteva lasciare su un foglio idee e suggerimenti per riqualificare questi luoghi dimenticati. 50 le proposte ricevute, dalle quali emerge in particolare un sentimento comune, la necessità e il desiderio di condividere arte e cultura in luoghi d’incontro costruttivi; tra queste, l’Associazione ha già scelto le migliori (per utilità-fattibilità-creatività). Passare dalle idee ai fatti non è per niente semplice. 10 anni sono forse pochi per riportare in vita 8 edifici? 2023 è una scadenza simbolica, l’intento principale è lanciare un segnale e porre nuova attenzione alla città e agli spazi pubblici che ci appartengono. Ma la volontà di Warehouse è anche quella di cambiare lo stato delle cose. Primo passo sarà dunque costruire un tavolo di lavoro insieme a ingegneri e architetti locali – ma anche ai cittadini che hanno proposto le idee – per ogni luogo e sviluppare un progetto da proporre al Comune (che si spera vorrà in qualche modo intervenire). Ecco di seguito i primi suggerimenti che verranno presi in considerazione tra quelli sinora raccolti. Oltre a quella seria, per alcuni luoghi, segnaliamo anche la proposta più originale che, chissà, potrà sempre essere d’ispirazione.

Proposta: Data la posizione strategica, vicina alle due stazioni Centrale e Porta al Serraglio e anche a dei grandi parcheggi, potrebbe essere un luogo sia di ristoro che d’intrattenimento culturale con spazi adibiti a mostre e concerti, laboratori creativi.

Proposta: Data la presenza massiccia della comunità cinese nella nostra città, questo potrebbe essere un museo d’arte contemporanea orientale con un padiglione sulla Cina e la sua cultura.

Idea più originale: Data la storia dell’edificio, potrebbe diventare una scuola di maglia e cucito che ospita quindi corsi e workshop ma anche un archivio-museo di maglieria.

Proposta: Data la posizione collinare, sarebbe bello fosse un’accademia del biologico e mercato di prodotti a km 0.

Idea più originale: Una residenza (per brevi periodi) di brainstorming e centro di consulenza e laboratori per artisti, designer, creativi.

Proposta: Dato che si tratta di un ex-albergo, potrebbe divenire un ostello per la gioventù, vista anche la sua posizione centrale e quindi vicinanza sia al Polo Universitario che all’Università popolare di Prato. Questo potrebbe inoltre ospitare uno spazio aperto di giorno al pubblico, come ad esempio un caffè letterario.

Idea più originale: Potrebbe tornare ad essere un albergo ma per la gente che convive e litiga o si lascia. Un luogo sicuro dove rifugiarsi, riflettere e stare in pace per un po’, senza disturbare amici né tornare dai parenti.

Proposta: Potrebbe essere la sede distaccata del Museo d’Arte Contemporanea Pecci. Il “Centro Pecci in centro”, dove ospitare ogni volta una pillola o assaggio della mostra in essere al Museo e altre esposizioni temporanee di artisti emergenti locali (e non).

Proposta: Data la distanza dal centro urbano e il grande parcheggio, potrebbe divenire la “Prato EXPO” e quindi essere una zona per fiere e convegni.

Idea più originale: Uno “skate park”.

Proposta: Potrebbe essere trasformato in una grande palestra all’aperto per tutte le discipline con servizi e punti gioco anche per bambini. Una grande area per tutti gli sport, dal calcio al cricket.

Idea più originale: Potrebbe diventare un parco per bambini con un prato dove correre liberi e al centro un’antica giostra con cavalli in legno.

Proposta: Centro Oncologico. (Attuale incertezza sul futuro di questa struttura che, probabilmente, anche se l’Ospedale verrà trasferito nella nuova sede a Galciana, rimarrà comunque parte del sistema sanitario. Si dice che non sarà chiuso totalmente e che verrà affidato ad un ente ospedaliero. – Da fonti non verificate).

Idea più originale: Un ospedale per i mobili “malati”, centro di recupero per oggetti d’arredamento vecchi e malmessi, dove poter noleggiare attrezzi oppure affidarsi all’esperienza di artigiani in pensione che trasmettono il loro “saper fare”.

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“Ri-Pensa Prato” è un’iniziativa di Warehouse ma vuole essere un cantiere di pensiero aperto a tutti. Voi che idea avete?

 Associazione Culturale Warehouse in Via San Jacopo, 9 – Prato
Sito: Warehouse | Facebook: Warehouse